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redazione ECplanet

Robot chirurghi sui campi di battaglia

I robot da battaglia non sono più una novità. Ma l'ultimo progetto approvato dall'amministrazione USA suscita comunque un certo scalpore: dei robot chirurghi, capaci di operare i soldati feriti sul campo di battaglia, prima del loro trasporto agli ospedali militari. L'idea è della Defense Advanced Research Project Agency (DARPA) del Pentagono, la stessa agenzia che porta avanti tutti i progetti tecnologicamente più avanzati per la Difesa USA. I cosiddetti “Trauma Pod” dovranno essere in grado di eseguire operazioni complesse anche nel mezzo di una battaglia, di prendersi cura dei feriti ed eventualmente di trasportarli una volta stabilizzate le loro condizioni mediche.

Con un finanziamento iniziale di 12 milioni di dollari, somma che da sola non basterà a dare alla luce un certo numero di questi nuovi robot, il Pentagono spera di poter superare gli enormi limiti dell'intervento medico umano tradizionale. Il primo passo sarà il testing dei robot in strutture ospedaliere per piccoli compiti ed interventi assai semplici. Una volta sviluppato appieno il progetto, invece, i robot potranno essere comandati a distanza con tecnologie wireless a banda larga: questo consentirà ai chirurghi umani di utilizzare i Pod come proprie “estensioni”. Perché ciò sia possibile è evidentemente necessario che la connessione si mantenga stabile per tutto il tempo necessario e che il robot sia in ogni momento in grado di restituire immagini e dati sui feriti ai quali si dedica.

Difficoltà a parte, che dovranno essere affrontate dai ricercatori finanziati dal Pentagono, i problemi maggiori sono quelli della sicurezza dei robot: dovranno infatti sapersi muovere in prima linea e sotto il fuoco nemico, dunque essere agili, rapidi e resistenti. Non è la prima volta che ci si prova: negli anni '80, un prototipo denominato Vinci Surgical System non riuscì a superare la prova sul campo: non era sufficientemente indipendente dall'intervento umano ed era troppo ingombrante per operare in prima linea. Eppure, proprio il Vinci oggi viene utilizzato nel mondo in 300 ospedali per operare su una serie di patologie, dal tumore alla prostata alla sostituzione di valvole cardiache difettose.

Se oggi è difficile prevedere quando questo genere di robot potrà essere effettivamente operativo - si parla di almeno dieci anni - sul progetto sono impegnati a lavorare in molti, sia accademici di importanti università che ricercatori di centri privati come la General Dynamics Robotic Systems, coordinati dai labs governativi dell'Oak Ridge National Laboratory e da SRI International. Questa notizia è stata divulgata dal periodico “Punto Informatico”.

Istituzioni governative e scientifiche citate nell'articolo:

DARPA

General Dynamics Robotic Systems

Oak Ridge National Laboratory

SRI International




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N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (20-04-2005:18:51)  EDIT ARTICLE Nr. 17440  



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