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La cappa dell'invisibilità
La cappa dell'invisibilità


di: Bruno Chastonay

Gli scienziati della Duke University definiscono l'aspetto della cappa dell' invisibilità

dopo anni di lavoro, David Schurig e David R.Smith, ricercatori della Duke University, hanno terminato la loro ricerca e non hanno assolutamente nulla da “mostrare”: stanno facendo una cappa per l'invisibilità...

Cosi inusuale questo approccio per un team di seri accademici ingegneri elettronici che il dottor Smith ha creato un sito Web elaborato per discutere il sogno dell'invisibilità, visto come una fantascienza – Harry Potter e la Scuola Hogwarts di Witchcraft lo menziona – e conduce questa idea ai fatti scientifici. In teoria - dice Smith - è possibile fare una luce che segue le linee curve dei profili piuttosto che illuminarli. La luce “circola attorno al mondo, come l'acqua passa sulle rocce in un flusso”, spiega Smith. Questo creerebbe uno spazio vuoto, un posto che resta invisibile.

È una teoria interessante creata da David R.Smith e Sir Hohn Pendry dell'Imperial College di Londra. Ancora più interessante sarà verificare se la teoria produrrà l'invisibilità. Le equazioni che descrivono le proprietà dei campi elettromagnetici – spiega David Schurig - risalgono dal diciannovesimo secolo, dai teoremi di James Clerk Maxwell, e possono essere utilizzate per dimostrare come le sostanze possono riflettere la luce.

I materiali naturali non seguono bene questa dinamica, ma i ricercatori della Duke University stanno disegnando delle sostanze artificiali, chiamate meta-materiali, che sono strutturate per essere invisibili. Usano la tecnologia con l'obiettivo di costruire circuiti e dei chips per creare i meta-materiali. “Stiamo creando materiale negli spazi delle microonde usando una letteratura piuttosto standard”, dice David Schurig.

I meta-materiali in costruzione dovrebbero rendere gli oggetti invisibili ai radar, anche se le persone possono continuare a vederli, dice Schurig. Il Duke team ha come obiettivo di creare degli esempi operativi entro il prossimo anno. Il raggiungimento di questo obiettivo potrebbe dimostrare che le cappe di invisibilità possono funzionare. Il progetto ha sollevato tanti apprezzamenti dagli organismi militari statunitensi (finanziatori della ricerca) in quanto con questa tecnologia si potrebbero mettere a punto dei satelliti spia invisibili.

Secondo il dottor David Schurig, la messa a punto di una cappa per rendere invisibili all'occhio umano gli oggetti sarà un'impresa abbastanza difficile. Bisognerà servirsi di nanotecnologie specifiche e qualche “marchingegno” intelligente per farle funzionare. “Ci vorranno almeno altri dieci anni di studi e non siamo neppure certi che sia possibile”, dice Schurig.

I fasci di luce visibili sono più corti dello spettro delle micro onde in cui i ricercatori stanno lavorando, e la visione umana vede la luce in vari lunghezze stratificate. Non è chiaro se i meta-materiali possono essere disegnati per riflettere la luce a varie lunghezze di onde simultaneamente. Ma anche se la cappa per l'invisibilità non sarà perfetta, sarà sempre utile. “Si potreste magari costruire una cappa contro la luce infrarossa” dice David Schurig “cosi che qualcuno, che utilizza visori notturni, non vi possa vedere...”

Riflettere la luce verde potrebbe, ad esempio, rendere una persona che cammina nella giungla invisibile. Il dottor David R.Smith cita il film Predator, in cui un alieno ha una cappa che permette una invisibilità imperfetta, che comunque funziona a meraviglia. “Lungo le linee di un camuffamento avanzato, non dovremmo sovrastimare le soluzioni che ci ha dato la natura”, dice Smith sul suo sito WEB. Un oggetto è invisibile se non è distinguibile – o almeno che sia difficile da distinguere – nel suo contesto ambientale. Molti animali e insetti si sono evoluti in forme di adattamento all'ambiente, facendoli mimetizzare dai predatori...”. I meta-materiali possono essere utilizzati per coprire strutture con cappe che bloccano i segnali radio, migliorando le comunicazioni cellulari, dice Schurig. “Molte persone hanno questa fantasia di rendersi invisibili”. “Non è chiaro quali benefici commerciali ci possono essere, ma l'idea ha veramente riscaldato un mucchio di interesse”, conclude David Schurig.

Autore: Jon Van
Fonte: Chicago Tribune / settembre 2006




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