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L'orientamento dei pipistrelli
L'orientamento dei pipistrelli


di: Massimo Bertolucci

Un team scientifico dell'Università di Tuebingen, del Max-Planck-Institute di Cibernetica biologica di Tuebingen e dell'Università di Costanza, composto dai dottori Yossi Yovel, Matthias Otto Franz, Peter Stilz e Hans-Ulrich Schnitzler, ha presentato i risultati di uno studio sulle dinamiche di riconoscimento delle piante dei pipistrelli.

Dai risultati della ricerca emerge l'alta facilità dei pipistrelli nel riconoscere, mediante segnali sonori, l'ambiente circostante. I pipistrelli emettono di continuo segnali sonori con lo scopo di orientarsi nello spazio, soprattutto per cercare cibo. Il loro apparato uditivo provvede ad analizzare l'eco di ritorno dei suoni emessi onde poter costruire una mappa dello spazio circostante nel quale si muovono. A questo punto risulta peculiare ottenere dei punti di riferimento che sono con certezza i contorni delle zone con vegetazione. La distinzione dei prati da tutte le tipologie di piante è fondamentale per poter localizzare le prede.

Quando si osservano i pipistrelli si ha tendenzialmente la percezione che il loro volo sia caotico e disordinato. Secondo i ricercatori non è così: i pipistrelli sono in grado di classificare con precisione le diverse tipologie di vegetazione entro un raggio di diversi metri. Essi comprendono a fondo la struttura dell'ambiente circostante al punto che, alcune specie di pipistrelli, riescono addirittura fare dettagliate distinzioni morfologiche degli alberi, delle loro foglie e delle parti connesse come i frutti. In pratica essi riescono ad individuare e decifrare con somma esattezza le eco riflesse dalla vegetazione. Una dote percettiva che gli scienziati a tutt'oggi non sono ancora riusciti a dare una spiegazione.

Il team di ricercatori tedeschi, grazie ad un particolare algoritmo, ha appurato che la vita dei pipistrelli è abbastanza semplice rispetto a quello che normalmente si tende a pensare. Gli scienziati hanno messo a punto una metodologia molto efficacie per la classificazione dei segnali facendo capo ad un grande database di eco generate da vegetali preventivamente irradiati con dei segnali ultrasonici simili a quelli dei pipistrelli.

I promotori della ricerca hanno dimostrato mediate l'algoritmo, capace di classificare le eco delle piante create da un sonar che produce frequenze simili ai segnali dei pipistrelli, che le eco ultrasoniche provenienti da una pianta contengono dettagliate informazioni sulla specie del vegetale, dati che possono essere estrapolati con somma facilità dopo una semplice analisi biologica. I ricercatori sostengono che i risultati di questo studio dimostrano in maniera abbastanza inequivocabile che i pipistrelli riescono a classificare le piante molto più semplice di quanto si pensasse finora. Inoltre, questo studio ha anche fornito ulteriori indizi per comprendere la vita di questi misteriosi animali.

Data articolo: aprile 2008
Fonte: PLoS Biology

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Universität Tübingen

Max Planck Institute for Biological Cybernetics, Tübingen, Germany




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