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Un vertebrato piccolissimo


redazione ECplanet

Un piccolissimo pesce scoperto nell'isola indonesiana di Sumatra si è rivelato l'animale vertebrato più piccolo del mondo. Lo afferma uno studio pubblicato sui “Proceedings of The Royal Society”, “Biological Sciences”. Il microscopico vertebrato è stato chiamato dai suoi scopritori Paedocypris progenetica ed è imparentato con la carpa, anche se le sue dimensioni sono molto più ridotte, 7,9 millimetri di lunghezza, che ne fanno il vertebrato più piccolo del mondo.

Il record precedente era detenuto da un altro pesce, un gobbio (cioè un piccolo pesce teleosteo, con lo scheletro completamente ossificato) scoperto nella regione indo-pacifica. A scoprire e descrivere il nuovo animale da record è una équipe di esperti guidati da Tan Heok Hui e Maurice Kottelat, del Museo Raffle a Singapore. L'esemplare maschio di Paedocypris progenetica è stato scoperto in una palude le cui acque avevano un livello di acidità molto elevato.

I ricercatori hanno osservato che, nonostante le sue minuscole dimensioni, gli esemplari maschi di questa specie presentano degli alettoni pelvici dotati di muscoli eccezionalmente grandi utilizzati per afferrare la femmina durante l'accoppiamento. “Si tratta di uno dei pesci più strani che mi sia capitato di vedere durante la mia esistenza - ha commentato Ralf Britz, zoologo del Museo di Storia Naturale di Londra, che ha analizzato lo scheletro dell'animale - vive in acque molto acide, addirittura cinque volte più acide della pioggia, e presenta questi alettoni straordinari”.

Il Paedocypris progenetica ha il corpo trasparente anche da adulto, mentre di solito questa caratteristica è propria delle larve. Inoltre l'animale vive in acque molto scure. Gli scienziati sono anche convinti che nel corso degli ultimi anni siano state distrutte molte popolazioni di questo minuscolo pesce a causa della trasformazione dell'ambiente naturale: “spero che si avrà il tempo per studiare questa specie prima che il suo habitat scompaia definitivamente”, ha commentato Ralf Britz.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

Raffles Museum of Biodiversity Research




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