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di: Alessio Mannucci

QUEEN CITY JAZZ (Kathleen Ann Goonan, 1994)

“Nel diluvio nano-tech che si sostituisce al ciberspazio nella riprogettazione dell'universo empirico, Kathleen Ann Goonan ha proposto un esempio radicale con Queen City Jazz: città come organismi viventi, dove la mutazione invade spazi fisici e relazionali, cioè individui, ambienti e processi comunicativi. Dentro uno scenario apocalittico-trascendente, già intuito da Greg Bear, la Goonan ricrea un paese delle meraviglie nanotecnologico che è un'immagine del caos informatico, ma anche degli scambi iperattivi e vertiginosi che si consumano all'interno degli universi del nostro tempo. Nella cornice narrativa del romanzo, affiora un modello suggestivo della fantascienza di oggi” (Piergiorgio Nicolazzini, in “La Nuova Fantascienza: dal Cyberpunk allo Slipstream”, in “Cyberpunk”, a cura di Franco Forte, Stampa Alternativa, 1995).

Nel 2012, la Terra viene investita da una serie di violente pulsazioni elettromagnetiche che interrompono ogni tipo di comunicazione, mettendo fuori uso anche tutto il sistema informatico terrestre. L'origine di queste pulsazioni è incerta, forse sono di provenienza aliena e recano il messaggio di una razza intelligente. L'inizio di questo femonemo viene indicato come il “Periodo del Silenzio”.

Per la comunità scientifica, l'unica speranza è nella nanotecnologia e nell'ingegneria genetica: una scienziata di fama mondiale, Marie Lavenue, tenta di organizzare un gruppo di scienziati (sul modello della struttura dell'orchestra di Duke Ellington) per creare una città fluttuante nei mari caraibici che possa essere libera da tutte le macchinazioni politiche che si intrecciano attorno allo sviluppo e alla diffusione della nanotecnologia. Il nome sarà “Crescent City”.

Ben presto, però, la situazione si fa ingovernabile: prima di tutto, i bambini nati dopo il Silenzio iniziano a mostrare, durante la crescita, deviazioni di comportamento tendenti alla violenza e presentano, inoltre, strane caratteristiche fisiche e enormi capacità mentali; in aggiunta, degli eco-terroristi rilasciano nano-epidemie che si diffondono terrorizzando la popolazione mondiale. Questo periodo è chiamato delle “Guerre Informatiche”.

Successivamente, si entra nel periodo che viene chiamato “Anni dei Fiori”, in cui le città vengono “vivificate”, trasformate cioè attraverso la nanotecnologia in organismi viventi, e forniscono tutto ciò che serve ai propri abitanti.

“Trovammo nei batteri i vettori perfetti dell'informazione ricodificata nel DNA. L'ambiente caldo degli interstizi permette loro di moltiplicarsi. Un filamento singolo di DNA, naturalmente, può trasportare molte più informazioni di un milione di sfere delle vecchia tecnologia. Una volta che un umano è geneticamente programmato, i feromoni personalmente generati vengono riassemblati in pacchetti meta-feromonali capaci di ripetere precisamente i pensieri più complessi che può fare l'umanità. O i più semplici. Questo pacchetto passa attraverso la membrana al semplice contatto per essere portato in alto verso il Fiore attraverso il DNA batterico. Là, in una forma modellata nel polline, può essere raccolto e portato dovunque occorra, depositato e portato in basso nel punto desiderato ed essere assorbito direttamente dal destinarario o trasformato in qualsiasi altro tipo di realizzazione visiva tangibile”.

Le comunicazioni vengono ripristinate con dei Fiori posti in cima alle abitazioni nano-trasformate attraverso il polline trasportato da api geneticamente modificate dalle dimensioni gigantesche. ll “Periodo delle Città-Fiore” non sarà però quel grande balzo in avanti della società umana che si sognava, in quanto la situazione si deteriora subito e si entra nel periodo che viene definito delle “Città d'Oro Deviate”. Le città-fiore, prive di un supporto tecnologico valido da parte di chi le ha create (anche a causa del diffondersi delle nano-epidemie che portano a rivolte contro l'uso della nanotecnologia), decadono e i loro componenti tendono a tornare verso lo stadio originale: i fiori e le api tendono cioè a riappropriarsi di quelle caratteristiche naturali da cui provenivano e tra le conseguenze principali c'è quella di tornare ad essere legati ai cicli stagionali, schiudendosi i primi solo nel periodo caldo e andando in letargo queste ultime nei mesi freddi. Il che porta al blocco totale in certi periodi dell'anno delle funzioni vitali delle città.

La prima città ad accettare la vivificazione sarà Hong Kong, la prime in America saranno San Francisco e Cincinnati. La protagonista di QCJ, Verity, sarà la quarta a lasciarsi trasformare secondo i progetti di un nano-architetto, Abe Durancy, che la strutturerà secondo una visione tutta sua, nata da un grande desiderio di cultura e da forti sensi di colpa.

Le api poi diventano dipendenti dalle emozioni umane e ne ricercano di sempre più forti. “Le Api sono diventate dipendenti rispetto ai prodotti secondari meta-feromonali dell'emozione umana e a loro combinazioni specifiche. Storie. Musica. Arte. È per questo che fanno sì che rivivano le stesse cose... che si riciclino...”.

Alle città-fiore seguiranno le cupole: le città si chiuderanno al mondo esterno attorno ad una intelligenza artificiale che le governa e le dirige. Cincinnati è la “Città Regina”, una città-fiore impazzita nata dalla mente deviata di uno scienziato carico di complessi di colpa. È qui che si muove Verity, una ragazza orfana che è stata adottata da una comunità shaker della zona di Denver che rifiuta ogni tipo di collegamento con la tecnologia per paura dello sviluppo nano-tecnologico incontrollato e selvaggio.

La diffusione di una epidemia di pensiero all'interno del gruppo farà precipitare gli eventi. Verity si troverà di fronte alla città come ad un essere vivente, dovrà confrontarsi con la mente che è dietro alla sua vivificazione e capirne le ragioni più profonde, interagendo con le Api che la governano e con le persone che sono intrappolate all'interno della zona metropolitana. Verity ha il dono della danza (una di quelle capacità che la nanotecnologia infonde negli individui senza che questi ne sappiano nulla), il suo ragazzo quello della musica, jazz e blues, colui che le farà da accompagnatore attraverso la città è un appassionato di musica e musicista a sua volta, sempre jazz. Il processo conoscitivo di Verity seguirà i ritmi precisi che governano le realizzazioni jazzistiche.

La struttura narrativa del romanzo è rappresentata proprio da queste continue variazioni che ne scandiscono il ritmo e il tempo. Sulle orme di Gertrude Stein, Kathleen Anne Goonan segue un percorso concentrico che conduce la protagonista sempre negli stessi posti, ogni volta diversi, come la vita della città-fiore di Cincinnati, che ad ogni ciclo stagionale ripete il proprio Periodo, ma mai in modo del tutto identico a quello precedente. Il ritmo di queste variazioni è quello del jazz, suonato nei club bui e fumosi o all'ombra dei grattacieli-fiore, capace di portare alla luce legami, connessioni e rapporti inaspettati.

Sullo sfondo di una mutazione nanotecnologica che coinvolge tutto il vivente. La Goonaan ha scritto anche un seguito, “Mississipi Blues”, raccontando la mutazione non più dal punto di vista della protagonista, ma di una intera nazione, un prequel, “Crescent City Rhapsody”, e, nel 2002, “Light Music”, la stupefacente conclusione della quadrilogia.

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E-mail: Alessio Mannucci




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