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Genomica

Informazioni genetiche...
Dipendenza da cocaina
Scoperte sul DNA in Russia
La poligamia e la monogamia
Il prometeo postmoderno
Sequenziato il DNA femminile
Sequenziato il batterio killer
Progetto 1000 genomi
Biologia sintetica 7
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Il mito del D.N.A.
Quando i geni sbagliano posto
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Ottenuto il genoma della vite
Regolazione genetica
DNA come un'antenna biologica
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Evoluzione sintetica
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Esperimenti chimerici 4
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Riso con geni umani 2
Riso con geni umani
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Evoluzione sistemica
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The original mix
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Il genoma mancante
Il mito del D.N.A.
Il mito del D.N.A.


di: Zret

L'azzimato Rutelli si è pronunciato a favore della creazione di una banca genetica contenente il D.N.A. dei carcerati e di persone indagate a vario titolo. Il tutto, come è ovvio, nel nome della “sicurezza” e col beneplacito del garante per la protezione dei dati personali. L'orrida idea, nata sotto il segno del controllo più mostruoso ed invadente eretto a sistema, rispecchia un'analoga diabolica iniziativa attuata nel Regno Unito e che porterà alla schedatura genetica di milioni di sudditi britannici. Non occorre ricordare che quello della sicurezza e della possibilità di individuare assassini, è solo un pretesto: ai potenti non cale uno iota di assicurare alla giustizia i criminali più pericolosi, anzi più la delinquenza si diffonde, più essi sono certi che dilagherà la paura tra la popolazione, incline a rivendicare, contro i suoi stessi interessi e diritti, misure sempre più coercitive e liberticide.

Quello del D.N.A. è un mito, anzi una fola: non è vero che l'analisi delle tracce genetiche può condurre con certezza assoluta all'identificazione dell'autore di un delitto. I margini di errore sono notevoli, soprattutto se le tracce reperite sulla scena del crimine sono state aggredite dagli agenti atmosferici o se è passato del tempo da quando le tracce sono state lasciate. Eppure i media ed i vari R.I.S. vogliono che noi crediamo l’esame sia infallibile: ammesso e non concesso che i sedicenti nuclei investigativi sappiano indagare, resta il fatto che il D.N.A. non è la prova regina. Le analisi del materiale genetico devono essere accuratissime e non possono sostituire in toto altri riscontri.

In questi ultimi tempi, si tende a sopravvalutare il D.N.A.: è vero che è un'antenna biologica, in grado di ricevere e trasmettere informazioni; è anche plausibile che il D.N.A. silente abbia delle potenzialità quasi prodigiose, ma credere che esso coincida con l'anima, mi pare il risultato di una visione biologista, se non materialista. In alcuni settori pionieristici si specula sulla comparsa di una nuova elica in alcuni bambini delle ultime generazioni. Qualcuno opina che siano in atto cambiamenti genetici della specie homo sapiens sapiens (?), mutamenti che le élites tentano di ostacolare in ogni modo, in primis con le scie chimiche.

Sono ancora numerosi i misteri codificati nella doppia elica: veramente in origine le eliche erano dodici ? Esiste, però, il rischio di indietreggiare sino a Descartes che pensava di poter identificare l'anima nella ghiandola pineale. Si potrebbe semmai ipotizzare che il D.N.A. sia una sorta di manifestazione spazio-temporale, una specie di pro-iezione di un'essenza spirituale, essenza svincolata dalle coordinate cronotopiche, oppure un trait d'union tra una dimensione naturale-virtuale ed una ontologica. Mi pare significativo che, con ottusa e sospetta pervicacia, “scienziati” e folli fautori dell'immortalità ad ogni costo si ostinino a concentrasi sul genoma, aspirando ad una larvale e miserrima prosecuzione della vita, convinti che l'evoluzione sia un fatto esclusivamente biologico.

La vera evoluzione, ammesso che l'uomo possa progredire e non restare impantanato nelle velleità, è una conquista faticosa, ardua, tormentosa, costellata di sconfitte, umiliazioni ed arretramenti: è un'improba conquista spirituale.

Data articolo: ottobre 2007
Fonte: zret.blogspot.com




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