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Etere o non etere? (seconda parte)
Etere o non etere? (seconda parte)


di: Zret

È questo il punto: il cosmo, con tutti i suoi fenomeni, sembra alimentato da un quid energetico, le cui caratteristiche principali sarebbero il moto e la sintropia, il contrario dell'entropia. Di solito il moto è concepito come spiraliforme (Leadbeater, Todeschini, Kozyrev). Già nel 1907 Charles Leadbeater in un articolo intitolato Koilon: l'etere dello spazio, descrive uno spazio a bolle, immerse nell'etere e sottoposte ad un continuo movimento a spirale, con un'orbita esterna ed una interna, che le riporta continuamente al punto di partenza. Questa descrizione anticipa alcuni concetti propri della fisica quantistica. I fisici, infatti, parlano di effervescenza quantica, ossia di particelle virtuali che si generano e si annichiliscono senza tregua, il cui saldo totale sarebbe comunque zero. Tale effervescenza energetica è talmente grande che quella contenuta in un bicchiere d'acqua, se trasformata in calore, potrebbe portare tutti gli oceani al punto di ebollizione.

All'etere corrispondono le onde di torsione, scoperte ed indagate dallo scienziato russo Kozyrev e da Eli Cartan. I campi di torsione oppure onde di torsione si riferiscono al flusso spiraliforme di energia-tempo scoperto da Kozyrev. Molti scienziati occidentali che hanno esplorato questo argomento, in particolare il tenente colonnello Tom Bearden, definiscono tali campi onde scalari. Bisogna anche tenere presente che ciò di cui ci occupiamo è un impulso di momentum che viaggia attraverso il medium dell'etere/Z.P.E./ “vacuum” fisico e non possiede qualità elettromagnetiche.

Nei modelli della fisica classica, i campi torsionali non sono mai considerati come una forza universale come il campo gravitazionale o l'energia elettromagnetica, soprattutto perché possedevano solo esistenza teorica. Cartan, con la sua teoria formulata nel 1913, congetturò che i campi torsionali fossero quantificabili in 30 gradi di magnitudine più deboli della gravità, la quale a sua volta ne possiede 40 in meno del campo elettromagnetico. Con un influsso così ridotto, così affermano le teorie, i campi torsionali rotanti naturalmente costituivano in sostanza un insignificante granello di polvere non in grado di dare alcun contributo ai fenomeni osservabili nell’universo, anche perché le onde torsionali cambiano continuamente la loro direzione in forma di spirale tridimensionale. In qualche modo, è necessario creare vibrazioni nell’oggetto della rilevazione, ciò permette di imbrigliare in modo continuo una spirale in movimento tridimensionale di forza energetica.

La teoria Einstein-Cartan fu la prima a porre le basi teoretiche per l’esistenza dei campi di torsione, nel 1913. La teoria predice che, a seconda della dislocazione, saranno rilevate torsioni orarie o antiorarie nello spazio. Le successive scoperte nella fisica dei quanti relative alla nozione di spin hanno confermato che anche gli elettroni possono avere rotazione destrorsa o sinistrorsa, il che equivale a parlare di movimento orario/antiorario. Tutti gli atomi e le molecole mantengono vari gradi di bilanciamento fra spin destro e sinistro. Kozyrev determinò che molecole fortemente destrorse, come lo zucchero, possono schermare gli effetti della torsione, mentre quelle fortemente sinistrorse, come la trementina, li rinforzano. Successive indagini russe hanno stabilito che la comune pellicola di polietilene agisce come potente schermatura per le onde di torsione, pertanto essa viene usata in molti e diversi esperimenti, come quelli eseguiti dal Dottor Alexander Frolov.

Nota: le fonti dell'articolo saranno indicate in calce all'ultima parte.

Leggi qui la prima parte.

Data articolo: febbraio 2008
Fonte: Zret




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