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redazione ECplanet

Medicina: traffico aereo accelera diffusione virus influenza

Finora era solo un sospetto, ma adesso è certo: il traffico aereo contribuisce ad accelerare la diffusione delle epidemie di influenza nel mondo. La conferma viene da un gruppo di medici statunitensi del Children's Hospital di Boston che hanno dimostrato che il calo di passeggeri negli aerei, registrato dopo gli attentati dell'11 Settembre 2001, ha ritardato quell'anno di circa due settimane la consueta ondata invernale di influenza negli Stati Uniti.

Negli anni successivi, col traffico aereo tornato gradualmente a livelli normali, tale ritardo nella diffusione della influenza non si è più verificato. È la prima volta che uno studio è riuscito a mostrare un legame diretto fra il numero delle persone che viaggiano e la velocità di diffusione di un virus» ha detto John Brownstein, l'epidemiologo a capo della ricerca che è stata pubblicata di recente sulla rivista medica “PloS Medicine”.

Altri ricercatori osservano che la scoperta non offre un aiuto concreto nel combattere le pandemie, visto che il numero dei morti per influenza non era calato, cinque anni fa, ma era solo stato ritardato. E, continuano gli scettici, non si può certo pensare di impedire alle persone di prendere gli aerei per prevenire che diffondano i virus.

Brownstein e colleghi sostengono però che limitazioni nel traffico aereo potrebbero far guadagnare tempo prezioso per trovare vaccini efficaci contro l'influenza, nel caso in cui vi fosse il rischio di una pandemia mortale come una temuta variante del “virus dei polli” con trasmissione da persona a persona.

Fonte: PloS Medicine / settembre 2006
Foto: Antonello Pasquale

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

Children's Hospital Boston




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