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Nanotubi autoassemblanti
Nanotubi autoassemblanti


di: Enrico Loi

Hicham Fenniri, della Purdue University, ha messo a punto un sistema che permetterà di utilizzare minuscoli nanotubi autoassemblati su cui costruire fili molecolari. In questo caso i nonotubi fungeranno come da telaio. I fili molecolari prodotti verranno utilizzati in dispositîvi nanoelettronici.

Lo scienziato asserisce che, all’esterno della struttura, una diversificazione nell’uso delle sostanze chimiche, permette la modificazione della funzione o il suo legamento ad uno specifico bersaglio. È come mettere un vestito a uno scheletro. In questo caso, si possono usare tantissimi vestiti per decorare i nanotubi.

Grazie alla loro stabilità anche ad elevata temperatura, le strutture autoassemblanti prodotte potrebbero essere impiegate nelle applicazioni industriali. È stato addirittura constatato che all’aumentare della temperatura si rafforza la loro stabilità raggiungendo un nuovo livello di auto-organizzazione.

La scoperta riveste una grande importanza visto che la la Purdue University si è già tutelata presentando una domanda di brevetto.

L’équipe di Hicham Fenniri ha sviluppato le strutture utilizzando un sistema messo a punto l’anno scorso da essi stessi. Il fenomeno dell’autoassemblaggio è in biologia un principio consuetudinario. L’interazione autonoma delle miscele di molecole biologiche permette la formazione di particolari strutture cellulari come i tessuti e gli organi.




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