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La criniera dei leoni
La criniera dei leoni


di: Ester Capuano

Uno studio durato quasi sette anni, svolto dal dottor Tom Gnoske del Dipartimento di zoologia del Field Museum, spiega i meccanismi che determinano la variabilità della criniera tra i leoni maschi. Nessun ricercatore era mai riuscito a proporre una esaudiente teoria per spiegare questo fenomeno anche se precedenti studi avevano teorizzato che ogni leone sviluppa una criniera in base alle condizioni climatiche dell'area in cui vive.

In particolare, si era precedentemente teorizzato che i leoni maschi che vivono in quote più alte, dove il clima è più mite, hanno una criniera molto folta e voluminosa, mentre quelli che vivono in zone più basse hanno poca criniera. Nelle zone di pianura, caratterizzate da un clima molto temperato, la criniera dei leoni maschi ha una copertura molto limitata e, in molti casi, è addirittura assente. Un bell'esempio è l'area temperata dell'ecosistema di Tsavo, habitat molto famoso per i leoni senza criniera.

Tuttavia, l'ecosistema di Tsavo ha anche messo gli studiosi di fronte a una circostanza che contrasta con lo schema delineato da essi stessi. Nel rapporto GEO 2001 fu scritto che la crescita della criniera è correlata con il clima e la quota, ma questa nuova ricerca smentisce di fatto questa teoria.

Si è scoperto infatti che solo con l'avanzamento dell'età la criniera del leone maschio subisce un notevole sviluppo. Una correlazione che in passato fu sempre ignorata. Gli ultimi rilevamenti non lasciano dubbi: in prossimità dell'Equatore i leoni che vivono in zone con altitudine inferiore agli ottocento metri hanno una crescita della criniera molto lenta che prosegue ben oltre l'età della maturità sessuale. Inoltre, la velocità di crescita del pelo è inferiore alla media degli altri leoni che vivono in zone situate ad altitudini più elevate e quindi più fredde.

Fonte: Journal of Zoology / agosto 2007
Foto: Serenella Speziale

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

Field Museum




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