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Il Castello di Sperlinga
Il Castello di Sperlinga


di: Zret

Pubblico un articolo per la cui stesura mi sono avvalso della preziosa ed intelligente testimonianza di T.B. Il castello di Sperlinga è già di per sé un edificio singolare, perché ricavato interamente nella roccia, ma un altro particolare alimenta il fascino del maniero medievale: infatti, in uno degli ambienti si possono ammirare dodici piccole nicchie.

È senza dubbio significativo il numero delle nicchie: il dodici considerato, da tempo immemorabile, una cifra dal valore simbolico, rimonta presumibilmente, almeno per quanto attiene al mondo occidentale, alla cultura sumera e deve essere correlato ai dodici segni zodiacali che l'antico popolo mesopotamico aveva riconosciuto nella fascia celeste.. Non si può escludere che il dodici si debba riferire ai pianeti conosciuti dai Sumeri (ciò tuttavia è molto controverso) o anche alla presunta esadattilia dei loro antenati. E' comunque assodato che il dodici, il suo sottomultiplo, sei ed i multipli furono alla base della numerazione dei popoli mesopotamici e non il dieci, come ci si potrebbe attendere, pensando alle dieci dita di una mano. Quale valore assumano le dodici nicchie nella sala del castello siciliano è veramente difficile dire.

Arduo è anche stabilire che significato avessero le uova di pietra incluse nel massiccio di roccia. L'uovo è simbolo cosmogonico par excellence, associato all’energia vitale ed al rinnovamento: suppongo che questi oggetti siano più antichi della fortificazione eretta forse su un sito legato a culti ed a tradizioni ancestrali. Sperlinga, in provincia di Enna, è nel cuore della Sicilia, una plaga abitata nella protostoria e nell'antichità da popolazioni non indoeuropee, cui si sovrapposero in parte i Siculi, etnia indogermanica legata a doppio filo agli antichi Liguri. Il nome Enna contiene una radice peculiare di molti toponimi liguri. Si veda, ad esempio, Benevagienna, Questo, però, è un altro tema al quale, se sarà possibile, dedicherò un breve testo.


Il Castello di Sperlinga è un'imponente costruzione edificata intorno al 1082 su un enorme blocco di arenaria, in parte scavata nel massiccio stesso, completata con sovrastrutture in pietra. Nelle grotte scavate ai livelli medi si trovano ambienti al tempo destinati alle attività degli artigiani, a quelli inferiori i magazzini.

Al livello superiore si trovano sale e saloni scavati direttamente nella rupe e resi particolarmente suggestivi da pilastri ricavati nella roccia stessa.

Una di queste sale, che mi sembra di ricordare circolare, ma non potrei escludere fosse ellittica, con soffitto a cupola scavato nella pietra, presenta sulle pareti dodici piccole nicchie ad altezza di circa un metro e mezzo da terra e mi incuriosirono per la disposizione ed il numero.

Le feci notare ai miei compagni ed osservai che probabilmente la sala era destinata ad ospitare riunioni a carattere esoterico e misterico, riservate a personaggi con competenze particolari.

Ma la cosa che più attirò la mia attenzione nel corso di questa visita furono delle formazioni in pietra incluse nel massiccio roccioso, all'interno e all'esterno dello stesso, dalla forma di grosse uova, delle quali, però, era visibile soltanto la parte che sporgeva, limitata alla metà o a tre quarti della massa totale valutabile.

Al termine della visita cercai insistentemente di avere notizie su queste insolite pietre incluse e mi fu risposto che, in loco, erano chiamate “uova di pietra”, ma null'altro mi fu possibile sapere.

Sarebbe stato utile ed interessante conoscerne la composizione per sapere se erano della stessa pietra della rupe che le includeva, estrarne un esemplare per aprirlo ed esaminarlo anche all'interno, cercare una plausibile spiegazione per sapere se erano di origine endogena o esogena rispetto al territorio circostante ed eventualmente ipotizzare una loro provenienza.

Nessuno si mostrò interessato ad approfondire l'argomento e a me è rimasta la curiosità e il ricordo della fascinazione che provai toccandole.

Il castello ha una storia che riguarda anche i Vespri siciliani del 1282 ed un assedio che vide la resistenza degli Angioini asserragliati al suo interno per difendersi dai ribelli, ma questa... è un'altra storia”.

Data articolo: maggio 2008
Fonte: Zret




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