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La dinamica degli squali
La dinamica degli squali


di: Ester Capuano

Adam Summers, biologo dell’Università della California, ha scoperto che alcune specie di squali riescono a pressurizzare la pelle modificando di conseguenza la rigidità del proprio corpo. Questo stratagemma conferisce loro una velocità di nuoto maggiore di quanto la stessa loro morfologia corporea consentirebbe. Secondo i ricercatori, questa scoperta potrebbe consentire una maggiore comprensione delle varie tappe evolutive degli squali, fra cui, il motivo per il quale essi abbiano sopperito lo scheletro osseo con una struttura di cartilagine.

Adam Summers si è servito di trasduttori impiantati nei muscoli laterali di squali, che nuotavano in una piscina a diverse velocità, per monitorare la pressione nella pelle. Egli ha osservato che l'aumento della velocità di nuoto corrispondeva anche a un aumento della pressione media nella pelle degli animali. Solitamente, il raggiungimento di una elevata velocità di nuoto dipende dalla massima spinta dovuta esclusivamente dalla rigidità del corpo, che richiede una spina dorsale dotata di poche vertebre. Tuttavia, gli squali sono dotati di un elevato numero di vertebre, lo squalo mako ad esempio ne ha 180, che implicherebbe minore rigidità e quindi minore spinta attraverso l'acqua.

I ricercatori sperano in futuro di effettuare monitoraggi in mare aperto su altre specie di squali, come i mako. La ricerca è stata recentemente presentata nel corso dell'annuale simposio della Society for Experimental Biology all’Università di Southampton.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

Society for Experimental Biology




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