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Geologia

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Attenzione alle piogge
Attenzione alle piogge


a cura del CNR

15.000 eventi catastrofici solo nel ventesimo secolo impongono all’Italia di tenere sotto continuo monitoraggio il territorio, osservando i livelli dei corsi d’acqua e delle precipitazioni, e alcune grandezze meteorologiche. A fornire questa raccomandazione, a pochi giorni dal terremoto del Molise, è il Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche (GNDCI-CNR), riunitosi oggi a Roma, che avverte: per evitare il peggio occorre un preallarme tempestivo.

È necessario arrivare ad un allarme tempestivo dell’ordine delle 24 ore per attivare tutti gli interventi opportuni a prevenire i danni in caso di rischio idrogeologico, dalle inondazioni agli smottamenti. Ma per farlo è indispensabile poter contare su una struttura di monitoraggio molto efficace (strumentale e di presidio territoriale) e su una popolazione preparata: una rete che l’avvento della stagione delle grandi piogge rende quanto mai indispensabile nel nostro Paese, che solo nel ventesimo secolo ha subito oltre 15.000 eventi catastrofici.

A fare un bilancio della situazione idrogeologica dell’Italia, a pochi giorni dal terremoto che ha devastato il Molise, è il Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche, riunitosi oggi a Roma presso il CNR: "Attualmente – spiega il Presidente del Gruppo Lucio Ubertini – possediamo validi strumenti per poter predire tempestivamente gli eventi dannosi, ma manca un coordinamento unitario a livello centrale. Occorre quindi mettere Comuni e Regioni, a cui spetta la responsabilità primaria, nelle condizioni di operare al meglio. La copertura di tutto il territorio nazionale tramite una rete radar meteorologica, che il Dipartimento della Protezione Civile sta attuando con il contributo del GNDCI e dell’Aeronautica Militare, rappresenta allora un passo fondamentale".

Quello della prevenzione è il vero elemento di salvaguardia dai grandi rischi, reso possibile solo ed esclusivamente da un’accurata raccolta ed analisi dei dati idrometeorologici in tempo reale (grandezze idrometriche e pluviometriche, profili di vento, temperatura, ecc. rilevabili attraverso diversi strumenti, tra cui i radar meteorologici). Che serve soprattutto a individuare, valutare e gestire i possibili effetti al suolo degli eventi estremi sulle aree già riconosciute a rischio di inondazione e di quelle più suscettibili al dissesto idrogeologico. Operazione che, appena le informazioni disponibili saranno immesse nel nuovo sistema dei Centri Funzionali, dovrebbe essere realizzata a partire dal 2003 in tutte le Regioni.

"Occorre tuttavia – sottolinea Ubertini – che il Governo consideri la difesa da eventi idraulico-geologici come un problema di assoluta priorità per il Paese, che vari un piano nazionale per la messa in sicurezza delle aree a rischio di inondazione e che valorizzi al massimo la grande competenza degli scienziati italiani, e in particolare di quelli del CNR, nel settore delle scienze geologiche e idrologiche".

Per ulteriori informazioni:

Lucio Ubertini
Mobil: +39 329-4104412




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