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Uova e sperma artificiali
Uova e sperma artificiali


di: Alessio Mannucci

Tra le maggiori cause di sterilità maschile è la produzione di sperma debole oppure la totale assenza di sperma, mentre nelle donne di uova che si “rifiutano” di procreare (questo accade soprattuto in donne avanti con l'età o che sono state sottoposte a trattamenti anti-cancro). Da un po' di tempo a questa parte, gli scienziati stanno provando di ovviare artificialmente anche a questo problema.

In Francia, nel Regno Unito, a New York e in Giappone, si lavora nel tentativo di trasformare le cellule umane regolari in cellule ovarie. I maggiori ostacoli a questi esperimenti sono dati dal fatto che le cellule regolari hanno un complemento completo di cromosomi (due copie di ciascun cromosoma, cellule diploidi, ndr). Per diventare riproduttiva, una cellula deve rigettare metà dei suoi cromosomi e diventare aploide (il processo è chiamato “aploidizzazione”) in modo da ricevere l'altra metà dallo sperma e creare così un nuovo organismo. I ricercatori stanno dunque sperimentando metodi di “aploidizzazione artificiale”.

Nel 2001, il Dr. Gianpiero Palermo, del Weill Medical College alla Cornell University di New York, annunciava di aver creato artificialmente uova aploidi usando tecniche di clonazione: ha rimosso i nuclei di uova “donate”, ha inserito una cellula somatica presa da un paziente adulto e poi ha fertilizzato l'uovo con dello sperma. Il 52% delle uova così “ricostituite” sono state fertilizzate (il resto lo hanno buttato nel cesso, ndr).

Il problema è che durante lo sviluppo i cromosomi degli embrioni sono andati perduti. Nei più recenti esperimenti di Palermo (un cognome che la dice lunga, ndr) e del suo team, pubblicati lo scorso settembre (2005) da Reproducive Bio Medicine Online, le cellule blastomeres isolate dai cleaving embrioni hanno mostrato una distribuzione caotica di cromosomi. Praticamente, hanno combinato un casino.

Non contenti, hanno cambiato tattica inserendo nelle uova cellule staminali embrioniche invece di cellule adulte. Il mese scorso, al meeting annuale dell'American Sciety for Reproductive Medicine (un covo di neo-eugeneuti, ndr), svoltosi a Montreal, il team di Palermo ha detto che col nuovo approccio ,le cellule manipolate sono diventate, in effetti, sperma. E di aver ottenuto una seconda generazione di cellule staminali embrionali.

Allo stesso meeting, scienziati della University of Pennsylvania hanno annunciato di aver creato cellule ovarie da cellule staminali embrionali di topo trattate chimicamente. Presto, secondo Palermo, sarà possibile attraverso la clonazione terapeutica di fabbricare sperma e uova a volontà e curare definitivamente la sterilità (se poi nasceranno dei mostri transspeciali chi se ne frega, ndr). Anche il sempre più nutrito popolo omosessuale sarà servito.

Il Dr. Alan DeCherney, un pioniere della IVF, professore alla UCLA e editore della rivista Fertility and Sterilit, dice che si tratterà di poco più di 5 anni, e poi possiamo dire addio per sempre alla riproduzione naturale.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Weill Medical College

Reproductive BioMedicine Online

American Society for Reproductive Medicine

Fertility and Sterility

E-mail: Alessio Mannucci




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