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Riso con geni umani
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Biologia sintetica (parte VI)
Biologia sintetica (parte VI)


di: Alessio Mannucci

Il bio-pirata J. Craig Venter vuole registrare all'ufficio brevetti americano un metodo per la creazione del primo organismo artificiale. La richiesta del J. Craig Venter Institute, il laboratorio creato da Venter dopo essere stato sbattuto fuori dalla Celera Genomics, da lui stesso fondata, riguarda la proprietà esclusiva di un certo set di geni e del relativo “organismo non parassitario capace di crescere e replicarsi”.

Rimuovendo uno alla volta i geni del batterio Mycoplasma genitalium, Venter e il suo staff sono riusciti a identificare il numero minimo essenziale dei geni, 381 su 482 totali, necessarie affinché esso sia in grado di riprodursi e vivere in un ambiente controllato. L'obiettivo, in sostanza, è sintetizzare in laboratorio questi geni, inserirli su un cromosoma artificiale e quindi iniettarli in un Mycoplasma privato del suo DNA. E vedere così se la cosa funziona. Se il batterio artificiale così ottenuto continuerà a vivere, verrà allora modificato in modo da intervenire sull'ambiente. Ad esempio, inserendo un gene per fargli assorbire l'anidride carbonica che scarichiamo nell'atmosfera al ritmo di tre miliardi di tonnellate all'anno bruciando i materiali fossili. O magari, per fargli produrre idrogeno, impiegabile come combustibile pulito.

Venter punta a fare affari con la vita: una prospettiva che, secondo il gruppo ambientalista canadese ETC Group , potrebbe innescare un “Virus di Pandora”. Secondo l'associazione, che ha ribattezzato il nuovo microrganismo “Synthia”, è necessario agire ora e subito, prima che il brevetto venga approvato e cominci una gara commerciale per sintetizzare e privatizzare le forme di vita artificiali. L'ETC Group lamenta, in particolare, che non venga dato modo all'opinione pubblica di dibattere adeguatamente sulle problematiche della vita artificiale e sulle sue “profonde implicazioni sociali, etiche ed ambientali”.

Venter, dal canto suo, sostiene, come al solito, che il lavoro che sta facendo sarà in grado di portare vantaggi sostanziali all'umanità intera, tipo batteri in grado di “mangiare” i gas serra e quindi ridurre a zero l'inquinamento ambientale o di generare biocombustibili come l'etanolo e l'idrogeno che non inquinino l'aria. “È pura speculazione propagandistica”, dice Jim Thomas dell'ETC Group, “lo stesso microbo ridotto al minimo di geni potrebbe anche essere utilizzato come un'arma biologica di distruzione di massa”. “I biologi sintetici hanno già assemblato un virus sintetico usando la sequenza genetica del polio”, dice Silvia Ribeiro dell'ETC Group, “dichiarano che le forme di vita sintetiche risolveranno il problema dei cambiamenti climatici solo per nascondere i timori che possano venire usate come armi biologiche”.

La compagnia biotech Codon Devices di Cambridge (Massachussets) è specializzata in ingegneria genetica: produce catene di DNA su ordinazione. “Nei prossimi anni”, dice George Church, professore di genetica ad Harward tra i fondatori della Codon, “si potranno avere cellule ingegnerizzate a buon mercato, per il trasporto di nanomedicine (farmacogenomica), per la creazione di sensori cellulari, per la creazione delle più svariate nanostrutture”. Secondo gli esperti del settore, il mercato della biologia sintetica è in procinto di esplodere, dopo lìenerme quantità di DNA sequenziati in questi anni. “Quando succederà”, dice John Danner, presidente della Codon, “cambierà profondamente la biotecnologia”.

La Codon ha creato una catena di DNA umano sintetico che contiene diversi geni utilizzati per sintetizzare composti farmaceutici. La catena è stata ordinata da Microbia, un'altra compagnia biotech sempre di Cambridge che stà creando microbi per produrre delle speciali sostanze chimiche. “Al momento i costi sono ancora tropp elevati”, dice Chris Voigt, biologo sintetico della University of San Francisco. La Codon, fiduciosa che presto i costi scenderanno, ha in progetto di modificare il DNA di alcuni enzimi che potranno essere usati in alcuni processi industriali, come ad esempio i cellulasi, una famiglia di enzimi che rompe i legami della cellulosa nelle piante e che se reso più efficiente può produrre etanolo cellulosico, un bioetanolo che può essere ricavato a partire da biomasse di tipo cellulosico, ovvero dalla gran parte dei prodotti o sottoprodotti delle coltivazioni, riducendo così i costi di produzione. “Possiamo prendere la sequenza gentica dell'enzima”, dice Briqan Baynes, co-fondatore della Codon, “usare il programma di un computer per visualizzare le possibilità di ottimizzare la sequenza, scegliere tra un milione di differenti versioni e poi fare dei test”.

Allo stesso modo, si possono sviluppare farmaci a base di proteine che colpisono solo determinati target oppure che spezzano più efficentemente le tossine nel sangue. “I biologi molecolari assomiglieranno sempre più a degli ingegneri”, sentenzia Danner.

Data articolo: giugno 2007
Fonti: PI, ETC Group, Technology Review

Istituzioni scientifiche citate e correlate nell'articolo:

ETC Group

Biosingularity

J. Craig Venter Institute

Codon Devices, the Constructive Biology company

Microbia: Creating and Developing Innovative Human Medicines

Altri articoli correlati:

The original mix 2

Biologia open source

Evoluzione sintetica

Artificial virus (update)

Biopunk 3, invasione molecolare

E-mail: Alessio Mannucci




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