COPERTINA
Rimedi contro il Morgellons - 42850 -3-6
 <<SCIENZA>>   TECNOLOGIA   ASTRONOMIA   SALUTE   ECOLOGIA   VARIE   POSTA 
  Archeologia   |   Batteri   |   Botanica   |   Comunicazione   |   Epidemie   |   Fauna   |   Fisica   |   Geologia   |   Genomica   |   Insetti   |   Materiali   |   Pianeta sommerso   |   Ricerche   |   Scienza eretica   |   Storia   |   Ufologia   |   Volatili   |

Pianeta sommerso

Ecosistemi: il ruolo dei virus
Sintassi nel canto delle balene
Coralli nel Mediterraneo
Grigliata di pesce… addio !
Alghe tossiche
Le difese di una lumaca marina
Praterie marine addio
Il progetto Emma
Un vertebrato piccolissimo
Rock life
Aliens of the deep
Destino delle specie ittiche
I segreti dello squalo balena
Sottomarini per gli abissi
Acque marine verdastre
Ecografia e ambulatorio subacqueo
Disturbi ordinati
Plancton e clima
Calamari giganti a Los Angeles
Il cervello dei delfini
Il nuoto dei delfini
Le spine del riccio di mare
I lamantini della Florida
Salute e organismi marini
La salvezza per i coralli?
I tentacoli delle piovre
Le tsunami viste dallo spazio
Le alghe per neutralizzare il DDT
Impulsi elettrici dei pesci
La strategia della canocchia
Tonno rosso in pericolo
Il nuoto dei grandi pesci
Coralli distrutti dalla pesca
Scomparso il pescegatto gigante
Censimento della Vita Marina
La chitina oceanica
L'alga focus
Geni umani nei coralli
Muta la salinità oceanica
Le mutazioni del fitoplancton
I delfini come l'uomo
Caviale in estinzione
SOS per i pesci d'acqua dolce
5000 nuove specie in mare
Oceani tutti da scoprire
Anguille in pericolo estinzione
Balene sottostimate
Nuove specie di pesci
Coralli in declino ai Caraibi
Dugongo in estinzione
I pesci soffrono il dolore
Il tonno rosso
Lo zebrafish rigenera il suo cuore
ISMAR-CNR sotto l'oceano
Sempre meno pesci
Un nuovo cavalluccio marino
Risorse del fondo marino
Fiji: santuario per le balene
La dinamica degli squali
Come si produce il pesce allevato
La Shell studia le balene ma...
L'Islanda vuole cacciare le balene
Cirripedi in pericolo
L'ipossia degli oceani
Delfini: un fischio li salverà
Tartarughe liuto in pericolo
Le funzioni del pH delle acque
Oceani pieni di farmaci
L'idrodinamica del pesce scatola
Protetti i cavallucci di mare
Progettare una riserva marina
Giappone: trovata medusa gigante
Le tartarughe hanno il Gps
Il moto ondulatorio degli oceani
Coralli in grave declino
Un dispositivo anti squalo
Un'isola sommersa
Troppo rumore nei mari
Specie ittiche in pericolo
Il pesce lupo
Il celacanto
Il canto delle balene
Creature degli abissi
Come nasce il maremoto
Barriere coralline da salvare
Oceani tutti da scoprire
Oceani tutti da scoprire


di: Anna Ermanni

Dall’evoluzione degli oceani alle risorse nascoste in fondo al mare: di questo si è parlato, lo scorso 17 ottobre (2003), durante il convegno Perforazione scientifica degli oceani organizzato dall’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale (OGS) di Trieste e dal Cnr, Consiglio nazionale delle ricerche. L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per discutere il sempre più attivo ruolo della comunità scientifica italiana nell’ambito del programma internazionale ODP, Ocean Drilling Program.

Nel 2004, infatti, alla nave da perforazione industriale, che da oltre 30 anni scandaglia i fondali di tutti gli oceani, si aggiungeranno nuove unità di perforazione a scopo scientifico americane e giapponesi. All’Europa spetterà il compito di esplorare i fondali degli oceani polari, le ultime aree sconosciute della Terra. In questo ambito l’Italia, presente nel Programma dal 1985, si appresta ad un impegnativo salto di qualità in un settore di frontiera quale l’oceanografia geologica. “È opinione diffusa della comunità scientifica italiana – secondo il dr. Angelo Camerlenghi, dell’OGS di Trieste – che l’Italia non possa rimanere al margine di queste ricerche che, analogamente alle ricerche spaziali, vedono sviluppo tecnologico, ricaduta sociale e curiosità scientifica procedere di pari passo in un’unica grande struttura organizzativa”.

Il 73 per cento della Terra, come è noto, è coperto dalle acque degli oceani dei cui fondali e dei cui segreti l’uomo conosce una minima parte. L’Odp, attuando progetti di ricerca avanzati dagli studiosi dei vari Paesi partecipanti e con gli oltre 1000 pozzi perforati, ha recuperato campioni di rocce e di sedimento il cui studio ha permesso di verificare e confermare la teoria della tettonica a zolle, confermare l’inversione periodica del magnetismo terrestre, scoprire il disseccamento del Mediterraneo, avvenuto circa 5 milioni di anni or sono, conoscere i cambiamenti climatici globali avvenuti nel passato senza l’intervento dell’uomo e l’impatto dell’effetto serra sulla vita degli oceani per il riscaldamento del pianeta dovuto alle immissioni di CO2 dai vulcani.

Le conoscenze acquisite dai ricercatori impegnati nel programma hanno permesso, tra l’altro, di costituire un archivio di informazioni sul clima del passato utili per comprendere l’evoluzione del clima nel futuro. Ma l’ODP vanta anche ricadute interessanti dal punto di vista economico-sociale, come l’individuazione di estesi depositi di metano naturale, presenti in sedimenti superficiali allo stato solido, idrato, la cui riserva è di gran lunga superiore a quelle conosciute in giacimenti tradizionali, tanto che gli Stati Uniti, il Giappone e la Corea hanno stanziato ingenti somme per valutarne la potenzialità economica di sfruttamento.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale - OGS - Trieste

Ocean Drilling Program




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (20-10-2003:16:43)  EDIT ARTICLE Nr. 9200  


Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione


Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 0.2871)