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Un dispositivo anti squalo
Un dispositivo anti squalo


di: Enrico Loi

Lo squalo, il grande predatore dei mari, ha sempre dato sempre seri problemi all'uomo. In tutte le zone costiere del mondo non sono mai mancati incidenti più o meno gravi (il 25 per cento sono stati mortali) a seguito di attacchi da parte di squalo. Ma non è assolutamente giusto attribuire tutte le colpe agli squali, sarebbe come pretendere di andare nella Savana ed accarezzare un leone, magari affamato. Le statistiche parlano chiaro: la maggior parte delle persone che sono state attaccate dallo squalo, in un certo senso, se la sono cercata.

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Oggi, grazie a un dispositivo, che costa 220 euro, questi spiacevoli episodi non si ripeteranno più. L’australiana SeaChange technology Pty, questo è il nome della società produttrice, ha inventato questo apparecchio “caccia-squalo” che grazie alle sue dimensioni (è piccolo come un telefono cellulare e pesa 600 grammi) può essere agganciato in vita. Stando a quanto dichiara la società, la persona che lo indossa può benissimo nuotare in mezzo agli squali più pericolosi senza che essi lo possano aggredire. La SeaChange technology Pty ha svolto sei anni di accurati studi prima di mettere il dispositivo in commercio.

L’apparecchio, che funziona a batterie con un’autonomia di quattro ore, genera un campo elettrico con un frequenza particolare interagendo direttamente sul sistema nervoso degli squali attraverso i ricettori situati vicino al loro muso. Quando uno squalo giunge in prossimità dell’apparecchio emettitore, a circa 12-13 metri di distanza, viene disturbato da una forte sensazione di disagio. Se lo squalo si avvicina, a 3 – 4 metri di distanza, viene colpito da spasmi muscolari che lo costringono ad allontanarsi.

Jerry Kleeman, direttore della SeaChange technology Pty, assicura che il dispositivo non provoca alcun danno fisico permanente sugli squali. Mentre sugli altri pesci, così come sull’uomo, il campo elettrico generato non viene neppure percepito.

Lo sviluppo dei sistemi di miniaturizzazione è stato curato dalla Natal shark board del Sud Africa per le gare di nuoto in mare aperto durante i giochi olimpici di Sydney 2000.

La SeaChange technology Pty ha inoltre prodotto una versione di “caccia-squalo” di dimensioni intermedie tra quello fisso e la versione portatile per subacquei. Può essere fissato a imbarcazioni o a yacht così da proteggerli dagli squali, soprattutto in caso di ribaltamento in mare.




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