COPERTINA
Emergenza malattie respiratorie - 42830 -2-6
 <<SCIENZA>>   TECNOLOGIA   ASTRONOMIA   SALUTE   ECOLOGIA   VARIE   POSTA 
  Archeologia   |   Batteri   |   Botanica   |   Comunicazione   |   Epidemie   |   Fauna   |   Fisica   |   Geologia   |   Genomica   |   Insetti   |   Materiali   |   Pianeta sommerso   |   Ricerche   |   Scienza eretica   |   Storia   |   Ufologia   |   Volatili   |

Materiali

Quasicristalli fotonici
Cellule come vetro
Materiale che cambia forma
Levitazione di metalli pesanti
Progetto realtà sintetica
L'Aerogel
Le coppie di Cooper
Metamateriali
Così si deformano i metalli
Un modello per i granulari
Metalli viventi
Adesivo autopulente
Nano-cristalli con 24 facce
Aceto spray multiuso
Nuovo materiale, la Carbonia
Test per il kashmir
Lana al plasma
Smart plastics
Il filo delle ragnatele
Materiale che rende invisibili
Inventata l’acqua asciutta
Calcio e superconduttori
Diamanti superconduttori
Leonardo e la plastica
Creato acciaio amorfo
Cristalli liquidi bidirezionali
Una superlubrificazione
La colla più potente
Aerogel, il fumo blu solido
La fusione dei metalli
Un nuovo super acciaio
Misurare la durezza dei materiali
Una colla che memorizza
Una plastica biodegradabile
Le proprietà del niobio
Le proprietà del litio
Un polimero di sicurezza
Ceramica ricavata dal legno
Test per il kashmir
Test per il kashmir


a cura del CNR

Tecniche immunologiche messe a punto in biologia applicate dal Cnr per il riconoscimento di questa preziosa fibra. Un aiuto alla lotta alla contraffazione per l'industria tessile italiana, che trasforma circa un quarto dell'intera produzione mondiale

Il principale produttore mondiale di kashmir grezzo è la Cina (circa il 50% delle 4.000 tonnellate annue di prodotto mondiale) mentre all'Italia (Biella e Prato) spetta il primato per la lavorazione di questa fibra, 10 volte più leggera e più calda della lana e che costa decine di volte di più. Non c'è da meravigliarsi, poiché da ogni capra si ottengono circa 300 grammi di fibra ma solo 120 possono essere utilizzati per la manifattura: la quantità che serve a produrre una sciarpetta. Per fare un maglione, invece, servono sette caprette e oltre cinque chilometri di filo. Così i capi di abbigliamento in kashmir raggiungono prezzi da capogiro.

Come ogni prodotto prezioso anche il kashmir è oggetto di truffe più o meno ben congegnate. Ma quali sono attualmente i metodi di prova utilizzati, studiati e in fase di sviluppo per determinare qualitativamente e quantitativamente il contenuto di kashmir in un prodotto tessile ?

“Per il momento”, spiega Claudia Vineis, ricercatrice dell’Istituto per lo studio delle macromolecole (Ismac) del Cnr di Biella, “le analisi vengono eseguite in laboratori specializzati, dove le fibre sono identificate sulla base delle loro caratteristiche morfologiche, mediante microscopia ottica o microscopia elettronica a scansione, e dove il corretto riconoscimento in un materiale tessile dipende soprattutto dall'esperienza dell'operatore”.

Appare, perciò, evidente l'importanza di nuovi metodi di identificazione alternativi, per migliorare la sicurezza e la standardizzazione dei risultati. “Grazie a un progetto congiunto tra le sedi di Biella e Genova dell'Ismac”, prosegue la ricercatrice, “abbiamo sviluppato una nuova metodologia analitica, che utilizza tecniche immunologiche basate su anticorpi monoclonali, comunemente usate in biologia e che permettono di riconoscere una certa sequenza di aminoacidi in una data proteina. La tecnica degli anticorpi monoclonali (sostanze prodotte in laboratorio che riconoscono sequenze specifiche della struttura primaria della cheratina e si legano a una sola proteina o antigene che diventa il loro obiettivo) rappresenta, dunque, un mezzo obiettivo per identificare piccole differenze nella struttura primaria di varianti proteiche isolate da mammiferi”.

Anticorpi monoclonali “anti-kashmir” sono stati prodotti immunizzando topi con le proteine estratte dalle fibre di kashmir, purificate tramite elettroforesi bi-dimensionale preparativa: le cellule produttrici di anticorpi sono state sottoposte a fusione con cellule mielomatose per aumentare la loro velocità di crescita e sottoposte a screening.

La ricerca è stata brevettata e il Cnr detiene il 70% della proprietà, che per il 30% appartiene al Cashmere and camel hair manufacturers institute di Boston (Usa), consorzio che rappresenta in tutto il mondo i principali produttori e trasformatori di fibre, filati, tessuti e capi realizzati con kashmir e pelo di cammello. Missione del Ccmi - che ha finanziato la ricerca - è quella di promuovere, di tutelare l'immagine e di assicurare l'autenticità dei prodotti in pelo di cammello e kashmir. Tra i suoi compiti istituzionali, prevede il monitoraggio delle performances dei laboratori operanti nel settore e in dieci anni di attività ne ha selezionati dodici in tutto il mondo, ritenuti più affidabili: tra questi il laboratorio Ismac- Cnr di Biella.

Scheda

Che cosa: metodologia analitica per riconoscere le fibre di kashmir.
Chi: Istituto per lo studio delle macromolecole (Ismac) del Cnr di Biella
Per informazioni: Claudia Vineis, Ismac-Cnr
Phone: +39 015/8493043
E-mail: c.vineis@bi.ismac.cnr.it




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (26-02-2006:13:56)  EDIT ARTICLE Nr. 22510  


Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione


Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 0.3322)