COPERTINA
Emergenza malattie respiratorie - 42830 -2-6
 <<SCIENZA>>   TECNOLOGIA   ASTRONOMIA   SALUTE   ECOLOGIA   VARIE   POSTA 
  Archeologia   |   Batteri   |   Botanica   |   Comunicazione   |   Epidemie   |   Fauna   |   Fisica   |   Geologia   |   Genomica   |   Insetti   |   Materiali   |   Pianeta sommerso   |   Ricerche   |   Scienza eretica   |   Storia   |   Ufologia   |   Volatili   |

Geologia

Il metodo ESI 2007
Antartide on line
Origine dei vulcani sottomarini
Ferite della Terra rimarginate
Clima nell'antichità
Attività sismica e...
Bucare la crosta terrestre
La trasformazione è in atto
Campo magnetico terrestre stabile
La verità del ghiaccio 5
La verità del ghiaccio 4
San Francisco, terremoto in vista
Habitat attorno a un vulcano marino
Ferma oscillazione della Terra V
Ferma oscillazione della Terra IV
Ferma oscillazione della Terra III
Ferma oscillazione della Terra II
Ferma oscillazione della Terra I
La terra si spacca nel deserto
La corsa alle miniere oceaniche
Il grembo primordiale
L'India si sposta
L'Everest si abbassa
Scoperte sul nucleo terrestre
Prevedere i fenomeni sismici
Catastrofi naturali mappate
Oceani sotto i nostri piedi
L'Africa si spaccherà
La Terra inverte polarità
Coste italiane: una frana
Spostato l'asse terrestre
La normalità dei grandi terremoti
La forma delle stalattiti
Le geopatie
Le rift valleys del Tibet
Il grande Hum
Deriva dei continenti
Vostok, due laghi in uno
Il progetto Envirad
Studiare i vulcani
Il nucleo della Terra
Le eruzioni vulcaniche
Le vittime dei sismi
L'esplosione del Cambriano
La dinamica delle eruzioni
L'interno della Terra
Microbi in miniera
Crateri nella sabbia
Inclinazione dell'asse terrestre
Il piombo nel terreno
L'Himalaya si innalza
Rumbling Falls Cave
Machu Picchu sta scivolando...
Il centro della Terra
La pietra più amata dai Faraoni
Fiumi e terremoti
L'eruzione del monte Pinatubo
Etna: nuove eruzioni in arrivo
Le placche continentali
Il ghiaccio amorfo
Atlantide si chiama Sardegna
Attenzione alle piogge
Il vulcano Mauna Loa
I movimenti delle zolle
Acqua che scorre al contrario
Da dove viene l'oro africano
Il clima per prevedere le eruzioni
Il fiume rosso
Vulcani in agguato
Un fiume di lava
Terremoti mappati
La terra muta la polarità
La pietra più amata dai Faraoni
La pietra più amata dai Faraoni


a cura del CNR

Che cosa c’è di più affascinante dello sfavillio di uno smeraldo? La sua stessa luce, dono della terra ed esaltazione dell’uomo, fredda, impunemente arrogante, parla di potenza, di ricchezza, di forza. Questa pietra, come le altre preziose - il diamante, il rubino, lo zaffiro - ci arriva da milioni di anni fa, quando i vari componenti naturali hanno cominciato ad aggregarsi nelle viscere della terra. Miniere di pietre preziose si trovano in Africa, in America del Sud, in Asia ed in Russia. E in tutti e cinque i continenti quelle di smeraldo la, pietra verde”, appartenente al gruppo del berillo, minerale famoso per le sue molteplici varietà gemmifere quali lo smeraldo appunto, l’acquamarina (blu), l’eliodoro (giallo), la morganite (rosa) e il berillo incolore.

Lo smeraldo deve la sua caratteristica colorazione alla presenza del cromo e del vanadio che, unita alla sua rarità, lo rendono una delle pietre preziose più appetibili subito dopo il diamante. La magia del suo colore fin dai tempi più antichi ha ammaliato i potenti: per fare un esempio, se non abbiamo prove che l’estrazione degli smeraldi in Egitto risalga a 3000 anni a.C., è però probabile che sia iniziata intorno al 1500 a.C. durante il regno del Faraone Thutmosis III per arrivare al massimo splendore ai tempi di Alessandro il Grande e della regina Cleopatra, che pare avesse l’abitudine di offrire ai dignitari in visita una sua immagine incisa su uno smeraldo. Smeraldi egiziani venivano anche montati sui gioielli della Roma imperiale secondo quanto evidenziato da ritrovamenti a Roma e nell’area vesuviana.

        

Della provenienza geografica degli smeraldi archeologici che decorano gioiellerie antiche si occupa una Unità Operativa del Progetto Finalizzato “Beni Culturali” del CNR, attiva presso la Sezione di Roma dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR di Pisa, di cui è responsabile il dr. Carlo Aurisicchio. Attraverso l’uso di tecniche non distruttive quali le analisi gemmologiche, la microscopia (SEM), la microanalisi elettronica (EMPA) e la microspettrofotometria dell’infrarosso (Micro-FTIR) si possono ricavare parametri utili alla caratterizzazione delle diverse miniere d’origine. Tali ricerche affiancano gli studi storico-archeologici tendenti ad individuare le vie di comunicazione e/o commerciali utilizzate nelle varie epoche per l’approvvigionamento di tali merci.

Autore: Isabella Vannutelli
Fonte: Carlo Aurisicchio
Sezione di Roma dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR, Pisa
Phone: +39 06/4463731
Mobil: +39 347/8233218
E-mail: carlo.aurisicchio@uniroma1.it




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (12-04-2003:12:53)  EDIT ARTICLE Nr. 6350  


Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione


Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 2.1925)