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Genomica

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Riso con geni umani
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Neanderthal Genome Project
Neanderthal Genome Project


di: Bruna Pelucchi

Neanderthal. Questo matrimonio non s’ha da fare !

Nuove evidenze genetiche confermano che Homo Neandethalensis ed H. Sapiens non si sarebbero mai incrociati.
(Rex Dalton, Neanderthal DNA yields to genome foray, 441, p260-1)

La prestigiosa rivista “Nature” riporta in uno dei suoi ultimi numeri il primo sequenziamento del DNA nucleare di un esemplare di Homo Neanderthalensis, una specie distinta dalla nostra, vissuta in Europa e nel vicino oriente tra 300.000 e 30.000 anni fa. Il risultato, ottenuto grazie ad una nuova tecnica di sequenziamento che può essere applicata con successo anche su campioni deteriorati dal tempo, rientra nel “Neanderthal Genome Project”.

Questo ambizioso progetto ha il preso il via due anni fa al Max Plank Insitute di Leipzig (Germania) sotto la guida del paleoantropologo Svante Pääbo ed ha al suo attivo l’analisi di una sessantina di campioni della specie. Del Neandherthal abbiamo un ritratto appena schizzato: sappiamo che costruiva utensili, seppelliva i propri morti, intagliava ossa per ottenerne dei flauti, soffriva di artrite ed aveva problemi allo smalto dei denti. L'analisi del DNA del Neanderthal consentirà di rispondere a questa e ad altre domande: di che colore era la sua pelle ? Poteva parlare ? Di quali altre malattie soffriva ? Ma soprattutto: Il sapiens ed il Neanderthal si sono mai accoppiati ?

Una volta compreso che il Neanderthal era una specie a sé, e non una sottospecie del Sapiens, ci si è a lungo chiesti se, durante la lunga convivenza delle due specie in Eurasia vi sia stato qualche tipo di ‘matrimonio misto’. I dati ottenuti dai paleontropologi tedeschi che hanno studiato il cromosoma Y, quello che determina il sesso maschile e che rappresenta l'eredità genetica paterna, sembrerebbero escluderlo. I destini evolutivi delle due specie si sarebbero separati circa 315000 anni fa ed in seguito vi sarebbe stato poco o nullo imbreeding. Ciò conferma i precedenti dati ottenuti sul DNA mitoocondriali, che si eredita solo dalla madre, tramite la cellula uovo.

L'approfondimento dello studio del genoma del Neanderthal è meno speculativo di quanto non si potrebbe immediatamente sospettare e potrebbe portare ad importanti progressi nelle neuroscienze mediche. Infatti, secondo J.Hardy, del prestigioso National Human Genome Research Institute, a Bethesda, Maryland, alcune malattie neurodegenerative ascrivibili ad alterazioni genetiche presenti prevalentemente nella popolazione europea, sarebbero in qualche modo correlate al passaggio di uno specifico gene dal Neanderthal al Sapiens, passaggio avvenuto appunto durante il loro periodo di convivenza in Europa.

Fonte: Nature / agosto 2006

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

National Human Genome Research Institute




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