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Il moto ondulatorio degli oceani


di: Massimo Bertolucci

Un gruppo di ricercatori, hanno scoperto la presenza di una nuova tipologia di onda oceanica che scambia di continuo energia tra la parte del mare situata nel fondale e quella situata subito sopra. La scoperta, che è stata fatta dalla ricercatrice Cinna Lomnitz dell'Università del Messico e dall'oceanografo statunitense Rhett Butler, è stata fatta con l'ausilio di un osservatorio sismico situato sul fondo dell'Oceano Pacifico.

Fu il grande terremoto che colpì Città del Messico nel 1985 a spingere Cinna Lomnitz nel supporre l'esistenza di una possibile onda anomala visto che le onde distruttive oceaniche propagano allo stesso modo anche negli strati di fango situati sotto Città del Messico.

Il devastante terremoto - spiega Cinna Lomnitz - fu causato da un'onda accoppiata, ovvero due onde che si scambiano continuamente a vicenda energia. Ha influito ulteriormente, sulle conseguenze estremamente distruttive del sisma, anche il fatto che la capitale messicana è stata costruita su un letto di sabbia. Una tale situazione facilita ancora di più il viaggio dell'onda sismica.

Il forte sospetto che simili onde potessero scorrere lungo il fondo oceanico e l'analisi dei dati di Hawaii.2, un osservatorio sottomarino che si trova tra le isole Hawaii e la California, hanno spinto Cinna Lomnitz a mettersi in contatto con il collega Rhett Butler. Grazie all'attenta analisi di tutti i dati, i due ricercatori hanno scoperto l'esistenza di questo nuovo tipo di onda oceanica che è stata classificata con il nome di onda di Rayleigh.

In termini tecnici, La propagazione dell'onda Rayleigh avviene lungo le superfici dei solidi. Il fenomeno è da considerare un'onda acustica che si muove in accoppiamento a un'onda di Rayleugh. Entrambe le onde si scambiano reciprocamente energia nel fondale del mare e l'acqua subito sovrastante. Secondo Cinna Lomnitz il fenomeno desta molto interesse e una sua maggiore comprensione potrebbe rilevarsi molto utile in futuro per la prevenzione dei danni causati da terremoti.

Per saperne di più visitate i siti:

Università del Messico

Hawaii 2 Observatory




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