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L'orientamento dei piccioni
L'orientamento dei piccioni


di: Plinio Endroit

Chissà come fanno i piccioni viaggiatori nelle loro missioni… Come si orientano? Quali sono le loro coordinate? Si potrebbe credere che volino semplicemente in linea retta fino alla meta, come un proiettile. Eppure non è così, stando almeno a quanto scoperto da una squadra di ricercatori dell'Università di Oxford, capitanata dal professore di zoologia Tim Guilford.

I risultati dello studio suggeriscono che i piccioni viaggiatori, anziché puntare su un'economizzazione dello sforzo fisico, cercano di ridurre lo sforzo mentale. In altre parole, sono disposti a compiere qualche chilometro in più in favore di una maggiore sicurezza orientativa. E come ottengono questa “sicurezza orientativa”? Creandosi dei punti di riferimento: strade, ponti, campi, piloni della luce e quant'altro… Tra l'altro questo metodo potrebbe forse valere anche per altre specie di uccelli, siccome è stato appurato ormai da tempo che diverse colonie migratorie, nel corso dei loro lunghi viaggi, tendono a riposare appoggiandosi sempre sul medesimo albero (se nel frattempo non è stato abbattuto!), sia all'andata sia al ritorno, pure a distanza di anni.

Tornando ai piccioni, sembra dunque acquisito che il loro metodo di volo faccia capo a diversi punti di riferimento nella terra sottostante: viaggiano ad esempio per qualche chilometro lungo una strada, poi seguono la ferrovia per un altro po’ ed infine deviano nuovamente, seguendo qualche altro elemento che li aiuta nella trasferta. Così il viaggio si allunga, è vero, ma diventa anche più sereno (dev'essere un po’ come inserire il pilota automatico…) e la fatica causata dai chilometri aggiuntivi viene compensata dalla “certezza” di essere sulla strada giusta. Vola piccione bianco, vola...

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

University of Oxford




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