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di: Massimo Bertolucci

Scienziati giapponesi della Japan Science and Technology Corporation di Kawasaki, hanno scoperto un materiale trasparente che ha la particolarità di trasformarsi in un conduttore quando viene esposto ai raggi ultravioletti. Questa scoperta è considerata di grosso spessore perché potrebbe rivoluzionare il settore della tecnologia dei circuiti invisibili.

Katsuro Hayashi, uno dei promotori della ricerca, spiega che la struttura cristallina di questo nuovo materiale, composto da ossido di calcio e alluminio, è formata da gabbie aventi una carica positiva. Quando, nel corso di una sperimentazione, i cristalli sono stati scaldati in presenza di idrogeno, si è osservato che gli ioni idruro, aventi una singola carica positiva, vengono forzatamente trattenuti nelle gabbie. Quando vengono raffreddati risultano ancora trasparenti e isolanti, ma nel momento in cui vengono illuminati mediante irraggiamento ultravioletto la loro proprietà conduttiva si incrementa fino a un miliardo di volte. Anche quando l'illuminazione si interrompe il valore della proprietà conduttiva rimane immutato.

Un materiale con queste proprietà potrebbe risultare idoneo per la creazione di circuiti elettrici invisibili. Basterebbe illuminare i cristalli attraverso una maschera per poter creare elettrodi e fili nelle aree esposte.

Le proprietà del materiale - continua Katsuro Hayashi - sono generate dagli ioni idruro intrappolati nelle gabbie. Probabilmente, quando vengono irraggiati dai raggi ultravioletti gli ioni idruro generano elettroni. Le gabbie di cristallo cariche positivamente poi li attraggono. Ma la forza di attrazione non riesce a intrappolare gli elettroni che possono così saltare da una gabbia all'altra, generando conseguentemente un numero esponenziale di elettroni che permette la conduzione di elettricità.

Secondo i ricercatori, conduttori elettrici trasparenti potrebbero venire utilizzati in diversi settori dell'optoelettronica. Ad esempio, si potrebbero gestire gli schemi a cristalli liquidi senza aver più bisogno dei tradizionali circuiti integrati. Inoltre, potrebbero essere impiegati in molti altri dispositivi, fra cui gli orologi, i telefonini, gli schermi delle calcolatrici, ecc.

La ricerca è stata divulgata dalla rivista "Nature".

Per saperne di più visitate il sito:

Japan Science and Technology Corporation




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