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di: Alessio Mannucci

HP ha messo a punto un dispositivo che, a suo dire, potrebbe accorciare di molto la strada verso il computer molecolare-quantistico. Chiamato “crossbar latch”, il nuovo tipo di circuito rimpiazza i tradizionali transistor dei chip in silicio con una griglia di fili conduttori in platino le cui intersezioni sono composte da molecole.

Mentre i transistor odierni sono lunghi circa 90 nanometri, un crossbar latch occupa soltanto 2 o 3 nm: questo dà la possibilità, seppure al momento solo teorica, di costruire chip fino a 40 volte più piccoli di quelli attuali. Ma la dimensione non è l'unico fattore considerato dagli scienziati: i chip molecolari promettono infatti velocità estremamente superiori a quelle attuali, costi di produzione inferiori e, non per ultimo, consumi energetici molto ridotti.

In una nota, l'azienda ha sostenuto che la nuova tecnologia potrebbe portare alla costruzione di computer migliaia di volte più potenti di quelli odierni. Così come in un transitor, un segnale elettrico che viene fatto passare attraverso un crossbar latch può essere controllato in modo tale da svolgere operazioni logiche.

“Si tratta di metallo e molecole, niente di più”, ha detto Phil Kuekes, uno dei ricercatori di HP che ha presentato l'invenzione. “Ci stiamo finalmente allontanando dalla fisica del silicio. Il nostro sistema potrebbe un giorno sostituire i transistor nei computer così come i transistor hanno sostituito le valvole, e le valvole i relé elettromagnetici”. Sebbene gli scienziati contino di commercializzare la loro tecnologia a partire dal 2012, Kuekes ha affermato che i transistor continueranno ad essere utilizzati ancora per molti anni. Nella corsa ai nanochip sono molti i laboratori in “gara” e tra questi anche il centro di ricerca italiano NEST (National Enterprise for nanoScience and nanoTechnology) di Pisa.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

National Enterprise for nanoScience and nanoTechnology

E-mail: Alessio Mannucci




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