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Tipologie d'ansia - 42810 -1-6
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Fauna

Come ragionano gli animali ?
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Adozione fra scimmie
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Salvate la tigre di Sumatra
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Funzione genica nei primati
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Genetica contro i bracconieri
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Le strategie della rana Xenopus
Senso di giustizia dei primati
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Cavalli da corsa: quanti infortuni
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In pericolo le antilopi saiga
La migrazione delle tigri siberiane
Lo stomaco dei pinguini
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Un bonobo parlante
Un legame tra scimmie e uccelli
Dieta raccomandata per i cani
I topi rischiano l'estinzione
Funzione genica nei primati
Funzione genica nei primati


di: Donata Allegri

Un gruppo internazionale di ricercatori, provenienti da Germania, Paesi Bassi e Usa, ha analizzato l’espressione genica in vari organi di alcune specie di primati (tra cui l'uomo), arrivando a concludere che esistono differenze più ampie e complesse di quanto si fosse evidenziato finora. Confrontando gli Rna messaggeri presenti nel cervello di uomini e scimpanzé si trovano differenze significative, che fanno capire quanto numerosi siano stati i cambiamenti evolutivi nell'espressione genica avvenuti durante la differenziazione della nostra specie e che possono in parte spiegare lo sviluppo mentale che ha contraddistinto la nostra storia.

Ciò che cambia è il livello di espressione genica e proteica, più che la struttura dei geni e delle proteine. Questo cambiamento avviene soprattutto nel cervello, negli altri organi non si ritrovano analoghe differenze. Sono state confrontate le sequenze di Rna presenti nei globuli bianchi, del fegato e del cervello degli scimpanze con le sequenze presenti nell'uomo. Da questo confronto è emerso che durante il processo evolutivo, l'uomo ha alterato l'espressione genica e proteica nel cervello, accumulando differenze molto più velocemente di quanto avvenisse negli scimpanzé e differenziandosi così enormemente da questi suoi parenti.

Un team di ricercatori del Salk Institute for Biological Studies, del Yerkes National Primate Research Center dell'Emory University, e dell'Università della California di Los Angeles, ha identificato i geni che, nella corteccia cerebrale, differiscono fra i primati umani e quelli non umani riuscendo a stabilire dei “chip genetici” che consentono di esaminare, contemporaneamente, l'espressione genica di migliaia di geni. In questo modo hanno notato che su 91 geni umani, 83 presiedono ad attività superiori e all'attività neuronale. La comprensione delle differenze esistenti tra gli uomini e gli altri primati può aiutarci a capire le cause genetiche di disturbi che sembrano essere gravi per l'uomo ma non per gli scimpanzé. Questo studio è stato pubblicato su “Proceedings of the National Academy of Sciences”.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Salk Institute for Biological Studies

Emory University

University of California, Los Angeles

Donata Allegri
E-mail: donata.allegri@ecplanet.com
Sito personale: Crocevia




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