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Redazione ECplanet

RoboCup 2005 20 luglio 2005
L'accordo siglato dagli Emirati Arabi Uniti con l'ONU per tutelare i fantini impiegati nelle tradizionali corse coi cammelli sembra aver dato i suoi frutti: più di 250 bambini - malnutriti e spesso ridotti in condizioni disumane - hanno riabbracciato le proprie famiglie per fare spazio a modernissimi “robofantini”. Terminato il rodaggio, i robottini hanno debuttato in occasione di una corsa presso Al Wathba, nei dintorni di Abu Dhabi.

Dieci piccoli androidi hanno condotto con successo i cammelli fino al traguardo: con i loro 15 chili di peso, i fantini in plastica e silicio hanno dato prova di poter rimpiazzare completamente le loro controparti umane - con estrema soddisfazione per le associazioni che tutelano i diritti dei minori. I politici locali hanno accolto la novità con entusiasmo. “Abbiamo finalmente regolarizzato lo status delle corse coi cammelli”, annuncia il ministro degli interni Mansour Al Nahyan in un comunicato ufficiale.

I robocosi hanno un costo unitario al di sotto di 2000 euro, un'interfaccia senza fili per il controllo a distanza e sono un prodotto d'importazione asiatica - le fonti ufficiali degli Emirati Arabi Uniti non hanno rivelato ulteriori particolari sulla provenienza di questi fantini elettronici, ma il costo relativamente contenuto fa pensare che si tratti di un prodotto dell'industria robotica cinese.

Al Nahyan, comandante generale dell'esercito degli Emirati, sembra essere intenzionato ad innalzare la popolazione di robofantini a circa 10.000 unità entro brevissimo tempo. Un particolare che potrebbe nascondere la sperimentazione di questa tecnologia nei campi da battaglia. Ma Al Hosani, direttore della polizia di Abu Dhabi, getta acqua sul fuoco: il maxiordine in cantiere sarebbe solo un passaggio necessario per “promuovere l'uso dei robofantini in tutto il medioriente, nel rispetto dei diritti dei minori”.

RoboCup 2005 21 luglio 2005
Martedì scorso si è conclusa l'edizione 2005 di RoboCup, l'ormai noto campionato del mondo di calcio fra robot. L'evento giapponese, che nel 2003 si era disputato in Italia, serve agli scienziati, in particolare agli esperti di robotica e intelligenza artificiale, per testare nuove generazioni di robot e affinare quelle tecnologie che, nelle speranze degli organizzatori dell'evento, un giorno potrebbero rendere i robot calciatori perfino più in gamba di quelli umani.

Quest'anno hanno partecipato alla competizione ben 330 team provenienti da 31 paesi diversi; nell'edizione 2001 di Seattle le squadre presenti erano 111 e i paesi rappresentati erano 23. Tra quelli usciti vittoriosi dall'ultimo torneo vi sono diversi team di casa, tra cui quello di Osaka e quello dell'Università di Tokyo, i team tedeschi FU-Fighters e GermanTeam, ed ancora squadre provenienti da Singapore, Iran, Cina, Nuova Zelanda, Australia e Taiwan.

La RoboCup 2005 ha visto gareggiare robot di vari tipi e fogge appartenenti a tre categorie principali, Soccer, Rescue e Junior, e svariate sottocategorie, tra le quali Simulation, che prende in considerazione robot simulati al computer; 4 Legged, in cui gareggiavano robot con quattro gambe; e Humanoid, che accoglie invece robot dalle sembianze umane (dunque dotati di due gambe).

Sebbene la classe dei robot umanoidi sia attualmente la meno “forte” sul campo, è quella senza dubbio più scenografica. Questo specifico torneo è quello che può offrire uno spettacolo più simile a una vera partita di calcio: qui i robot sono effettivamente in grado di caricare il tiro e calciare la palla, battere in velocità l'avversario e... commettere fallo. E del resto è proprio questo il tipo di robot con cui, entro il 2050, gli scienziati intendono battere, in una sfida calcistica regolare, la squadra umana campione del mondo.

Dietro ai “robocalciatori” ci sono, oltre ad una sofisticata tecnologia meccanica, complessi software di intelligenza artificiale che costituiscono il “cervello” di ogni singolo robot: rispetto ad una simulazione al computer, o ad un videogioco, nella RoboCup la squadra di calcio non è controllata da un singolo programma, ma è composta da giocatori artificiali in grado di agire in piena autonomia e coordinarsi con gli altri.

L'obiettivo principe della RoboCup non è tanto quello di far spettacolo o finire sui grandi media ma, semmai, quello di promuovere lo sviluppo di tecnologie che possano poi essere applicate in vari ambiti della robotica: dalle applicazioni industriali a quelle sociali. Esempio ne è il fatto che la RoboCup ospiti anche una dimostrazione dei cosiddetti Rescue, robot che possono essere utilizzati in operazioni di soccorso anche molto critiche. Queste notizie sono state riportate dal periodico “Punto Informatico”.

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