È stato messo a punto un nuovo prototipo di aereo comandato a distanza. Il Global Hawk 5 ha già fatto il suo primo volo dalla Edwards Air Force Base, che si trova nell'ovest della costa Americana, fino alla base di Edinburgh in Australia. Questo è stato il primo debutto per un aereo del genere. Un altro modello della stessa famiglia Global Hawk 4, ha appena fatto un volo sperimentale dall'Europa agli Stati Uniti.
Il Global Hawk 4, che è stato temporaneamente ribattezzato come Southern Cross II per il suo volo australiano, ha raggiunto la sua meta in 22 ore. La sua base resterà la Edinburgh Royal Australian Air Force per le prossime 6 settimane in cui parteciperà all'esercizio militare Tandem Thrust in Queensland. Volerà per 12 missioni nello spazio aereo sopra le acque australiane, per provare la sua capacità di altitudine e la sua abilità di condurre missioni di sorveglianza e intercettazione sopra terra e mare nella costa nord-ovest dell'Australia.
Secondo il Governo australiano il Global Hawk, potrebbe anche servire per controllare l'ambiente: scoprire pesca illegale ed essere impiegato in missioni d'emergenza in caso di disastri.
Il Centro Aeronautico Northrop Grumman Ryan, ha creato il Global Hawk per la Forza Aerea Americana in virtù di un accordo di 4 anni chiamato Project Arragement 13. Il jet-powered Global Hawk può volare per 36 ore con un solo pieno di carburante. È stato costruito con un materiale leggero che non supera le 26,600 once di peso, già carico. Ha un «wingspan» di 116 piedi di lunghezza che è più grande di quello di un Boeing 737. In sole 24 ore, l'aereo è capace di scannare un'area di 103,600 km2, o fare un percorso nautico di 14.000 miglia con un radar che vede attraverso le nuvole o vigilare con telecamere sintonizzate a bande infrarosse e visuali.

Durante una missione comune, l'aereo può volare per 1.200 miglia e nell'area interessata restarci per 24 ore. I sensori sono localizzati nella parte sottostante la fusoliera. Il sensore ottico «pan-and-tilt» e il sensore infrarosso sono localizzati nel cilindro rotondo sotto il naso dell'aereo. Il sistema radar si trova proprio davanti all'ala. Global Hawk vola ad un'altitudine di 19,812 metri da dove trasmette immagini codificate via satellite alle basi di mezzo mondo. Il duomo rotondo sopra il suo naso ha un disco satellitare la cui grandezza è di 48 pollici.
Global Hawk vola da solo usando un programma dove si inseriscono missioni e che viene messo nei due computer integrati nell'aereo. Una volta che i parametri della missione sono stati programmati nel Global Hawk esso può decollare, atterrare, volare e gironzolare con propria autonomia prendendo immagini prima di tornare a terra. Non opera solo per rotte, ma anche tramite operatori che possono cambiare le missioni in qualsiasi momento.
Il mutamento più critico per il Global Hawk e altri velivoli della sua famiglia sarà quando diventeranno aerei da combattimento. Infatti il velivolo autonomo Predator (aereo che ha già svolto missioni sulla Bosnia e Kossovo) ha già riscontrato successo sparando missili di prova.
Il Defense Authorization Bill 2001 mandato dal Congresso degli Stati Uniti, ha dichiarato che nel 2010 un terzo della flotta da combattimento del Pentagono, sarà costituito da velivoli autonomi.
Gli Stati Uniti potrebbero non essere gli unici ad usare queste armi robotizzate. L'Australia sta già valutando l'uso potenziale del Global Hawk per la protezione del loro territorio e per l'accesso marittimo.