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Insetti

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La farfalla monarca
La farfalla monarca


di: Patrizia Flammia

Proprio in questi giorni si stanno preparando a partire le farfalla monarca (un lepidottero americano il cui nome scientifico è Danaus plexippus) dai loro quartieri estivi per passare l'inverno in zone più calde. Grazie alle sue ali dipinte di nero e arancio, questa farfalla infatti compie un viaggio che può raggiungere anche i 3.000 chilometri ogni anno per arrivare dagli Nord America alle coste californiane, alla Florida o al Messico (dalla fine di Agosto fino all'inizio dell'autunno in partenze scaglionate) e viceversa (all'inizio di marzo).

Anche quest'anno, quindi, esse si muoveranno in decine di milioni formando uno sciame che dà vita ad una nuvola compatta capace di compiere circa 70 chilometri al giorno ad un altezza di 4 – 5 metri dal suolo, e attraversando buona parte del continente americano in pochi mesi, fermandosi la lotte a riposare tutte insieme. Giunti alla loro meta, appoggiate sui alberi e fiori, esse si fermeranno ricoprendo come un variopinto tappeto vaste aree con una densità che è stata calcolata di dieci milioni di individui per ettaro.

A differenza delle migrazioni di cavallette che avvengono occasionalmente (quando si verificano condizioni ambientali ben precise), e quelle di alcuni imenotteri che fanno brevi spostamenti per cambiare casa, queste farfalle compiono il loro viaggio ogni anno, da secoli senza mai sbagliare rotta. La casa straordinaria, infatti, è che al contrario di quanto accade nei grandi migratori come gli uccelli, gli individui che compiono questo viaggio, non sono mai quelli dell'anno precedente, ma una generazione che non ha avuto l'occasione di conoscere la patria dei genitori.

Gli scienziati si sono chiesti con quale meccanismo questi straordinari insetti riescano a percorrere, generazione dopo generazione, sempre lo stesso percorso. La risposta arriva da uno studio americano che ha individuato nei ritmi circadiani (l'alternanza di notte e giorno che scandisce i ritmi biologici di tutti gli animali) la chiave della loro capacità di orientarsi. Esse infatti sembrano prendere la direzione giusta a seconda della durata del giorno, riconoscendo così la stagione adatta per partire e la direzione opportuna da prendere per arrivare a destinazione.

Durante il viaggio di ritorno (la primavera è anche per queste farfalle il momento della riproduzione, ma si possono alternare anche 2 o 3 generazioni all'anno), esse si accoppiano e depongono le loro uova su alcune piante appartenenti alle asclepiadee che gli americani chiamano “milkweeds” (erba di latte). Qui i bruchi crescono e prosperano assumendo col cibo anche una sostanza che li rende indigesti per i predatori, ed acquisendo così una utilissima immunità (conservata per tutta la vita) che aumenterà di molto la possibilità di divenire individui adulti.

Una volta uscite dal loro bozzolo le neonate monarca si inseriranno nel flusso migratorio per raggiungere i quartieri d'inverno. Malgrado il loro instancabile istinto di volare a volte nugoli di farfalle si posano sulle navi in transito, quasi a voler prendere una scorciatoia. Lasciandosi trasportare intere settimane in questo modo alcune Danae plexippus sono arrivate anche alle Hawaii, in Australia e addirittura in Europa, luoghi altrimenti irraggiungibili anche per delle indomite aviatrici come loro.

Patrizia Flammia
E-mail: patriziaflammia@ecplanet.com




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