COPERTINA
Broccoli amici dei polmoni - 43470 -3-3
 <<SCIENZA>>   TECNOLOGIA   ASTRONOMIA   SALUTE   ECOLOGIA   VARIE   POSTA 
  Archeologia   |   Batteri   |   Botanica   |   Comunicazione   |   Epidemie   |   Fauna   |   Fisica   |   Geologia   |   Genomica   |   Insetti   |   Materiali   |   Pianeta sommerso   |   Ricerche   |   Scienza eretica   |   Storia   |   Ufologia   |   Volatili   |

Genomica

Informazioni genetiche...
Dipendenza da cocaina
Scoperte sul DNA in Russia
La poligamia e la monogamia
Il prometeo postmoderno
Sequenziato il DNA femminile
Sequenziato il batterio killer
Progetto 1000 genomi
Biologia sintetica 7
Commercio di embrioni
Mercanti di Immortalità 2
Invasione molecolare 2
La rottura dei cromosomi
L'insetto killer
Back-up del codice genetico
Il movimento del Karakorum
Metagenomica
Progetto protocellula
Il secolo del gene
Commercio genomico
Discriminazione genetica
Topi geneticamente modificati
Gatti geneticamente modificati
Gene targeting
Il mito del D.N.A.
Quando i geni sbagliano posto
Il codice nascosto
Esperimenti chimerici 5
Ottenuto il genoma della vite
Regolazione genetica
DNA come un'antenna biologica
Algoritmi genetici (configurazione)
Biologia sintetica (parte VI)
Topi insensibili alla cocaina
Evoluzione sintetica
The original mix 2
Esperimenti chimerici 4
Mercanti di immortalità
Uova e sperma artificiali 3
Evoluzione sistemica 2
Pecora al 15 per cento umana
Riso con geni umani 2
Riso con geni umani
Embrioni geneticamente modificati
Esperimenti chimerici 3
Biologia sintetica (parte V)
Biologia sintetica (parte IV)
Brevetti genetici
Evoluzione sistemica
Il silenzio è d’oro
La chimera non è più una chimera
Nano virus
Neanderthal Genome Project
The original mix
Biologia sintetica (parte III)
Il dna è mobile
Tree of life project II
Tree of life project
Mappato il tralcio d'uva
Alieni terrestri II
Albero genealogico dei felini
Electronic babies
Uova e sperma artificiali
Designer babies
Plan for engineered...
Sens program
Alieni terrestri
Geni, uno su 5 appartiene agli Usa
Recombinomica
Analisi multi-genomiche
Air genome project
The Protein Grid
Potere ai retrotrasposoni
Il DNA di Silicibacter pomeroyi
Il genoma del gallo
Sequenziato Cryptosporidium
Il genoma mancante
Il dna è mobile
Il dna è mobile


di: Alessio Mannucci

L'UOMO-PESCE

Le copie ripetute di un piccolo segmento di DNA nel genoma di un pesce primitivo potrebbero essere state cruciali nella transizione degli antichi animali dal mare alla terra, e, successivamente, anche in cambiamenti evolutivi chiave nei vertebrati terrestri. “La scoperta che elementi di DNA copiati, conosciuti come retroposoni, possano essere stati un importante fonte di innovazioni evoluzionarie è sconcertante”, ha dichiarato il direttore della ricerca David Haussler dell' Howard Hughes Medical Institute, “bisogna vedere ora se si tratta di un caso speciale o se è la punta di un iceberg”.

Una descrizione dettagliata della ricerca è apparsa sul numero di maggio di “Nature”.

Haussler e i suoi colleghi sono giunti alla scoperta attraverso il loro lavoro sugli “elementi ultraconservati”, segmenti di DNA formati da centinaia di nucleotidi che sono quasi esattamente gli stessi in un'ampia varietà di organismi vertebrati. Haussler e Gill Bejerano hanno scoperto tali elementi nel 2003, e da allora li hanno studiati a fondo.

Si sono accorti, ad un certo punto, che copie quasi esatte di queste sequenze erano presenti in anfibi, uccelli e mammiferi, il che indica una importante funzione. “Le abbiamo riscontrate in ogni specie provvista di genoma, dalle rane agli umani”, dice Bejerano.

Quando i due ricercatori hanno comparato gli elementi ultraconservati umani con tutte le sequenze di DNA presenti nel database genetico GenBank, la corrispondenza più vicina è risultato il DNA del coelacanth - un antico pesce che si riteneva estinto milioni di anni fa finché, nel 1938, non fu “catturato” un esemplare ancora vivo nella costa est del Sudafrica.

Il coelacanth discende da un antico organismo marino da cui sono derivati i primi vertebrati terrestri, più di 360 milioni di anni fa. Solleva dunque un certo scalpore venire a sapere che, nonostante gli umani siano separati dal coelacanth da centinaia di milioni di anni di evoluzione, i due organismi condividano delle sequenze “critiche” di DNA.

È la prova che l'uomo non deriva dalle scimmie (almeno non solo) ?

Nel coelacanth, i segmenti ultraconservati sono prodotti da un retroposone conosciuto come SINE (Short Interspersed Repetitive Element), ovvero, un pezzo di DNA che può fare copie di sé stesso e inserire queste copie da qualche parte nel genoma di un organismo. Haussler e il suo gruppo lo hanno chiamato LF-SINE, dove LF sta per Lobe-Finned Fishes, ovvero, il gruppo di pesci da cui derivano sia il coelacanth che i vertebrati terrestri.

L'LF-SINE è stato dunque molto attivo nella linea evoluzionaria che ha portato ai vertebrati terrestri, molto meno attivo successivamente.

Gli umani hanno 245 copie, riconoscibili, dell'LF-SINE, la maggior parte delle quali risalenti a prima dell'origine dei mammiferi. Nel genoma del coelacanth, invece, dove l'LF-SINE è rimasto attivo, si stima che siano presenti centinaia di migliaia di copie della sequenza.

Alcune delle copie sparse nel genoma dei vertebrati, secondo lo studio di Haussler e compagnia, contengono parti che codificano le proteine, il chè suggerisce che abbiano ancora una funzione importante nella regolazione genica. Quando Bejerano ha analizzato le locazioni di queste copie, ha scoperto che tendono a posizionarsi vicino ai geni che controllano lo sviluppo del cervello.

IL DNA È MOBILE

Tutto questo riporta alla scoperta degli elementi di DNA mobile, risalente al 1950: all'epoca, Barbara McClintock suggerì che tali elementi avrebbero potuto giocare un ruolo chiave nella regolazione dei geni. L'ipotesi fu poi sviluppata da Roy Britten e Eric Davidson intorno al 1970, quando si scoprì che più di metà del genoma umano consiste di residui di elementi mobili. Anche se il meccanismo del processo rimaneva del tutto oscuro.

Il lavoro di Haussler e colleghi fornisce dunque la prima evidenza diretta che gli elementi mobili come i SINE, perfino a distanza di centinaia di milioni di anni, possono adattarsi a servire come importanti elementi regolatori nelle loro nuove locazioni. “Quando attivi un gene in un nuovo contesto”, dice Bejerano, “ottieni processi che prima non accadevano”.

Le prove fornite dai risultati del lavoro di Haussler vanno così a supportare l'ipotesi che i movimenti dei retroposoni possano generare cambiamenti evoluzionari aggiungendo ai geni nuovi moduli regolatori. Altri laboratori hanno trovato la prova di simili elementi mobili che hanno modificato la regolazione genica. “C'è ancora un enorme quantità di materia oscura nel DNA”, ha concluso Haussler.

Fonte: Space Daily / 4 maggio 2006

Istituzioni scientifiche citate e correlate all'articolo:

Howard Hughes Medical Institute

Altri articoli correlati:

Potere ai retrotrasposoni

Bioinformatica e Junk DNA

DNA cosmico

E-mail: Alessio Mannucci




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (21-05-2006:15:47)  EDIT ARTICLE Nr. 24195  



Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione


Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 0.3565)