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Coralli in grave declino
Coralli in grave declino


di: Anna Ermanni

Uno studio fatto da cinquemila volontari ha documentato il grave declino delle barriere coralline e, nel contempo, avvalorato inequivocabilmente le teorie dei biologi marini che, per oltre un decennio, hanno documentato il grave fenomeno mediante prove fotografiche raffiguranti coralli morti o sofferenti. Prove, secondo molti, reali, ma aneddotiche.

Il nuovo studio, durato cinque anni, ha mostrato la graduale scomparsa dei pesci e degli invertebrati. Presenze determinanti per il mantenimento delle barriere coralline.

           

Già nel 1990 fu dato l'allarme, quando il repentino surriscaldamento della Terra sembrava che fosse l'unico responsabile della morte delle alghe, alimento principale dei coralli. Solo dopo alcuni anni i ricercatori compresero che anche altre attività umane come la pesca indiscriminata, l'inquinamento e le attività edili costiere, potevano cagionare irreparabili danni all'ecosistema delle barriere coralline.

Tuttavia, le prove dei ricercatori non erano esaurienti perché le ricerche concernevano solo un ristretto numero di barriere coralline con tempi di studio ridotti e quindi non attendibili.

Gregor Hodgson

Questo è stato un motivo di stimolo per Gregor Hodgson, dell'Università della California a Los Angeles e i suoi colleghi. Essi hanno dato vita al progetto Reef Check reclutando ben cinquemila tra pescatori e sommozzatori con lo scopo di monitorare lo stato dell'ambiente marino.

Il prestigioso progetto è, con l'andare del tempo, cresciuto al punto che attualmente interessa 1500 barriere coralline nel mondo. In ogni barriera corallina i ricercatori, aiutati dai volontari, hanno contato le specie di pesci ed invertebrati e hanno stilato un rapporto fra i coralli vivi e quelli morti, calcolando il grado di responsabilità dell'uomo.

Secondo Jennifer Liebeler, coordinatrice del progetto, la situazione è molto grave: tutte le specie osservate presentano gravi segni di declino. E solo la metà delle barriere coralline esaminate, nella prevalenza dei casi lontane dalle attività dell'uomo, conservano una quantità normale di coralli duri.

Per saperne di più visitate il sito:

http://www.reefcheck.org/




Coralli 

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