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Il grembo primordiale
Il grembo primordiale


di: Alessio Mannucci

La geochimica Lynda Williams e suoi colleghi della Arizona State University hanno scoperto che certi minerali argillosi in particolari condizioni nel fondo degli oceani potrebbero aver agito come incubatori per le prime molecole organiche apparse sulla Terra. La ricerca suggerisce dunque che alcuni dei materiali fondamentali per l'origine della vita sul nostro pianeta si siano generati nelle profondità marine.

La Williams e il suo team hanno studiato le condizioni dei venti idrotermali lungo le linee in cui la crosta terrestre converge sul livello dell'oceano. I venti sono fenditure nel livello delle acque surriscaldano le acque super-calde come un vulcano sottomarino. I ricercatori sapevano che a temperatura e pressione sufficientemente alte le emanazioni vulcaniche possono produrre composti chimici come il metanolo. Quello che non sapevano era che il metanolo può sopravvivere a temperature molto elevate dai 300 ai 400 gradi Celsius.

“Questo ci è apparso subito strano”, ha detto la Williams, “ci siamo chiesti allora che cosa lo proteggesse a tali temperature. La risposta era nei comuni minerali argillosi”.

La Williams ha ipotizzato che l'argilla che circonda i venti idrotermali sia potuta servire come “grembo primordiale” per le molecole neonate proteggendole con i suoi strati minerali. Il team ha così simulato le stesse condizioni monitorando per sei settimane le reazioni di argilla e metanolo, scoprendo che non solo l'argilla protegge il metanolo ma anche che facilita le reazioni che formano composti chimici più complessi, ovvero nuovo materiale organico.

La scienza ha teorizzato che diverse molecole organiche protette dall'argilla potrebbero eventualmente essere state espulse dal grembo in un ambiente più ospitabile favorevole alla formazione della “zuppa” organica primordiale. “Ciò che rende particolarmente eccitante la nostra scoperta è che le condizioni che abbiamo sperimentato si accordano con le migliori stime delle più semplici condizioni necessarie all'origine della vita”, ha detto ancora la Williams, “sappiamo ora con certezza che se esistono le giuste condizioni e i giusti ingredienti chimici i comuni minerali argillosi possono aiutare la produzione di bio-molecole organiche”.

Inoltre, siccome le reazioni simulate dall'esperimento in teoria possono trovarsi dovunque esista attività vulcanica, non si può escludere l'ipotesi che la vita si sia prodotta anche su altri pianeti in cui si è formata l'acqua e una attività vulcanica (tipo Marte, ndr).

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

Arizona State University

E-mail: Alessio Mannucci




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