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Lente sempre imperfetta
Lente sempre imperfetta


di: Donata Allegri

Kevin J. Webb, un professore di ingegneria università di Purdue e del Massachusetts Institute of Technology, assieme ad altri ricercatori ha dimostrato con analisi matematica rigorosa che non è possibile costruire una lente perfetta. Si potrebbe recuperare la perdita di una parte della luce che trasmette un'immagine mentre attraversa la lente, questa luce persa viene chiamata «luce evanescente», è il fenomeno denominato rifrazione e avviene quando onde elettromagnetiche, compresa la luce, vengono deviate un po' nel passare da un materiale in un altro; ogni materiale ha un proprio indice di rifrazione, i materiali naturali, quali vetro, aria ed acqua, hanno indici di rifrazione positivi.

Verso la fine degli anni 60, si chiesero che cosa accadrebbe se un materiale avesse un indice di rifrazione negativo e se si mettesse nell'interfaccia fra un un materiale con un indice positivo, un materiale con un indice negativo. Nel 2000, il ricercatore John Pendry all'università imperiale, Londra, ha ipotizzato che le lastre di tale materiale potrebbero essere usate per generare una lente perfetta però fino ad ora non è stato prodotto nessun materiale che abbia indici di rifrazione negativi per luce visibile.

Tuttavia Webb, dopo aver dimostrato che se al momento non è possibile costruire una lente perfetta, si può ottenere un sistema di imaging migliore. Una lente perfetta dovrebbe focalizzare la luce in un solo punto più stretto delle lenti convenzionali, rendendo possibile incidere circuiti elettronici più sottili e creare chip per computer più compatti e potenti. I risultati di questa ricerca sono stati riportati da Webb e da un suo allievo Ming-Chuan Yang , sulla rivista “Physical Review”.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Purdue University

Massachusetts Institute of Technology

Donata Allegri
E-mail: donata.allegri@ecplanet.com
Sito personale: Crocevia




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