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Creazione senza Dio
Creazione senza Dio


di: Alessio Mannucci

IL LABORATORIO DI DIO

Al Biologic Institute di Redmond, Washington si cercano le prove di una “Intelligenza aliena”. “È il primo laboratorio scientifico dedicato interamente alla ricerca del Disegno Intelligente”, dice George Weber, uno dei 4 direttori dell'istituto, “il nostro obiettivo è di sfidare la comunità scientifica sul naturalismo”. Weber è un ex professore di Business and Administration al Presbyterian Whitworth College di Spokane, Washington. Fa parte di Reasonstobelieve.org, una organizzazione cristiana che si oppone al darwinismo. Il principale obiettivo del “laboratorio di Dio” è: “mostrare che la prospettiva del disegno intelligente può condurre ad una scienza migliore”. Dietro c'è il Discovery Institute. Tra i leaders scientifici, vi è Douglas Axe, impegnato a studiare la biologia molecolare in chiave anti-evoluzionista. Axe si è specializzato al Centre for Protein Engineering, un centro di ricerca di Cambridge, in Inghilterra, finanziato dal Medical Research Council, sotto la supervisione dello specialista Alan Fersht, della University of Cambridge.

Nel 2000, Axe ha pubblicato uno studio sulle mutazioni delle proteine (“Extreme functional sensitivity to conservative amino acid changes on enzyme exteriors”, Journal of Molecular Biology, vol 301) dove riportava che l'induzione di mutazioni multiple in un enzima batterico causa la perdita della sua abilità a svolgere il ruolo di disabilitanteantibiotico. Tali mutazioni, dunque, compromettendo la possibilità di ogni funzionalità dell'enzima, non possono essere considerate secondo la teoria di Darwin, per cui le mutazioni avvengono secondo il caso e la necessità. William Dembski, filosofo e membro influente del Discovery Institute, cita lo studio di Axe come una delle evidenze del Disegno Intelligente (William Dembski, “Debating Design: From Darwin to DNA”, Cambridge University Press).

Nel 2002, Fersht annunciò su Nature di essere riuscito a causare l'evoluzione funzionale di un enzima. Axe invece stava testando l'abilità delle mutazioni spontanee di produrre proteine con nuove strutture fondamentali. I risultati degli esperimenti di entrambi contraddicevano la teoria dell'evoluzione. Il successivo lavoro di Axe al Babraham Institute, sempre a Cambridge, e sempre finanziato dal Discovery Institute, portò, nel 2004, ad una nuova pubblicazione (“Estimating the prevalence of protein sequences adopting functional enzyme folds”, Journal of Molecular Biology, vol 341), in cui Axe calcolava la probabilità che una sequenza casuale di aminacidi risulti nella forma che una proteina necessita per funzionare come un enzima: la probabilità di creare una proteina funzionante risultava molto bassa. Secondo Stephen Meyer è la prova che “appellarsi al caso è assurdo, perfino garantendo la durata dell'intero universo” (Stephen Meyer, Proceedings of the Biological Society of Washington, vol 117).

In seguito, Axe è entrato a far parte del Biologic Institute, firmando, nel settembre del 2005, assieme agli altri ricercatori dell'istituto, una petizione intitolata: “Affernazione di Dissenso contro la Teoria dell'Evoluzione di Darwin”. Secondo Axe, il progetto del Biologic Institute include: “l'esame dell'origine dei percorsi metabolici, l'evoluzione dell'ordine genetico nei batteri e l'evoluzione delle forme protiche”. Oltre alla biologia cellulare e proteica, l'istituto lavora anche ad un programma bio-informatico sviluppato da uno dei suoi ricercatori, Brendan Dixon,ex programmatore alla Microsoft. “Sul versante informatico”, dice Dixon, “stiamo cercando di mettere a punto un sistema per esplorare l'evoluzione di geni artificiali”. Nel 2001, Robert Pennock e colleghi della Michigan State University scrissero un programma che si comportava come un organismo auto-replicante capace di mutare imprevedibilmente ed evolvere (vita artificiale, ndr). L'esperimento dimostrò come la selezione naturale e le mutazioni casuali creino organismi complessi. Fu un duro colpo per gli anti-evoluzionisti. È per questo che il Biologic Institute sta lavorando anche in questo campo, nella speranza di poter dimostrare con una simulazione al computer che la complessità non emerge solo da mutazioni casuali, ma da qualcosa di più, da una qualche forma, ancora misteriosa, di intelligenza.

CREAZIONE SENZA DIO

“Nel 2003, i principali istituti creazionistici (statunitensi) hanno chiesto l'adesione a un appello contro la teoria dell'evoluzione darwiniana, raccogliendo a malapena un centinaio di firme, molte delle quali non propriamente qualificate sul piano biologico. Per risolvere la questione con un sorriso, il National Center for Science Education ha risposto alla sfida raccogliendo più di quattrocento firme a favore, ma con due clausole restrittive: i firmatari dovevano essere scienziati ufficialmente in attività e, in onore dell'evoluzionista Stephen J. Gould, dovevano anche chiamarsi Stephen !” (tratto da “Creazione senza Dio”, Telmo Pievani, Einaudi, 2006). La teoria darwiniana dell'evoluzione è il quadro teorico ineludibile entro il quale si inscrivono tutti gli studi della biologia contemporanea (che non a caso vengono definiti “neo-darwinisti”, ndr): la genetica, la biologia molecolare, la paleontologia, l'ecologia, la medicina, l'antropologia. Nulla di tutto ciò avrebbe alcun senso al di fuori della cornice concettuale evoluzionistica. Fin dai primi appunti - scritti negli anni trenta dell'Ottocento - a Charles Darwin fu chiaro che la sua era qualcosa di più che una teoria scientifica: era un “lungo ragionamento” che minava alla base la concezione provvidenzialistica del mondo, includendo definitivamente l'uomo entro le leggi di natura. Nei quasi due secoli che ci separano da allora, la teoria dell'evoluzione si è arricchita di innumerevoli fatti nuovi e di una incredibile quantità e varietà di prove sperimentali ed empiriche. Darwin, per molti versi, funziona ancora.

L'idea di un'evoluzione biologica retta dal caso fu avanzata, molto tempo prima di Darwin, da Empedocle. Fu Aristotele ad opporsi con la sua teleologia (lo studio - logos - del fine - telos), secondo cui “l'uomo ha gli occhi per poter vedere”. “La natura adatta l'organo alla funzione, non la funzione all'organo” (De partib.). Solo con l'avvento del Darwinismo, per l'appunto, si è affermata l'idea che le specie si sviluppano per selezione naturale. Mentre alcune filosofie “afinalistiche”, come quelle di Emerson e Nietzsche, hanno sostenuto l'assenza di fini ultimi nell'universo, esaltando l'individualismo e il libero spirito (a cui si è aggiunto nel 2005 il “Trattato di Ateologia” di Michel Onfray), secondo il “principio antropico forte”, le probabilità di questo mondo di rivelarsi adatto alla sopravvivenza e allo sviluppo di forme di vita intelligenti erano in principio così scarse che si deve per forza ritenere che il mondo sia il risultato di un “progetto” di un qualche Dio (ipotesi deista).

Di certo, l'indagine darwiniana ha costituito una delle “morti di Dio” più clamorose, un colpo letale inferto alla visione incantata del mondo, e in particolare alla metafisica creazionista, che ha sempre cercato di screditare la teoria evoluzionista. Oggi, il dibattito sul finalismo è tornato di stretta attualità. Sebbene l'evoluzionismo darwinista non preveda uno scopo, se non quello della sopravvivenza e dell'adattamento, raggiunto attraverso mutazioni casuali progressive, la selezione naturale scoperta da Darwin non appare più oggi come il solo motore dell'evoluzione. I neo-creazionisti, in particolare, sostengono la teoria del Disegno Intelligente, cioè di una intelligenza nascosta tra la complessità dei processi evolutivi, che non implica necessariamente l'esistenza di uno o più “Disegnatori”, o di realtà trascendenti, ma che non le esclude a priori. Proprio di fronte all'offensiva creazionista, che nega validità al naturalismo evoluzionista sia in filosofia sia nelle scienze naturali, nel saggio “Creazione senza Dio”, Pievani propone una rapida e pungente analisi degli argomenti contro il finalismo, in un serrato susseguirsi di argomentazioni, da Hume a Darwin, dall'aristotelismo scolastico al neo-creazionismo “intelligente” targato Stati Uniti che più ha scosso le coscienze negli ultimi anni.

IL PROCESSO DELLE SCIMMIE

Nel 1925, a Daytona, nel Tennessee, fondamentalisti cristiani denunciarono l'insegnante d