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Un nuovo super acciaio
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di: Massimo Ortelli

Lo scienziato giapponese Kota Sawada assieme a dei colleghi dell'Istituto Nazionale di Scienze dei Materiali di Tsukuba, hanno individuato uno stupefacente metodo per rendere cento volte più resistente l'acciaio alle deformazioni, dovute all'esposizione a varie sollecitazioni e alle fluttuazioni termiche. Mescolando all'acciaio martensitico, che contiene il 9 per cento di cromo, solo lo 0,002 di carbonio, gli scienziati hanno incrementato il tempo di resistenza a 923 gradi Kelvin di un fattore 100 rispetto al più resistente acciaio oggi in commercio, che contiene una quantità di carbonio di circa lo 0,08 per cento.

Inoltre, osservazioni al microscopio hanno appurato, nel nuovo acciaio, l'esistenza di un'elevata cifra di minuscole particelle di metallo, grandi fra i 5 e i 10 nanometri, che in lega con carbonio o azoto conferiscono resistenza all'acciaio con un tasso di deterioramento notevolmente inferiore alle particelle dell'acciaio convenzionale, la cui grandezza è compresa fra i 100 e i 300 nanometri.

La vecchia tecnica prevede la dispersione nell'acciaio di minuscole particelle (in prevalenza ossidi). Un metodo che, a causa del suo elevato costo, non può essere adattato alla produzione su larga scala. Il metodo inoltre produce altri inconvenienti: il deterioramento nel tempo della consistenza delle particelle con un conseguente depauperamento delle loro proprietà rinforzanti; rischio di frantumazione del materiale a causa del tasso di deformazione che con il tempo aumenta a dipendenza della quantità di carbonio che si trova nell'acciaio. Il metodo, che è stato pubblicato dal periodico “Nature”, potrebbe essere utilizzato per una lavorazione economica su scala industriale degli elementi in acciaio per applicazioni ad elevate temperature.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

Materials Engineering Laboratory (MEL)




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