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redazione ECplanet

La Russia, al momento piuttosto arretrata rispetto all'occidente nel settore nanotech, ha creato Rosnanotekh, una corporation tecnologica statale con un budget di 5 miliardi di dollari (3.7 miliardi di euro) che dovrà finanziare l'establishment scientifico russo. “Gli scienziati russi non hanno mai visto così tanto denaro”, ha detto Mikhail Melnikov, del giornale Russian Nanotechnologies. La nascita di Rosnanotekh coincide con l'ingresso della Russia nella “nano-globalizzazione”, il mercato nanotecnologico globale in rapida espansione, guidato attualmente dagli Stati Uniti. E si capisce il motivo: alcune ricerche di mercato stimano che entro il 2014 merci manufatturiere per un valore di circa 2.6 mila miliardi di dollari utilizzeranno nanotecnologia. Allo stato attuale, le applicazioni nanotecnologiche russe più promettenti riguardano il settore dei metalli, della medicina e della chimica molecolare.

“Le nanotecnologie stanno diventando la chiave per lo sviluppo della scienza e dell'industria moderne”, ha detto il presidente russo Vladimir Putin al parlamento russo lo scorso aprile. La creazione di Rosnanotekh, che oltre al già notevole budget potrà disporre di altri due miliardi di dollari erogati dal governo, si inserisce dunque in un programma di sviluppo nanotecnologico da qui al 2015 finalizzato a raggiungere e sostenere il livello dei paesi dominanti.

Il governo americano investe un miliardo di dollari all'anno in ricerca nanotecnologica mentre l'Unione Europea ha stanziato più di 3 miliardi di euro per un periodo che va dal 2007 al 2013, senza contare i fondi erogati da ogni singolo stato membro e gli alti livelli di investimenti privati, che mancano in Russia. “Credo che la Russia voglia tenere il passo di Europa, Giappone e Stati Uniti”, dice Mark Morrison, manager scientifico all'Institute of Nanotechnology britannico. Inoltre, guarda anche allo sviluppo di Cina e India, che stanno investendo in nanotecnologia. “La Russia vuole sviluppare una propria nanotecnologia per non essere costretta a doverla comprare da altri paesi”, dice ancora Morrison, “possiede già una buona ricerca di base ma ha bisogno di capitale da investire per ritagliarsi una nicchia nel mercato”.

Supportati dalla National Science Foundation (NSF) e dall'Office of Naval Research, i professori Vesselin Shanov e Mark Schulz, della University of Cincinnati (UC), insieme al ricercatore Yun Yeo Heung e ai propri studenti, hanno sviluppato una nuova tecnica per crescere i nanotubi al carbonio più grandi mai creati in precedenza: lunghi “solo” 2 cm, ma con un diametro 900.000 volte più largo. Queste fibre potrebbero rivoluzionare la nano-ingegneria, trovando applicazione nel settore delle “smart fabcrics” (tessuti intelligenti in grado di resistere ad umidità, freddo, macchie, ecc., ndr), dei sensori, e in tantissimi altri campi.

La ricerca è stata svolta in collaborazione con First Nano, una divisione della CVD Equipment Corp. di Ronkonkoma, N.Y., che ha messo a disposizione il proprio laboratorio e una fornace specializzata chiamata “EasyTube 3000”, mediante cui i ricercatori hanno potuto crescere i nanotubi. Nello specifico, hanno combinato la comune tecnica di deposito a vapore chimico (Chemical Vapor Deposition, CVD) con un nuovo substrato. “Si tratta di un processo rivoluzionario perché consente di mantenere la catalisi per un lungo periodo di tempo, fornendo un trasporto veloce e continuo dei blocchi costituenti del carbonio alla zona di crescita dei nanotubi”, ha spiegato Shanov.

In questo modo, il team è riuscito a produrre nanotubi spessi 12 millimetri, allineati uniformemente su un substrato al silicio di 10 cm, aprendo le porte ad ulteriori progressi. L'invenzione è stata presentata al workshop Single Wall Carbon Nanotube Nucleation and Growth Mechanisms organizzato dalla NASA e dalla Rice University lo scorso aprile.

Data articolo: giugno 2007
Fonti: Space Daily, Agence France-Presse

Istituzioni scientifiche citate e correlate all'articolo:

First Nano

University of Cincinnati

Institute of Nanotechnology

Growth mechanisms for carbon nanotubes

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