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Genomica

Informazioni genetiche...
Dipendenza da cocaina
Scoperte sul DNA in Russia
La poligamia e la monogamia
Il prometeo postmoderno
Sequenziato il DNA femminile
Sequenziato il batterio killer
Progetto 1000 genomi
Biologia sintetica 7
Commercio di embrioni
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L'insetto killer
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Metagenomica
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Gene targeting
Il mito del D.N.A.
Quando i geni sbagliano posto
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Esperimenti chimerici 5
Ottenuto il genoma della vite
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Esperimenti chimerici 4
Mercanti di immortalità
Uova e sperma artificiali 3
Evoluzione sistemica 2
Pecora al 15 per cento umana
Riso con geni umani 2
Riso con geni umani
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Esperimenti chimerici 3
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Biologia sintetica (parte IV)
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Evoluzione sistemica
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The original mix
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Tree of life project
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Il DNA di Silicibacter pomeroyi
Il genoma del gallo
Sequenziato Cryptosporidium
Il genoma mancante
Topi geneticamente modificati
Topi geneticamente modificati


di: Alessio Mannucci

Un'equipe di biochimici e biofisici giapponesi, guidata dal professor Hitoshi Sakano, ha creato un topo geneticamente modificato privo dell'olfatto, che non riconosce i propri nemici, identificando e disattivando alcuni recettori nella narice. Il gruppo di roditori modificati, dunque, non ha paura dei gatti.

Ma perché mai fare un simile esperimento ? Secondo gli scienziati, servirà a capire come il cervello interpreta le informazioni. Già, perché tra il cervello di un topo e quello di un essere umano non c'è poi tutta questa differenza... “Il sistema olfattivo principale dei topi”, hanno spiegato i Frankenstein giapponesi, “è composto da due circuiti: uno che fornisce una risposta innata agli odori e l'altro che si basa sulla interpretazione e associazione degli odori mediante l'apprendimento. È probabile che la paura innata come risposta ad uno stimolo sia geneticamente programmata nel sistema neuronale”.

Ma avranno mai sentito parlare di evoluzione e adattamento ? Ma se un topo ha biologicamente paura del gatto, un motivo ci sarà, no ? È evidente che lo scopo di questi esperimenti è volto alla riprogrammazione genetica. Si pensa cioè l'essere vivente come un qualcosa di smontabile e rimontabile, fatto di parti, e non come un tutto, parte della natura, ma come un qualcosa di indipendente, a sé, un mero oggetto. Che poi diventa merce. E così si alterano radicalmente quei delicati processi naturali che in miliardi di anni di evoluzione hanno prodotto le specie attualmente in via di estinzione, compreso l'uomo.

Scienziati americani della Case Western Reserve University di Cleveland, in Ohio, hanno invece fatto nascere circa cinquecento “super-topi”, geneticamente modificati, in grado di correre per venti metri al minuto senza stancarsi, vivere più a lungo dei propri simili, e mangiare più del doppio senza ingrassare. L'alterazione genetica di un gene coinvolto nel metabolismo del glucosio sembra essere alla base della capacità del topo di non ingrassare e della maggiore resistenza alla fatica. “Per ottenere l'energia necessaria a compiere tali sforzi, i super-topi bruciano prevalentemente acidi grassi e producono quantità limitate di acido lattico. Sono dieci volte più attivi dei topi comuni già dopo poche settimane di vita e vivono più a lungo, superando i tre anni d'età. Per contro, mangiano il doppio e pesano la metà e sono molto più aggressivi, ma non sappiamo ancora spiegarcene il motivo” (i risultati sono stati pubblicati sulle pagine del Journal of Biological Chemistry).

Richard Hanson, il D. Frankenstein che ha guidato lo studio coordinando il lavoro di 15 ricercatori, spiega che “le potenzialità fisiche del super-topo possono essere paragonate solo a quelle di atleti come Lance Armstrong, che ha vinto il Tour de France per sei anni consecutivi, dal 1999 al 2005” (in effetti il doping assomiglia molto in linea di pensiero alla manipolazione eugenetica, ndr).

Il primo esemplare, chiamato “Mighty Mouse”, è stato creato quattro anni fa iniettando un'alta percentuale di un enzima, il “phosphonenolpyruvate carboxykinase” (PEPCK-C), in un embrione di topo. Attualmente, gli animali “prodotti”, con questo procedimento sono oltre cinquecento. Gli scienziati spiegano che l'obiettivo dell'esperimento non è quello di creare dei “superuomini” in laboratorio, ma ammettono che secondo loro una modificazione simile sarebbe possibile, almeno in teoria, anche sul genoma umano. Tuttavia, precisa il professor Hanson, “sarebbe mostruoso e innaturale, completamente sbagliato”. Sul topo invece è cosa buona e giusta. In ogni caso, le compagnie farmaceutiche potrebbero utilizzare i risultati della ricerca per sviluppare nuove droghe inframuscolari, che porterebbero sollievo a certe categorie di malati. Il rischio, aggiunge il professore, è che lo stesso uso lo facciano anche gli atleti. Anche se, dice Hanson, “per il momento è impossibile inserire un gene in un muscolo”.

Nel 2004, il gruppo di ricerca di Jean C. Shih, della University of South California, creò, generando casualmente una mutazione spontanea, un topo geneticamente manipolato privo di due isoenzimi, MAO A e MAO B, che sono stati associati a un comportamento criminale violento e al morbo di Parkinson. Si decise di usarlo come modello per lo studio dei ruoli specifici di questi neurotrasmettitori e dei loro recettori nei disturbi collegati all'ansia e allo stress. Gli isoenzimi monoamino-ossidasi MAO A e MAO B sono coinvolti nella disgregazione dei neurotrasmettitori: una quantità superiore o inferiore al normale di questi isoenzimi può provocare comportamenti violenti. Gli psichiatri usano spesso inibitori di MAO A in qualità di antidepressivi e inibitori di MAO B nella cura del morbo di Parkinson.

Il pericolo, reale, concreto, è che queste modificazioni genetiche generino delle mutazioni incontrollabili, che tendono a riprodursi, che potrebbero porre gravi minacce all'ambiente e alla salute.

La domanda è: è legale tutto ciò ? Perché questi atti criminali sono consentiti e non sono puniti ?

In molti Paesi del mondo esiste un quadro di riferimento normativo che regola il settore OGM proprio per garantire la biosicurezza, ovvero i livelli di sicurezza ambientale, della salute umana e di quella animale. I principi legislativi di riferimento a livello internazionale in tema di biosicurezza sono contenuti all'interno del Protocollo di Cartagena.

Esiste poi una legge federale. del 9 marzo 1978, 1° luglio 1981, sulla protezione degli animali (LPDA).

Art. 7b Obbligo di autorizzazione per animali geneticamente modificati.

1 La produzione, l'allevamento, la custodia, il commercio e l'utilizzazione di animali geneticamente modificati necessitano ciascuno di un'autorizzazione cantonale. La procedura d'autorizzazione è retta dalle disposizioni concernenti gli esperimenti sugli animali e dalla legge del 21 marzo 2003 sull'ingegneria genetica.

2 Il Consiglio federale, sentite le cerchie interessate, la Commissione federale d'etica per la biotecnologia nel settore non umano, la Commissione federale per la sicurezza biologica e la Commissione federale per gli esperimenti sugli animali (art. 19), stabilisce criteri per la ponderazione degli interessi in riferimento alla produzione, all'allevamento, alla custodia, al commercio e all'utilizzazione di animali geneticamente modificati.

3 Il Consiglio federale può prevedere deroghe all'obbligo d’autorizzazione o semplificazioni nella procedura d'autorizzazione, segnatamente quando è accertato che la produzione o l'allevamento non provoca negli animali dolori, sofferenze, lesioni o disturbi del comportamento e quando è altrimenti tenuta in considerazione la dignità della creatura.

Con la legge sull'ingegneria genetica, in vigore dal 1º gennaio 2004, e la conseguente modifica della legge sulla protezione dell'ambiente, il Parlamento ha fissato nuove e più severe basi giuridiche per l'utilizzazione di OGM. Per poter essere attuate, tali disposizioni vanno ora concretizzate, in particolare mediante la modifica dell'ordinanza sull'emissione deliberata nell'ambiente.

Le nuove basi giuridiche prevedono requisiti più rigorosi per le emissioni sperimentali e la messa in commercio di OGM, siano essi piante o animali. In particolare, si vuole regolamentare anche le cosiddette specie vegetali e animali invasive o “allogene” (esotiche o “aliene”), che possono sostituirsi a quelle indigene.

Ecco le novità più importanti introdotte nell'OEDA:

Emissioni sperimentali: l'emissione deliberata di organismi geneticamente modificati o patogeni dovrà essere motivata. Sarà inoltre necessario descrivere le eventuali nuove conoscenze acquisite in materia di biosicurezza e analizzare il possibile rischio di danneggiamento delle colture vicine.

Messa in commercio: in caso di emissione di organismi geneticamente modificati (OGM), occorrerà valutare l'eventuale danneggiamento delle colture vicine, il rispetto della dignità della creatura e la garanzia della responsabilità civile.

Andrà inoltre effettuata una sorveglianza a lungo termine che dovrà comprendere i seguenti elementi:

- notifica obbligatoria delle emissioni di OGM nell'ambiente;

- rilevamenti per valutare la presenza di OGM e altri organismi nell'ambiente;

- monitoraggio delle possibili conseguenze ambientali dell'utilizzazione di determinati organismi (geneticamente modificati, invasivi e di altro tipo).

La moratoria di cinque anni attualmente in vigore vieta l'impiego diretto di OGM nell'ambiente. Continueranno invece ad essere ammesse le importazioni di derrate alimentari e di alimenti per animali contenenti tali organismi.

Piante e animali invasivi: per non favorirne l'ulteriore diffusione, sarà vietato qualsiasi impiego di determinate specie invasive, come ad esempio la vendita come piante ornamentali (ad es. il Poligono del Giappone) o l'utilizzazione come antiparassitari (ad es. la coccinella asiatica). Tali specie, infatti, non solo compromettono la diversità biologica, ma possono anche costituire un pericolo per l'uomo, gli animali e l'ambiente e causare danni economici. La lotta alle specie vegetali e animali invasive spetta ai Cantoni, che possono attuarla informando le cerchie interessate (aziende che operano nel settore del giardinaggio e della lotta antiparassitaria biologica) e la collettività, impiegando mezzi meccanici, chimici o termici e gestendo in modo adeguato la vegetazione (ad es. pascolamento).

Come la legge sull'ingegneria genetica, anche l'ordinanza sull'emissione deliberata nell'ambiente si prefigge quattro obiettivi di protezione:

1 protezione della salute dell'uomo, degli animali e dell'ambiente, evitando in particolare i pericoli derivanti da sostanze tossiche o allergeniche contenute negli organismi;

2 salvaguardia della diversità biologica e della sua utilizzazione sostenibile, impedendo in particolare la propagazione degli organismi o la trasmissione alla flora o alla fauna selvatiche delle nuove proprietà riconducibili alla modifica genetica;

3 protezione della produzione senza OGM e garanzia della libertà di scelta dei consumatori, evitando in particolare che, sul terreno (attraverso il flusso di polline) o dopo la raccolta (a causa dell'impiego apparecchi contaminati), gli OGM si mescolino agli organismi non geneticamente modificati;

4 tutela della dignità della creatura nelle specie animali e vegetali, vietando in particolare l'impiego di animali e piante le cui proprietà e funzioni specifiche sono state fortemente compromesse in seguito a modifiche genetiche.

Nella sua seduta del 16 febbraio 2007, la Commissione Europea ha discussi l'iniziativa parlamentare, depositata il 5 ottobre 2006 dalla consigliera nazionale Maya Graf, che chiedeva di completare la legge sulla protezione degli animali con un articolo che vieti l'impiego di scimmie antropoidi per esperimenti che causano disagi e con un altro articolo che limiti in ampia misura l'impiego degli altri primati in esperimenti su animali.

Con 12 voti contro 8 e nessuna astensione, la Commissione propone di non dare seguito alla presente iniziativa parlamentare. Una minoranza della Commissione (Genner, Bruderer, Galladé, Graf Maya, Marty Källin, Savary Géraldine, Stump, Widmer Hans) propone di darvi seguito.

Data articolo: novembre 2007

Link correlati all'articolo:

Bio-insicurezza

University of South California

Case Western Reserve University

Confederazione Svizzera - RS 814.911 Ordinanza del 25 agosto 1999

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E-mail: Alessio Mannucci




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