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redazione ECplanet

Gli scienziati della Università di Cornell, a Ithaca, New York hanno creato dei piccoli robot in grado di costruire copie di loro stessi. Ogni robot è composto da diversi cubi di 10 cm che sono costruiti in modo identico, hanno elettromagneti per attaccarsi e staccarsi e un computer con un programma di replicazione. I robot possono girarsi, prendere e comporre i cubi.

“Anche se le macchine che abbiamo creato sono ancora semplici in confronto alla riproduzione biologica, dimostrano che la riproduzione meccanica è possibile”, ha detto Hod Lipson in un articolo pubblicato da Nature. Lo scienziato e il suo team credono che i principi di costruzione potranno essere usati per creare robot di lunga durata che siano in grado di ripararsi da soli e che possano essere impiegati in situazioni a rischio e sulle navicelle spaziali.

Come riportato da New Scientist, il team di scienziati guidato da Lipson ha messo a punto un dispositivo basato su una serie di “mattoni” cubici dotati ciascuno di microprocessore. Il chip contiene le istruzioni che consentono a ciascuno di questi cubi di diventare parte di un tutto più grande e di moltiplicarsi.

In sostanza, ha spiegato Lipson, questi oggetti sono da considerarsi parti di un tutto, destinati a collegarsi l'uno all'altro mediante elettromagneti. Una volta operativo, il robot può utilizzare altri cubi attorno a sé per dar vita ad altri robot. “Ad esempio - scrive il New Scientist - tre o quattro blocchi uno sopra all'altro formano una torre che può dar vita ad una torre identica girandosi come una gru per raccogliere altri blocchi nelle vicinanze e porli uno sopra all'altro”.

A cosa serve tutto questo ? Lipson non ha dubbi: “La capacità di auto-replicarsi è la soluzione finale alle riparazioni: immaginiamo sistemi robotici su Marte o sul fondo dell'oceano che in questo modo si auto-riparano”.

Uno degli aspetti cpiù interessante è l'evoluzione del concetto di “auto-replicazione”: se fino ad oggi si è sempre pensato in termini di robot capaci di duplicarsi o incapaci di farlo, alla Cornell University sostengono di aver capito che esistono livelli intermedi di replicazione “Per la prima volta - ha affermato Lipson - possiamo effettivamente misurare l'auto-replicazione e così capire come migliorarla”.

Articolo correlato al progetto:

Cornell News self-replicating robots




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Ultima modifica = (10-08-2005:17:19)  EDIT ARTICLE Nr. 19115  



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