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di: Alessio Mannucci

Nanometalli, nanoenergetica, bioterrorismo: le nuove frontiere della distruzione di massa hi-tech...

Cavi di metallo fusi ad altissime temperature e poi raffreddati sotto pressione per formare particelle sferiche dell'ordine dei 100 nanometri. Sono i "nanometalli". Il Department of Defense (DoD) sta sperimentando un nuovo tipo di armi che sfruttano le proprietà dei nanometalli per creare bombe compatte e super-potenti. Gli scienziati stanno lavorando anche sui Metastable Intermolecular Composites (MIC), un nuovo sistema e un nuovo metodo per creare proiettili particolarmente reattivi a specifiche velocità di impatto, pressioni e temperature.

Con i fondi del governo americano, i Sandia National Laboratories, il Los Alamos National Laboratory, e il Lawrence Livermore National Laboratory stanno studiando come manipolare i flussi di energia molecolari, un nuovo campo di ricerca conosciuto come "nanoenergetica", per costruire armi letali come esplosivi di molto superiori alla forza di detonazione delle bombe convenzionali.

Un altro modo sperimentale per aumentare la potenza delle armi è quello di addizionare materiali conosciuti come "supertermiti", estremamente sensitivi a stimoli termici, che combinano nanometalli come il nanoalluminio con metalli ossidi come ferro ossido. E' quanto riferisce Steven Son, a capo del progetto "Explosives Science and Technology" a Los Alamos. "Il vantaggio di usare nanometalli è che si può scatenare energia in modo molto più veloce" dice Son. Poiché le reazioni chimiche dei supertermiti sono più rapide e rilasciano un più grande ammontare di energia. "I supertermiti possono accelerare il tempo di reazione di centinaia di volte", con il risultato di un'onda molto più veloce e reattiva.

Grazie alla nanoenergetica, i "nanoscienziati" possono manipolare le particelle dei nanometalli per variare il tasso di energia rilasciato. Questi materiali possono così essere usati in diverse applicazioni come i dispositivi esplosivi subacquei, munizioni, propellenti.

"I nanometalli come il l nanoalluminio sono molto più reattivi chimicamente perché ci sono iù atomi sull'area di superficie che nell'alluminio standard", spiega Douglas Carpenter, capo della divisione nanometalli della compagnia Quantumsphere, "l'alluminio standard copre solo un decimo dell'1% dell'area di superficie rispetto al 50% del nanoalluminio". Carpenter dice che gli Stati Uniti hanno già sviluppato un nuovo tipo di bombe usando nanoalluminio, e stanno lavorando su missili e torpedo che si muovono così velocemente da raggiungere i loro obiettivi in un batter d'occhi. Lo U.S. Army Environmental Center ha avviato nel 1997 un programma per sviluppare alternative alle sostanze tossiche usate in centinaia di milioni di proiettili che annualmente sono sparati durante i conflitti e i corsi di addestramento. Carpenter dice che sebbene le pallottole che usano nanoalluminio sono pronte per essere testate, il governo ha deciso di rallentare l'implementazione della tecnologia: "Ci vorrà ancora un pò di tempo prima che il governo decida di cambiare drasticamente il modo in cui si uccide la gente".

Comunque, siccome i nanometalli forniscono un'alta concentrazione di emergia mentre richiedono una bassa quantià di materiale, "il costo generale di queste armi è destinato a scendere", dice Kevin Walter, vice presidente del settore nanometalli alla Nanoscale Technologies.

"La nanotecnologia è destinata a cambiare completamente la faccia delle armi", dice Andy Oppenheimer, esperto militare del Jane's Information Group. Oppenheimer dice che nazioni come gli Stati Uniti, la Germania e la Russia stanno già sviluppando mini-bombe atomiche che sfruttano la nanotecnologia per creare detonatori nucleari dalle ridottissime dimensioni.

La creazione di questo genere di armi nucleari costituisce secondo Oppenheimer una nuova sfida allo sforzo di limitare le armi di distruzione di massa.

WAR DRUGS

Se è abbastanza buona per i ravers, allora sarà buona anche per le truppe americane. Questo devono aver pensato i cervelloni della US Army che hanno deciso di testare la ketamina, un narcotico per cavalli, per "trattare" soldati feriti.


La droga, conosciuta nei nightclubs come Special K, da un pò di tempo a questa parte ha conosciuto una larghissima diffusione presso i frequentatori di rave parties, che amano le esperienze estreme (niente a chè vedere con un'autentica esperienza psichedelica, ndr). I militari, insieme alla Food and Drug Administration, stanno sperimentando dosi leggere da inalare per vedere se la ketamina potrà essere un sostituto per la morfina. "Con la morfina il soldato è immobilizzato gorfed, non può fare niente" dice il Col. Bob Vandre, della Army's Medical Research and Materiel Command, "mentre con la ketamina, che riduce il dolore, può anche guidare o sparare".

Quello della ketamina è solo uno di molti altri trattamenti in via di sperimentazione, come ad esempio quello del sangue artificiale per le trasfusioni di emergenza.

ARMY SCIENCE CONFERENCE

L'8 dicembre 2004 si è tenuta ad Orlando, in Florida, la Army Science Conference, per discutere sul futuro della guerra e fare il punto sulle ricerche in corso.

Un futuro luminoso, ma pieno di dense nuvole scure. Il computer visionario Ray Kurzweil immagina un giorno in cui l'inquinamento e la povertà saranno solo un ricordo. Computers migliaia di volte più intelligenti del cervello umano emergeranno, mentre gli umani potranno vivere per sempre grazie alla nano-medicina. Sempre che riusciremo a scampare alla nuova ingegneria genocida.

Più cresce la consapevolezza del funzionamento del nostro corpo, più aumenta il potenziale per la creazione di agenti malevolenti artificiali. Questi patogeni rappresentano secondo Kurzweil la più grande minaccia che dovremo affrontare nel prossimo futuro, perché non c'è modo di fermarli.

Secondo Kurzweil si dovrebbe avviare immediatamente un massiccio sforzo nazionale, da 10 miliardi di dollari, per formare degli esperti nella decodifica di questi nuovi nemici virali, allo stesso modo di come si combattono i virus informatici. Ad esempio, si è riusciti a contenere la Severe Acute Respiratory Syndrome, o SARS, che è stata sequenziata in un solo mese rispetto ai 15 anni che ci sono voluti per il virus dell'immunodeficienza (HIV).

A Ft. Dietrich, il Centro di Ricerca Medico del Maryland, i ricercatori hanno testato più di 200.000 farmaci contro il virus in solo 4 mesi. Lester Martinez-Lopez, che guida ricerche di questo tipo a Ft. Dietrich, è molto preoccupata della possibilità che un agente patogeno letale, creato in laboratorio, venga rilasciato.

E-mail: Alessio Mannucci




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