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I benefici effetti dell'ortica - 42880 -5-6
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La fisica e San Francesco
La fisica e San Francesco


a cura del CNR-Istituto Nazionale per la Fisica della Materia

La fisica scopre i segreti di San Francesco

Il Laboratorio di tecniche nucleari per i beni culturali dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) svela che la tonaca di San Francesco custodita a Cortona è stata tessuta davvero negli anni in cui visse il patrono d’Italia. Mentre un'altra tonaca attribuita al Santo e conservata a Firenze è successiva di decine di anni alla morte di San Francesco. La prova viene da una tecnica che utilizza un acceleratore di particelle per misurare il carbonio 14.

La tonaca attribuita a San Francesco di Assisi conservata nella Chiesa di S.Francesco a Cortona (Arezzo) è compatibile con la vita del Santo. Quella custodita in Santa Croce a Firenze, al contrario, è successiva alla sua morte. Le misure del carbonio 14, che permette di datare l'epoca di un reperto, dimostrano che la tonaca di Santa Croce risale a un periodo compreso tra gli ultimi anni del XIII secolo e gli ultimi del XIV. Il saio, dunque, non poteva appartenere al poverello d’Assisi morto nel 1226. Queste e altre scoperte sono state possibili grazie alle analisi condotte sulle reliquie con l'acceleratore di particelle Tandem del Laboratorio di tecniche nucleari per i beni culturali (Labec) dell'INFN di Firenze.

Lo studio è stato presentato a Firenze nel corso della Conferenza internazionale sulle applicazioni degli acceleratori di particelle, ECAART (European Conference on Accelerators in Applied Research and Technology) e verrà pubblicato nel volume “L'eredità del Padre: le reliquie di San Francesco a Cortona” (che uscirà a settimane dalle Edizioni Messaggero di S.Antonio) in cui sono riportati tutti i risultati di una ricerca interdisciplinare, a carattere sia umanistico che scientifico, promossa dalla Provincia Toscana dei Frati Francescani Minori Conventuali.

La ricerca è stata condotta usando il metodo del radiocarbonio, misurandolo tramite la tecnica chiamata spettrometria di massa con acceleratore, “Accelerator Mass Spectrometry” (Ams). Da ciascuna delle due tonache i ricercatori hanno prelevato tra i 5 e i 7 campioni di stoffa, di dimensione inferiore ad un centimetro quadrato e con un peso di circa 10 milligrammi ciascuno. La scelta di prelevare più campioni dello stesso saio consente di evitare possibili dubbi o ambiguità (dovuti ad esempio alla presenza di rattoppi successivi) e aumenta la validità dell'analisi. Ogni campione di lana è stato poi trattato al fine di estrarne il solo carbonio, ottenendo una piccola pastiglia di grafite del peso di 0.8 milligrammi circa. Questa è stata poi inserita nella sorgente dell'acceleratore.

All'interno dell'acceleratore, nella sorgente, un fascio di ioni di cesio sparato sulla pastiglia di grafite ne “gratta” la superficie estraendo il carbonio nei suoi isotopi C12, C13 e C14. L'acceleratore dell'INFN ha misurato separatamente le quantità dei tre isotopi di carbonio. È la misura del rapporto delle quantità degli isotopi carbonio 14 e carbonio 12, “contate” nei rivelatori dell'acceleratore Tandem, che consente di datare un reperto. Si tratta di misure di grande delicatezza e che richiedono una sensibilità eccezionale per la misura del carbonio 14; infatti il rapporto fra isotopi 14 e 12 è dell'ordine di soltanto uno ogni mille miliardi o anche meno.

Nel caso della tonaca conservata nella Basilica di S.Croce a Firenze, le analisi hanno individuato, come intervallo a cui è possibile far risalire il tessuto, un periodo compreso tra gli ultimi anni del 1200 e la fine del 1300. La ricerca ha dimostrato quindi che essa è posteriore di almeno 80 anni alla morte di San Francesco e, dunque, non poteva appartenergli. Al contrario, la datazione di tutti i frammenti prelevati dal saio della chiesa di Cortona è compatibile con un periodo sovrapponibile con la vita di San Francesco (il risultato medio fornisce un intervallo fra il 1155 e il 1225). La tonaca fa parte di un insieme di tre reliquie francescane comprendente anche un cuscino finemente ricamato e un evangeliario che si considerano portate a Cortona da Frate Elia, primo successore di Francesco alla guida dell'ordine.

I ricercatori del Labec hanno analizzato anche la composizione del prezioso filato metallico del ricamo della fodera all’interno della quale è contenuto il cuscino posto sotto il capo del santo alla sua morte e hanno datato, col metodo del carbonio 14, il tessuto del cuscino interno. Inoltre, l'evangeliario, libro liturgico contenente i passi del Vangelo, è stato oggetto di approfondite indagini codicologiche e paleografiche da parte di ricercatori dell’Università di Siena. Sulla base sia delle evidenze scientifiche che di quelle di carattere umanistico, anche cuscino e evangeliario sono risultati compatibili con il periodo di vita di Francesco.

La ricerca è stata compiuta dal Laboratorio di tecniche nucleari per i beni culturali (LABEC) dell’INFN di Firenze in collaborazione con Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico della Provincia di Arezzo, l'Università di Siena e il Centro Interdipartimentale di Studi sui Beni Librari e Archivistici di Arezzo.

Data articolo: settembre 2007

Per informazioni:

Pier Andrea Mandò
Direttore LABEC
Phone: +39 055 457 2707/2640
E-mail: mando@fi.infn.it

Romeo Bassoli
capo ufficio stampa
Istituto Nazionale Fisica Nucleare
Phone: +39 06 6840031 - 06 6868162
E-mail: romeo.bassoli@presid.infn.it

Eleonora Cossi
INFN - Ufficio Comunicazione
Piazza dei Caprettari 70
I-00186 Roma
Phone: +39 06 6868162
Fax: +39 68307944
E-mail: eleonora.cossi@presid.infn.it




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