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Leonardo e la plastica
Leonardo e la plastica


di: Donata Allegri

Nella vasta area di invenzioni di Leonardo figura anche un metodo per rendere infrangibili e conservabili oggetti e suppellettili. È quanto afferma Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale di Vinci, che ha voluto testare una ricetta per materiali artificiali trovata in alcuni scritti e note di Leonardo. Di questo materiale lo stesso Leonardo diceva:» Può essere usato per creare un materiale adatto a costruire coltelli, scacchi, gioielli, vasi e coppe».

Questi scritti e queste note provengono dal Codice Arundel (oggi alla British Library di Londra), dal Codice Forster (conservato dal Victoria and Albert Museum di Londra) e dal Codice Atlantico (consultabile presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano) e da manoscritti francesi.

Con più fogli colorati tenuti insieme da colle vegetali e di pesce alle quali aggiungeva fibre organiche, usava vari stampi di forme svariate; Leonardo era riuscito a ricreare le iridescenze di certe ceramiche e vetri antichi che ricordano quelli di Murano. Questo materiale era simile al vetro infrangibile, ed alla bakelite, sintetizzata per la prima volta nel 1900.

Con questo materiale il genio del Rinascimento creava manici di coltelli, topazi, smeraldi, perle e pietre per collane, anelli, bracciali, inventandosi la prima bigiotteria. Ricavava anche delle piccole luminescenti sculture da foglie di cavolo, di insalata, trippa e altri elementi naturali con questo paziente procedimento.

Donata Allegri
E-mail: donata.allegri@ecplanet.com
Sito personale: Crocevia




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