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Gli ultimi tempi (part VI)


di: Alessio Mannucci

ARMAGEDDON

«Poi il sesto angelo versò la sua coppa sul gran fiume Eufrate, e le sue acque si prosciugarono perché fosse preparata la via ai re che vengono dall'Oriente. E vidi uscire dalla bocca del dragone, da quella della bestia e da quella del falso profeta tre spiriti immondi, simili a rane. Essi sono spiriti di demoni capaci di compiere dei miracoli. Essi vanno dai re di tutta la terra per radunarli per la battaglia del gran giorno del Dio onnipotente. (Ecco, io vengo come un ladro; beato chi veglia e custodisce le sue vesti perché non cammini nudo e non si veda la sua vergogna). E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Harmaghedon». Nella letteratura apocalittica cristiana, “Armageddon”, o “Har-Mageddon”, è il luogo presso il quale si svolge la battaglia finale tra i re della terra (incitati da Satana) e il Dio dei cristiani. Il termine viene spesso usato per indicare la battaglia in sé oppure - nella sua accezione più estesa - l'Apocalisse stessa.

La letteratura e gli studi Bahá'i interpretano l'Armgeddon riferendosi ai precisi eventi occorsi verso la fine della Prima Guerra Mondiale, nella “Battaglia di Megiddo” (1918). In particolare, la vittoria del Generale Allenby, che impedì che gli Ottomani crocifiggessero 'Abdu'l-Baha, l'allora leader dei Baha'i, è considerata dai Baha'isti come l'effettiva Battaglia di Armageddon. Per i Testimoni di Geova, invece, Armageddon è la battaglia in cui Satana, riuniti i re della Terra, combatte contro il re designato da Dio, Geova. Secondo la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo giorno, la battaglia finale ci sarà dopo il periodo dei mille anni citato nel Libro dell'Apocalisse (20,4-6), quando Cristo e i suoi santi scenderanno sulla Terra.

Nella mitologia norrena, è il “Ragnarök” la battaglia finale tra le potenze della luce e dell'ordine e quelle della tenebre e del caos, in seguito alla quale l'intero mondo verrà distrutto e quindi rigenerato. Il Ragnarök, noto anche come “Crepuscolo degli Dei” (Richard Wagner, “Götterdämmerung”), verrà preceduto dal Fimbulvetr, un inverno terribile della durata di tre anni, in seguito al quale avverrà lo sfascio dei legami sociali e familiari, in un vortice di sangue e violenza al di là di ogni legge e regola. Spariranno quindi il Sole e la Luna: i due lupi (Sköll e Hati) che, nel corso del tempo, perennemente inseguivano i due astri, finalmente li raggiungeranno, divorandoli, privando il mondo della luce naturale. Anche le stelle si spegneranno. Yggdrasill, l'albero cosmico, si scuoterà, e tutti i confini saranno sciolti: terremoti, alluvioni e catastrofi naturali. Le creature del caos attaccheranno il mondo: Fenrir il lupo verrà liberato dalla sua catena, mentre il Miðgarðsormr emergerà dalle profondità delle acque. La nave infernale Naglfar leverà le ancore per trasportare le potenze della distruzione alla battaglia, al timone il gigante Hrymr. I misteriosi Múspellsmegir cavalcheranno su Bifröst, il ponte dell'arcobaleno, facendolo crollare. Heimdallr, il bianco dio guardiano, soffierà nel suo corno, il Gjallarhorn, per chiamare allo scontro finale Odino, le altre divinità, e i guerrieri della Valhalla.

Nel grande combattimento finale ogni divinità si scontrerà con la propria nemesi, in una distruzione reciproca. Il lupo Fenrir divorerà Odino, che quindi sarà vendicato da suo figlio Víðarr. Thor e il Miðgarðsormr si uccideranno a vicenda, e così Týr e il cane infernale Garmr. Surtr abbatterà Freyr. L'ultimo duello sarà tra Heimdallr e Loki, quindi il gigante del fuoco Surtr, proveniente da Múspellheimr, darà il mondo alle fiamme con la sua spada di fuoco. Di seguito, dalle ceneri, il mondo risorgerà. I figli di Odino, Víðarr e Váli, e i figli di Thor, Móði e Magni, erediteranno i poteri dei padri. Baldr, il dio della speranza e Höðr suo fratello, torneranno da Hel, il regno della morte. Troveranno, nell'erba dei nuovi prati, le pedine degli scacchi con cui giocavano gli dèi scomparsi. La stirpe umana verrà rigenerata da una nuova coppia originaria, Líf e Lífþrasir.

Georges Dumézil, studioso francese dei miti, ha messo in luce le forti somiglianze tra il Ragnarok e, nella mitologia hindu, la battaglia tra Pandava e Kaurava, così com'è narrata nel Mahabharata.

L' ANTICRISTO

L'anticristo è il personaggio chiave degli “ultimi tempi”. II termine greco “Antichristos” ha due significati in rapporto al valore del prefisso: quello di “contro”, quindi contro lo Spirito e la Parola di Cristo; e quello di “prima” di Cristo, in quanto lo precederà al momento della Parusia intermedia. Per tal motivo, si può tradurre anche con “Avanticristo”. Entrambe le traduzioni hanno una precisa connotazione teologica. Per gli ebrei, i cristiani e i musulmani, l' Anticristo è il nemico del Messia, l'Avversario di Cristo (è detto anche "falso Cristo") e dell'avvento del regno di Dio sulla Terra. È un potentissimo alleato di Satana, destinato a soccombere.

L'idea di un avversario del Messia compare nell'Antico Testamento, soprattutto nei testi appartenenti al genere apocalittico. In Ezechiele (cap. 38 e 39) l'Anticristo sarebbe stato il principe guerriero Gog di Magog, mentre in Daniele (11, versetto 21) sarebbe stato un sovrano asiatico che avrebbe preso le armi contro Dio e tormentato Israele con grandi devastazioni e tribolazioni, ma infine sarebbe stato sconfitto dalla venuta del Messia e dei suoi angeli. Caduta la Palestina sotto il giogo dei Romani, fu tra costoro che si cercò la satanica figura, la quale divenne pertanto la personificazione di quello spirito romano così ostile e fatale all'ebraismo.

Il termine “Anticristo” permane anche nel cristianesimo: pensato come prodromo del ritorno di Cristo, fu variamente applicato dai primi cristiani a qualsiasi avversario o nemico di Cristo, in riferimento sia a una determinata persona sia a un potere, o a chi falsamente si attribuiva le caratteristiche di Cristo (nell'Apocalisse, ad esempio, è presentato come un uomo che si ergerà a falso profeta). Gesù aveva preannunciato che alcuni “falsi Cristi” avrebbero preceduto la venuta del “figlio dell'Uomo” (Matteo 24). Era stata profetizzata anche l'opposizione all'insegnamento di Cristo da parte dell' Anticristo (Giovanni 2:18 e 4:3). Lo sviluppo di questa idea di ostilità attiva e complementare compare anche nelle lettere di San Paolo (Tessalonicesi 2:15). L' “uomo iniquo”, menzionato da San Paolo ispirandosi all'episodio di Antioco IV Epifane di cui parlano Daniele e 1-2 Maccabei, è un simbolo apocalittico cui non viene data alcuna identificazione storica, illude probabilmente a chiunque pretenda onori divini sostituendosi, subdolamente, a Dio (Tessalonicesi 2:3-4).

Nell'Apocalisse, l'Anticristo (la “Bestia”, il “Dragone”) sembra identificato con l'impero romano e con le pretese divinizzanti dell'imperatore. Tra le tante interpretazioni susseguitesi nella storia, l'Anticristo è stato identificato con gli imperatori Nerone, Diocleziano e Caligola; ma anche con lo gnostico Simon Mago (Atti 8:9-24), con Maometto, il fondatore dell'Islam, e addirittura con Paolo di Tarso.

Quando, nell'anno Mille, il regno millenario quasi universalmente atteso non venne, andò scemando la credenza in una catastrofe mondiale e anche il timore dell'Anticristo, benché ancora nel XII secolo si diffondesse di tanto in tanto, sempre respinta dalla Chiesa, la voce della sua avvenuta nascita. Al tempo della Riforma, nel XVI secolo, i protestanti pensavano che l'Anticristo fosse il papa mentre i cattolici consideravano tale Martin Lutero. Nella controversia tra Chiesa cattolica e Chiesa greca, il termine fu applicato, dai rispettivi oppositori, ai papi e agli imperatori bizantini.

In tempi più recenti, c'è chi ha visto la manifestazione dell'Anticristo nel comunismo. Secondo altre interpretazioni, invece, il primo Anticristo sarebbe stato Napoleone Bonaparte, mentre il secondo Adolf Hitler. Altri ancora hanno visto l'Anticristo in Bill Gates. Altri ancora in Bin Laden.

IL NUMERO DELLA BESTIA

[...] Vidi poi salire dalla terra un'altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago [...] Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia, la cui ferita mortale era guarita [...] Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini [...] Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta [...] Le fu anche concesso di animare la statua della bestia sicché quella statua perfino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia [...] Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte [...] e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome [...] Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è seicentosessantasei [...]

Il numero della bestia appare nell'Apocalisse di Giovanni (13:16-18). Diversamente da quello che comunemente si crede, esso non è il numero che indica Satana, ma il simbolo di una qualche personalità umana che arriverà o è già arrivata (secondo varie interpretazioni), e il suo dominio sul mondo sarà indicato da tale numero.

“[Avvenuta] l'apostasia, [verrà] rivelato l'uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s'innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio. [...] Il mistero dell'iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. Solo allora sarà rivelato l'empio..., la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l'amore della verità per essere salvi” (Ts 2,1-10).

L'anticristo si presenterà apertamente come un rinnovatore religioso, amico di Dio e degli uomini, si servirà della secolarizzazione della chiesa e del sincretismo religioso per attaccare le fondamenta del cristianesimo, si contrapporrà a Cristo stesso fino a sedere nel tempio di Dio, come dice Paolo, non come servo dei servi ma con un culto maniacale per la propria persona, “additando se stesso come Dio”. Il suo cavallo di battaglia sarà l'ecumenismo e il rinnovamento della Chiesa in molti campi. Sarà il paladino del dialogo, ma non della comunione fraterna; della filantropia, ma non della carità; della cultura, ma non della sapienza di Dio; sembrerà saggio per il mondo, ma sarà empio agli occhi di Dio; sembrerà benedire, ma in realtà le sue saranno maledizioni; forse farà anche dei prodigi (Mt 24,24), ma questi non verranno da Dio; sembrerà essere il rinnovatore della Chiesa, ma in realtà sarà uno scismatico. Tuttavia non riuscirà nel suo intento perché il Verbo di Dio interverrà personalmente (Ap 19,20).

LA SECONDA BESTIA

Lo Pseudoprofeta ha la stessa modalità escatologica dell'Anticristo: è uno spirito del demonio (Ap 16, 12-14), che da Satana ha ricevuto il potere e il mandato per compiere la sua missione. Infatti, ha tutt