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I benefici effetti dell'ortica - 42880 -5-6
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Insetti

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Mini insetti
Mini insetti


di: Patrizia Flammia

Dopo aver descritto l’insetto più grande, è opportuno occuparsi anche di quello più piccolo. Come abbiamo visto anche per gli insetti giganti, anche per quanto riguarda il primato di piccolezza esistono inevitabili dispute riguardo a come regolarsi per misurare una specie, partendo dal presupposto che si parla sempre di individui adulti e che si considera la media delle dimensioni di un individuo appartenente alla specie, e non quella di un singolo che casualmente avere natura dimensioni eccezionalmente più ridotte di quelle dei suoi simili.

Alla famiglia dei mimaridi, vespe parassite o iperparassite (cioè parassite di parassiti) appartiene la Dicopomorpha echmepterygis, una vespa del Costarica che di professione fa la parassita delle uova di altri insetti. Per via del proprio lavoro – vive in uova piccolissime -, le dimensioni di questo insetto devono essere assai ridotte. Il maschio, infatti, misura 0,139 millimetri, una dimensione addirittura inferiore a quella di un paramecio. Al contrario di un paramecio che, essendo un organismo unicellulare sopperisce alle sue necessità usando meccanismi cellulari, la Dicopomorpha echmepterygis ha però un corpo complesso (con organi riproduttivi, escretori, respiratori e così via) composto da moltissime cellule. Per ottenere dimensioni così ridotte questo minuscolo insetto, non ha quindi minimamente rinunciato alla complessità della sua anatomia interna, né alle caratteristiche della classe sistematica a cui appartiene.

Poiché le femmine di questa specie sono grandi quasi il doppio dei loro compagni (ciechi e senza ali), la disputa se poter attribuire quella piccolissima misura a tutta la specie è aperta. L’accentuato dimorfismo sessuale, dovuto probabilmente alla scarsa disponibilità di nutrimento che questi parassiti trovano nell’uovo ospite, sembra essere il segnale di una netta divisione dei compiti tra i due sessi : mentre la femmina che mangia molto diventa grande e robusta è incaricata di diffondere la specie compiendo degli spostamenti grazie alle potenti ali, il maschio (senza ali e cieco) che ha bisogno di meno nutrimento per svilupparsi sembra unicamente destinato al compito della riproduzione. Ogni uovo infettato, infatti, contiene da uno a tre maschi e una sola femmina di questo parassita, la quale uscendo si porterà sul dorso il maschio, avvinghiato alla sua bella con le lunghe zampe.

Alla stessa famiglia appartiene anche Alaptus magnanimus che con i suoi 0,21 millimetri fu ritenuta a lungo l’insetto più piccolo. Ma il primato oggi invece sembra appartenere ad un altro imenottero parassita che vive dell’isola di Guadalupe, la Megaphragma caribea. Misurando 0.17 mm una dimensione che gli consentirebbe di passare senza difficoltà dalla cruna di un ago, è indubbiamente al primo posto nella classifica dei mini- insetti, classifica che però è destinata ben presto a cambiare poiché ogni giorno vengono scoperte nuove specie. Misure rispetto alle quali il coleottero Nanosella fungi che si ciba di spore di funghi coi suoi 0,2 mm diventa quasi grande.

Patrizia Flammia
E-mail: patriziaflammia@ecplanet.com




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