Credere a tutto o non creder a niente, sono due qualità estreme che non valgono nulla " P.Bayle
In questi ultimi mesi si è parlato molto, su quotidiani e negli ambienti di ricerca, di possibili spiegazioni "scientifiche" nei confronti della fenomenologia della abductions. La nuova punta di diamante dei ricercatori è una sindrome che solo da pochi anni ha assunto una rilevanza nell’ambito della ricerca. Stiamo parlando della Sindrome da paralisi notturna associata ad allucinazioni ipnopompiche e ipnagogiche.
Decenni di studi compiuti dalla Psicologia Sperimentale hanno permesso di ampliare i già vasti campi di ricerca della psicologica moderna permettendo altresì a studiosi e ricercatori di gettare nuova luce su antiche patologie o sindromi associate, nel passato, ad interventi "superiori" o demoniaci. Le varie aree di ricerca delineatesi fino ad oggi hanno permesso di tracciare degli itinerari su cui poter studiare e capire la meravigliosa macchina che è il nostro cervello, nel contempo risulta però ancora preclusa alla nostra comprensione una vasta serie di meccanismi e fattori propri del nostro sistema cognitivo e cerebrale. In tal senso si è cercato di studiare diverse forme patologiche, o causate da un’alterazione del sistema cognitivo-percettivo umano, al fine di cercare spiegazioni coerenti e rigorose nei confronti di questi stati modificati della nostra mente e della nostra percezione. Lo studio di quest’ultima ha giocato un ruolo fondamentale in questi ricerche, delineando nuovi campi e nuovi approcci diagnostici nei confronti di soggetti affetti da tali "disfunzioni cognitive". All’interno di queste strane forme riscontrate dagli studiosi abbiamo rinvenuto una forma di dissonanza cognitiva molto interessante che ha colpito la nostra attenzione, la Paralisi Notturna associata ad Allucinazioni Ipnagogiche e Ipnopompiche. Dietro questa sindrome celata dietro una terminologia specialistica si nasconde una famiglia di eventi estremamente interessanti che sembrerebbero colpire il 25 – 30 % (una persona su tre) della popolazione mondiale almeno una volta nell’arco della vita. A tale percentuale si associa un ulteriore 20-30% di soggetti che avrebbero ripetutamente sperimentato tale stato.

La "paralisi notturna", o più propriamente "Paralisi Notturna associata ad Allucinazioni Ipnagogiche e Ipnopompiche", è stata soventemente associata, negli ultimi anni, da diversi psicologi a strane manifestazioni notturne, ad allucinazioni e a vere e proprie "invasioni" notturne ad opera di esseri umanoidi frutto, secondo questi studiosi, di una costruzione mentale del soggetto. È fuori discussione che tale forma di alterazione cognitiva esista e si manifesti con precise forme percettive e intrusive, ma siamo in grado di spiegare la fenomenologia delle abductions attraverso queste forme modificate o patologiche«1» della nostra coscienza come vorrebbero farci credere ormai numerosi ricercatori? I dati oggi in nostro possesso non ci permettono ancora di avere risposte certe, ma l’iter fenomenologico descrittoci nei resoconti testimoniali di soggetti che riferiscono di essere stati addotti da esseri alieni sembrerebbe sicuramente differire in maniera estremamente notevole in un numero cospicuo di casi. Spiegare la fenomenologia delle abductions con la sindrome SP«2» o HHE«3», insieme ad altre psicopatologie o disfunzioni del sistema biochimico cerebrale, risulterebbe quantomeno riduttivo, quantomeno a fronte di un’enorme letteratura in merito che ci presenta, oltre
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La differenza tra gli Stati Modificati di Coscienza (S.M.C.) e gli Stati Alterati di Coscienza (S.A.C.) non è tanto marginale quanto potrebbe sembrare. Per S.M.C. si intende comunemente, in psicologia, una modificazione nella produzione biochimica di determinate sostanze del cervello (vd. Endorfine per esempio), o di sostanze, esterne non dovuta però ad una forma patologica ma ad un intervento farmacologico-biologico endogeno o esogeno al nostro organismo. Per quanto riguarda invece gli S.A.C. si intende comunemente alterazioni della coscienza ad opera di uno stato patologico, quindi negativo (per esempio causato da una malattia) che inducono allucinazioni ed un distaccamento percettivo dalla realtà che ci circonda.
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Sleep Paralisys – Paralisi notturna
«3»Hipnopompic and Hypnagogic Hallucination – Allucinazioni Ipnopompiche e Ipnagogiche
a semplici "manifestazioni" in camera da letto o in altri luoghi,vere e proprie prove oggettive in merito. Dovremmo forse ritenere che l’ormai famoso caso di Travis Walton sia associabile ad un fenomeno allucinatorio, o frutto di una isteria collettiva o ancora di paralisi narcolettica associata ad allucinazioni? Al caso Walton se ne aggiungono molti altri. Dovremmo altresì ritenere che gli strani "oggetti" estratti dal Dr. Roger Leir siano semplici detriti inesplicabilmente entrati nel corpo dei soggetti che si definiscono rapiti? A queste domande ne poniamo un’altra oggi ancora di poco interesse. A che cosa possiamo associare una fenomenologia che è oggi conosciuta come Vanishing Twin Phenomenon«4», ovvero feti che durante il periodo gestazionale scompaiono letteralmente dell’utero delle proprie madri? Anche in questo caso non si tratta di mera mitologia ufologica, ma di fatti che stanno sempre più richiamando l’attenzione della comunità scientifica.«5»
Non vogliamo calarci in argomenti di puro stampo paranoico-cospirazionistico, ma possiamo oggi affermare con sicurezza dei fatti che esiste un fenomeno non ancora compreso, che presenta in alcuni suoi casi delle possibili spiegazioni riferibili alla nostra mente o interventi prettamente terrestri, ma che in una piccola percentuale dei casi ( per quanto personalmente riteniamo) si manifesta con una serie di correlati oggettivi impossibili da poter riprodurre o ricreare oggi.
A cosa potremmo associare tutto questo?
La Paralisi Notturna associata ad Allucinazioni
<< … si scatena quando ci si sveglia di colpo, interrompendo bruscamente la fase Rem, dei "rapid eyes movements", durante la quale si è immersi nel mondo parallelo del sogno e l´unico movimento registrabile è quello degli occhi dietro le palpebre serrate. Il passaggio da uno stato all´altro è talmente selvaggio e innaturale - spiegano i suoi dati - che realtà e fantasie si intrecciano in un vortice tuttora enigmatico e producono momentaneamente una dimensione alternativa, affollata da visioni potenzialmente spaventose. Sono le visioni "ipnopompiche", allucinazioni talmente nitide da
essere vissute come esperienze vere, e tremende. Così questi uomini e donne, ai quali non è estranea la frequentazione di episodi tv di "X Files" e qualche lettura golosa di fantascienza, sono pronti a giurare di essersi ritrovati paralizzati e di avere visto figure umanoidi aggirarsi intorno a loro, mentre scariche elettriche li attraversavano. E la paura non è inventata…>>«6»
La coscienza problematica odierna della ricerca sulle abductions, dovrebbe tendere ad escludere il "giudizio soggettivo dell’analizzatore". La sottrazione di questo prerequisito fondamentale inquina la ricerca alla sua origine. Anche se fino ad oggi queste ricerche sono state condotte in maniera alquanto approssimativa e per "tentativi", non potendo conoscere le reali origini delle diverse
«4»http://www.vanishingtwin.com/
Alcuni articoli apparsi in note riviste scientifiche, inerenti il Twin Vanishing Phenomenon :
«5»Article 1: A Hypothesis for the Aetiology of Spastic Cerebral Palsy -- The Vanishing Twin
Pharoah, P. D.
Article 2: The "Vanishing Twin": Ultrasonographic Assessment of Fetal Disappearance in the First Trimester
Landy, M.D., H., Weiner, M.D., S., Corson, M.D., S.
Article 3: Human Chorionic Gonadotropin Rise in the Normal and Vanishing Twins Pregnancies
Kelly, M.D., M. P.
Article 4: The Vanishing Twin: Morphologic and Cytogenetic Evaluation of an Ultrasonographic Phenomenon
Rudnicki, M., Vejerslev, L.O., Junge, Jette
Article 5: Clinical and Morphologic Aspects of the Vanishing Twin Phenomenon
Jauniaux, M.D., E., Elkazen, M.D., N., Leroy, M.D., PhD., F., Wilkin, M.D., PhD., P., Rodesch, M.D., PhD, F., Hustin, M.D., PhD., J.
Article 6: First-Trimester Bleeding and the Vanishing Twin: A Report of Three Cases
Saidi, M.D., M. H.
Article 7: The Vanishing Twin: pathologic Confirmation of an Ultrasonographic Phenomenon
Sulak, M.D., L., Dodson, M.D., M.
Article 8: The Vanishing Twin: An Explanation for Discordance Between Chorionic Villus Karyotype and Fetal Phenotype
Reddy, M.B., K.S., Petersen, S.E., M.B., Antonarakis, S.E., Blakemore, K.J.
Article 9: A Normal 46,XX Infant with a 46,/69, Placenta: A Major Contribution to the Placenta is from a Resorbed Twin
Callen, D.F., Fernandez, H., Hull, Y.J., Svigos, J.M., Chambers, H.M., Sutherland, G.R.
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"La Stampa" - Cronache Italiane, pag. 13, 20 Febbraio 2003 << "VIVONO ALLUCINAZIONI CHE APPAIONO PIU´ VERE DELLA REALTA´ STESSA" - "I rapiti dagli alieni non dicono bugie" Psicologo di Harvard: sono vittime di un disturbo del sonno>>.
fenomenologie che potrebbero condurre a situazioni definibili abductions, è necessario un criterio di indagine ed uno schema di ipotesi rigoroso e che aiuti a raccogliere, ad organizzare e ad interpretare i dati ottenuti. Purtroppo questi prerequisiti citati oggi vengono seguiti da pochi ricercatori, ci troviamo molto spesso in situazioni in cui ricercatori senza le necessarie competenze, giocano a fare gli psicologi o gli psicoterapeuti, non sapendo quali e quanti danni potrebbero provocare ai soggetti da loro indagati. Si dovrebbe inoltre tendere ad escludere la verità come passaggio di opinione (dal greco dòxa) per tendere ad una conoscenza quantomeno sicura (in greco episteme) del fenomeno da noi preso in esame. Ai fini del nostro studio possiamo prendere a prestito una definizione propria di un’altra di disciplina, la sociologia, adattandola alle nostre esigenze di studio (le abductions in fin dei conti sono un fenomeno che rientra nell’ambito sociologico, oltre che del sociale): " la ricerca sulla fenomenologia della abductions deve nascere inizialmente come un scienza di osservazione, tesa a mutarsi in una scienza di verifica ed analisi dei dati ottenuti".
La ricerca, allo stato attuale, non può e non deve essere concettualmente orientata verso determinati fini o interpretazioni, può essere guidata da ipotesi di lavoro, ma essere allo stesso tempo soggetta ad interpretazioni critiche.
In questi ultimi anni sembra sia diventato molto di moda associare la fenomenologia delle abduction a nuove patologie o a malattie mentali fino ad ora non studiate o non osservate, invece di intraprendere uno studio serio e rigoroso che possa permettere di fare luce sulle reali matrici ( e forse anche scopi) di questo fenomeno. Questa "moda" sembrerebbe più che altro farci intuire un comportamento quantomeno meschino da parte di certi personaggi della comunità che si definisce "scientifica", un comportamento che sembra mirato a non voler venire a capo di questo fenomeno, ma che lo vuole spiegare parcellizzando la sua fenomenologia e non osservandolo e studiandolo nelle sue molteplici tipologie. Nessuno, né gli ufologi né gli accademici, possiedono oggi una comprensione definitiva, o quantomeno parziale, di questo fenomeno, brancoliamo ancora nel buio e ci stiamo aggrappando a piccoli indizi che stiamo lentamente iniziando a vedere.

A testimonianza di ciò possiamo osservare recenti ricerche compiute, per esempio, da personaggi come la dr.ssa Susan Blackmore (dello C.S.I.C.O.P«7»., il corrispettivo del CICAP in America) che in quasi dieci anni di studi non è riuscita ancora a consegnare al mondo dei "ricercatori" una risposta definitiva sull’origine e sul modus operandi con cui questa fenomenologia sembrerebbe esplicarsi (secondo Lei a livello cognitivo), limitandosi a dire però che tutto è falso in seno ad una totale impossibilità da parte di una razza aliena di poterci rapire (sic). Abbiamo più volte tenuto a precisare che la necessità implicita di dover fare maggiore luce su questo fenomeno non ci deve escludere campi di indagine e ricerca che in qualche modo potrebbero aiutarci a spiegare il fenomeno stesso. La scienza odierna ci può aiutare a capire, ma non ci fornisce ancora prove incontrovertibili e soprattutto valide a monte del fenomeno. Ogni anno, per non dire quasi ogni mese, vengono proposte nuove ipotesi o teorie che sembrerebbero spiegare che cosa si possa realmente celare dietro a questo manifestazioni; ipotesi biologiche, farmacologiche, psicologiche, che chiamano in causa disordini cognitivi o sindromi post-traumatiche da stress, etc. Nessuna di queste però è in grado oggi di spiegare in toto il fenomeno delle abduction. Questo perché i rapimenti di presunta matrice aliena non si svolgono solo in camere da letto o in stati alterati della nostra percezione, ma avvengono molte volte in situazioni che potremmo definire estremamente ordinarie, dall’individuo che si sposta nella propria macchina a soggetti che affermano di essere rapiti durante passeggiate o mentre si trovano comodamente nella propria abitazione. Se la paralisi nel sonno ci permette di spiegare forse alcuni casi, ciò non ci deve condurre a generalizzare il fattore e quindi ad associare tutte le abduction a fenomeni di paralisi o di allucinazioni.
Le teorie proposte nel corso degli anni per spiegare le abduction sono state numerose e stravaganti, ne prenderemo però in considerazione solo alcune. Una in particolare merita di essere menzionata, sia perché molto cara a certi ufologi di stampo più scettico sia perché ostentata da altri come vessillo per poter spiegare in toto il fenomeno. Si tratta dell’ipotesi proposta dal neuroscienziato
«7»"Committee for the Scientific Investigation of Claims of the Paranormal" - http://www.csicop.org/
canadese Prof. Michael Persinger [della Laurentian University, Ontario – Cananda]«8» che pur partendo da dati interessanti ha sviluppato, secondo molti, i propri studi su direzioni estremamente improbabili. L’ipotesi cardine di Persinger si sviluppa considerando le onde VLF-ELF«9» come tra i principali "artefici" dei rapimenti alieni. Queste stimolazioni a basse frequenze sono state studiate, ma con ben altri indirizzi di ricerca e studio, da ricercatori italiani come il Dr. Patrizio Caini, il Dr. Giorgio Pattera, il Dr. Giuseppe Colaminè o il sottoscritto, che ne hanno individuato una probabile correlazione con la stimolazione effettuata su microimpianti rinvenuti nel corpo di soggetti rapiti. La tesi del Dr. Persinger (denominata "Tectonic Strain Theory", trad. Teoria della Tensione Tettonica) invece ipotizza un ruolo simile, a livello stimolatorio, di queste onde ma differente nella la loro origine (per gli ufologi convenzionali questa origine viene identificata in congegni in possesso degli artefici delle abduction, umane o aliene, o forse entrambe, che siano). Tutto prende spunto da una originale teoria proposta da un fisico cinese, Yuo Suo Zou«10» che prevede la liberazione simultanea di onde VLF-ELF (ultrabasse, fino a 1 Hz) e di onde UHF (microonde, attorno al GHz), assieme all'emissione di particelle cariche, in concomitanza con effetti di pressione tettonica che si verificano sui quarzi. Secondo Persinger questo cocktail è in grado di innescare un vortice di plasma (si tratta di un modello nato dalla fluidodinamica non-lineare) che andrebbe a stimolare la corteccia cerebrale di soggetti "sensibili". Tali emissioni di VLF e ELF possono, secondo gli studi di Persinger, interferire con le attività bioelettriche del cervello causando, nei soggetti colpiti da tali campi, forme allucinatorie e visioni estremamente reali. Ciò che i soggetti vedono durante questi stati allucinatori, secondo Persinger, "è probabilmente il frutto di un assemblaggio inconscio nel nostro cervello di stereotipi e credenze a formare situazioni o esperienze" che vengono ritenute reali. Il soggetto vivrebbe quindi una percezione del mondo a lui circostante differente da quella che altri potrebbero percepire, con tale ipotesi si spiegherebbero quindi, secondo Persinger, nella loro totalità le manifestazioni da rapimento alieno. Si tratta anche in questo caso, a nostro giudizio ma non solo, di una ipotesi alquanto riduzionistica che tenta di spiegare il fenomeno appellandosi a basi scientifiche ma difficilmente plausibili o verificabili (soprattutto di fronte alla palese eterogeneità individuale con cui il fenomeno si manifesta in tutto il mondo). Perché infatti i soggetti interessati da tale "stimolazione tettonica" dovrebbero vedere in tutto il mondo le stesse cose? Non ci possiamo appellare al fatto che culture simili tendono a ricondurre fenomeni similari a matrici comuni. Forse anche in questo caso una plausibilità scientifica può esistere, ma l’applicabilità di questa spiegazione sembra essere davvero ardua (ben pochi infatti credono oggi che questa possa essere la risposta definitiva per il fenomeno delle abduction). Persinger ha forse però avuto il merito di ipotizzare per primo una eventuale correlazione tra stimolazione cerebrale ed eventuali rapimenti (alieni), anche se fin da subito le varie ricerche si sono sviluppate su piani nettamente differenti.
Come abbiamo visto i contesti in cui le abduction sembrano manifestarsi sono talmente variegati che le spiegazioni suggerite da ricercatori come Roger McNally sembrano essere estremamente riduttive e pressapochistiche. Ai fini del nostro studio, come quello di altri ricercatori membri del C.S.A.«11», potremmo adattare una definizione propria di un’altra disciplina di studio che sembrerebbe indicarci, in linea generale, la linea da seguire nello studio di questo fenomeno. Dalla sociologia ci appropriamo della seguente definizione, modificandola ai fini del nostro campo di studi : "la ricerca sulla fenomenologia delle abduction deve nascere inizialmente come una scienza di osservazione (in riferimento anche ai resoconti testimoniali, n.d.a.), tesa a mutarsi in una scienza di
«8»
Per consultare parte del materiale prodotto dal Prof. Persinger è possibile visitare il sito internet http://www.laurentian.ca/neurosci/
«9»
VLF – Very Low Frequency;
«10»ELF – Extremely Low Frequency,
«11»
Zou Y. S. (1995) ‘Some Physical Considerations for Unusual Atmospheric Lights Observed in Norway’, Physica Scripta, Vol. 52, p. 726.
C.S.A. – Commissione Studi Abduction, si tratta di una commissione interna al Centro Ufologico Nazionale (CUN) che si occupa prettamente dello studio, della ricerca e dell’aiuto a soggetti che riferiscono di essere stati prelevati da entità extraterrestri.
verifica ed analisi dei dati ottenuti. L’analisi, allo stato attuale, non può e non deve essere concettualmente orientata, può essere guidata da un’ipotesi di lavoro, ma deve essere allo stesso tempo soggetta ad una interpretazione critica". La sociologia sembra fornirci una definizione che, minimamente modificata nei termini, ci guida verso un percorso che potremmo definire corretto e rigoroso per lo studio di questo fenomeno. Soprattutto sembrerebbe indicarci come certi approcci adottati da ricercatori come McNally, o da alcuni "ricercatori" nostrani, siano fondamentalmente pregiudizievoli nei termini e negli scopi. Una ipotesi di studio o di lavoro per una determinata fenomenologia deve dover considerare anche quei fenomeni che sembrano esserle associate e non solo determinate manifestazioni.
Ci riferiamo, per esempio al caso Walton, al caso Andreasson, al caso dei coniugi Hill, etc., casi in cui i testimoni non si limitarono ad osservare solamente esseri alieni ma in cui vi furono delle vere e proprie interazioni, alcune volte con cicatrici ancora oggi evidenti o con traumi psicologici che richiesero anche molti anni per essere curati. Soggetti che furono rapiti nelle situazioni più disparate, ovvero dalle proprie autovetture, da zone rurali, dalle proprie abitazioni, durante passeggiate in un bosco etc. Le spiegazioni "ufficiali" proposte fino ad oggi non rendono merito della complessità del fenomeno. A tali ipotesi di lavoro si aggiungono altre ricerche condotte prevalentemente da ricercatori americani i quali hanno tentato di ipotizzare che fenomeni traumatici occorsi ai nostri rapiti avessero modificato la loro percezione del fenomeno stesso, portandoli ad "immaginare" situazioni da rapimento alieno senza che queste si fossero verificate realmente. Anche in questo caso questa ipotesi può essere valida per una percentuale di soggetti ma non per tutta la casistica fino ad oggi conosciuta. E’ curioso poi sottolineare come in determinati casi di rapimento (per la verità non pochi), non potessero essere presenti fonti esterne di stress o di trauma che potessero condurre il soggetto a manifestare "sindromi post-traumatiche da stress" o che potessero condurli a o costruire di sana pianta falsi ricordi al fine di proteggere la propria integrità mentale.
Se fenomenologie come la Paralisi Notturna (SP), le Allucinazioni Ipnopompiche e Ipnagogiche (HHE) o altre manifestazioni sembrano, in alcuni casi, poter spiegare in linea generale alcuni resoconti di "Beedroom Invader", o di rapimento alieno, non rendono però conto della complessità di fenomeni e di manifestazioni cui le abduction sembrerebbero riferirsi. I soggetti presumibilmente rapiti non vivono le loro esperienze unicamente nelle loro camere da letto ma anche in situazioni o luoghi totalmente diversi. A tale proposito sarebbe troppo lungo elencare in questa sede tali situazioni, basti ricordare quei casi che a distanza di anni, se non decenni, non sembrano essere stati "spiegati" o ricondotti a spiegazioni più normali. Perché in 40 anni di manifestazioni non è stata ancora data una risposta defintiva su questo fenomeno? Perché pur cercando di spiegare a tutti i costi le abduction, la scienza ufficiale ancora non riesce a mettersi d’accordo? Ma soprattutto se i rapimenti fossero il frutto della mente dell’uomo, perché ci troviamo davanti ad oggetti (i microimpianti) che sembrano sfidare le nostre conoscenze e la nostra tecnologia.
Enrico Baccarini
E-mail: e.baccarini@ecplanet.com