COPERTINA
Emergenza malattie respiratorie - 42830 -2-6
 <<SCIENZA>>   TECNOLOGIA   ASTRONOMIA   SALUTE   ECOLOGIA   VARIE   POSTA 
  Archeologia   |   Batteri   |   Botanica   |   Comunicazione   |   Epidemie   |   Fauna   |   Fisica   |   Geologia   |   Genomica   |   Insetti   |   Materiali   |   Pianeta sommerso   |   Ricerche   |   Scienza eretica   |   Storia   |   Ufologia   |   Volatili   |

Epidemie

West Nile Virus è in Italia
Malaria: 1 mln di morti nel 2006
L'aviaria rimane una minaccia
AIDS, 40 milioni di ammalati
Gli aerei veicolano l'influenza
Influenza aviaria e allevamenti
Bio-insicurezza
The global murder
Allarme Aids
Il pollo ha l’influenza ?...
Pandemia aviaria
La spagnola on-line
Resident evil, apocalypse II
Artificial virus (update)
Replicon system
Come fermare le epidemie
Epidemia di encefalite in India
Cadaveri del Gange nel mangime
Storia epidemiologica
il virus dell’influenza aviaria
Formula per fermare le epidemie
Febbre di marbug
Malaria, 3mila morti al giorno
Epidemia di polio nello Yemen
Gli americani e la mucca pazza
Scimpanzé colpiti dall'Antrace
Storia epidemiologica
Storia epidemiologica


di: Alessio Mannucci

13 luglio 2002: un gruppo di ricercatori annuncia di aver assemblato in modo artificiale e senza utilizzare cellule, il virus della polio, responsabile della poliomelite, una malattia scoperta nel 1789 che colpisce soprattutto i neuroni motori del midollo spinale distruggendo le cellule neurali e causando una paralisi che può diventare, nei casi più gravi, totale. GI creatori del polio artificiale hanno usato le sequenze geniche di una banca dati accessibile a chiunque attraverso Internet.

Gli è bastata una telefonata per procurarsi gli ingredienti, inviategli per posta da una azienda chimica dello Iowa. Il virus è stato sperimentato con successo su alcuni topi da laboratorio. L’esperimento è stato finanziato per 300 mila dollari dal Pentagono all’interno di un programma sulle contromisure per una guerra biologica. «Rifare il virus della poliomelite è stato molto facile - ha spiegato Jeronimo Cello, uno degli autori della ricerca avvenuta alla State University di New York a Stony Brook - probabilmente tra poco tempo sarà possibile anche assemblare virus più complessi, come ad esempio il vaiolo». Facile ed economico, dunque, costruirsi il proprio virus letale. «È giunta l’era delle bioarmi sintetiche», ha commentato Edward Hammond, del Sunshine Project, organizzazione non-profit statunitense che controlla l’attuazione della Convenzione internazionale sulle armi tossiche e biologiche. Qualche giorno dopo, New Scientist rivela che la stessa tecnica usata per ricreare in laboratorio il primo sintetico virus polio, responsabile della poliomelite, può essere usata per ricreare artificialmente anche il virus ebola o l'influenza spagnola.

1 settembre 2004: il ceppo virale H5N1 è individuato in Cina in alcuni maiali. I risultati vengono presentati al congresso internazionale sulla SARS e sull’influenza aviaria di Pechino. Si sa che i maiali possono essere suscettibili di infezione da virus dell’influenza aviaria, ma l'infezione naturale dei maiali con il ceppo H5N1 non era mai stata riportata in precedenza. Un confronto tra il ceppo H5N1 isolato nei maiali con i ceppi circolanti nel pollame delle zone dell'Asia è necessario per determinare se il virus sia passato direttamente dal pollame ai maiali. I maiali presentano recettori nelle loro vie respiratorie che li rendono suscettibili all'infezione di virus influenzali sia umani che aviari. Se un maiale viene infettato simultaneamente da un virus dell’influenza umana e da un virus dell’influenza aviaria, può favorire una ricombinazione genetica fra i due virus. Il virus mutante risultante, non riconoscibile dal sistema immunitario umano, potrebbe costituire una minaccia pandemica.

8 ottobre 2004: si diffonde l'inquietante notizia della resurrezione artificiale in laboratorio dei geni del microrganismo noto come Spagnola, un virus influenzale partito dalla Spagna che nel 1918 uccise trenta milioni di persone. I virus ibridi, creati da Yoshihiro Kawaoka dell'Università del Wisconsin a Madison, si sarebbero trasformati in spietati killer contro animali di laboratorio. Lo scienziato avverte potrebbe venir fuori un virus letale quanto quello del 1918 e che tutti i nati dopo quella data sarebbero immunologicamente a rischio. I geni più distruttivi del virus potrebbero essere ancora circolanti in ceppi influenzali presenti negli uccelli e un possibile passaggio ai mammiferi troverebbe l'uomo scoperto e impreparato a difendersi.

21 ottobre 2004: circola la notizia che il virus killer potrebbe essere “evaso” dal laboratorio avendo infettato uno dei ricercatori. “Le conseguenze potrebbero essere terrificanti”, dichiara l'esperto di biosicurezza D. A. Henderson. John MacKenzi, della University of Queensland in Australia, che ha investigato sull'analoga presunta fuga del virus della SARS dai laboratori di massima sicurezza est-asiatici, invoca un meeting globale sulla questione.

8 aprile 2005: rappresentanti delle Nazioni Unite e del governo centrale diramano un documento sulla situazione dell’influenza aviaria, detta anche “virus dei polli”, in Vietnam. Nel testo, Anton Rychener, rappresentante della FAO, denuncia: “Oltre all’altissimo tasso di mortalità dell’H5N1 – maggiore di quello dell’Ebola – c’è un grave problema di comunicazioni interna. La gente del posto non capisce che le autorità, locali ed internazionali, non possono fare molto per sconfiggere la malattia se non sono informate tempestivamente dei casi di infezione”. Nguyen Duy Long, capo del Dipartimento veterinario della provincia di Long An, conferma le denuncia e spiega che molte morti, sia umane che di animali, potrebbero essere evitate con facilità. “I villaggi – dice - devono inviare le informazioni sulle infezioni vere o presunte il più velocemente possibile, così da poter consentire agli organismi centrali di intervenire nel modo migliore”. “Purtroppo – ha aggiunto - in molte zone del Paese la rete di informazione è inesistente”. L’ONU riporta l’esempio del comune di Chau Hoa, nella provincia del Quang Binh, dove, il febbraio scorso, circa 200 persone avevano contratto il virus H5N1 al primo stadio dopo aver mangiato carne di pollo per le festività di Capodanno. Phan Huy Hoang, deputato capo della provincia, ha detto: “I nostri veterinari ufficiali hanno saputo della morte di alcuni polli, ma non eravamo informati del fatto che fosse influenza aviaria, così non abbiamo informato le autorità di Hanoi e non abbiamo monitorato la situazione”. Nel frattempo, il ministero della Salute vietnamita conferma che altre 5 persone sono state contagiate nella città portuale di Haiphong, nel nord del Paese. Dal gennaio 2004, in Vietnam, il virus ha infettato 60 persone e ne ha uccise 36.

13 aprile 2005: un virus influenzale killer, inviato a laboratori di tutto il mondo per dei test di routine, potrebbe scatenare una drammatica pandemia. Lo ha annunciato a sorpresa uno scienziato dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità, Klaus Stohr, secondo cui il virus H2N2, noto come “influenza asiatica”, che ha già ucciso 4 milioni di persone nel 1957, è stato inviato per sbaglio a circa 3.700 laboratori di 18 paesi, inclusa l’Italia, anche se la maggior parte negli Stati Uniti. “Il virus potrebbe provocare un'epidemia di influenza globale”, ha detto Stohr, che guida il programma anti-influenzale dell'agenzia della sanità delle Nazioni Unite. I campioni sarebbero stati spediti per errore (?) insieme a vari germi sconosciuti da sottoporre ad analisi. Dato che il vaccino contro l'H2N2 il cui vaccino non si pratica più dal 1968, tutti i nati dopo quella data potrebbero non esserne immuni e rischiare la morte. Qualcuno avanza l’ipotesi che non sia stato affatto un errore, ma che il virus sia stato deliberatamente spedito in giro per il mondo nel tentativo di scatenare un attacco bio-terroristico.

22 aprile 2005: si registra una nuova vittima, una ragazza cambogiana morta in un ospedale del Vietnam. Salgono così a 37 i decessi causati dal virus H5N1 nel paese asiatico. Dall'inizio dell'epidemia, il virus ha fatto tre vittime in Cambogia, nelle stessa provincia in cui viveva la ragazza, e 12 in Thailandia. Ricercatori internazionali continuano a monitorare ogni genere di trasformazione del virus. Scienziati thailandesi e statunitensi avvertono che potrebbe essersi già verificata una trasmissione uomo-a uomo dell’H5N1, rendendo più vicina l’ipotesi di un’epidemia su vasta scala. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, se il virus si combinasse con quello della comune influenza umana potrebbe contagiare fino al 30% della popolazione mondiale.

2 maggio 2005: via libera subito dopo l'estate, in Italia, ad una simulazione di emergenza per contrastare il possibile arrivo della quarta epidemia mondiale di influenza finora nota dopo la Spagnola del 1918, l'Asiatica del 1957 e la Hong Kong del 1968. L'avvio delle simulazioni nei singoli paesi europei era stato annunciato in precedenza dal commissario europeo per la Sanità, Markos Kyprianou, in un discorso al Parlamento europeo, ed è stato confermato, per l'Italia, dal coordinatore del comitato scientifico della task force sull'influenza del Centro per il Controllo per le Malattie del Ministero della Salute, Pietro Crovari.

5 maggio 2005: l'Organizzazione Mondiale della Sanità annuncia che potrebbe autorizzare la modificazione genetica del virus del vaiolo e quindi impedire definitivamente che i campioni ancora esistenti vengano distrutti, come invece avrebbe dovuto già accadere. Numerose organizzazioni non governative lanciano una campagna internazionale per sollecitare l'OMS a respingere la proposta. Le ong, coordinate da Third World Network e The Sunshine Project, aprono un sito web, www.smallpoxbiosafety.org , da cui organizzazioni e singoli possono inviare lettere al direttore generale dell'OMS. La proposta di modificare geneticamente il vaiolo, di inserire geni del vaiolo in altri virus della famiglia e di distribuire senza restrizioni frammenti di DNA virale pone una vasta gamma di rischi di salute pubblica, sicurezza biologica e di proliferazione di armamento biologico. La Russia e gli Stati Uniti mantengono ancora campioni del virus del vaiolo. Nel 1999 avrebbero dovuti essere distrutti ma i due paesi opposero resistenze e gli USA diedero persino nuovo impulso alla ricerca su questo stesso virus.

6 maggio 2005: scoperte le modalità di contagio del virus Ebola. Alcuni scienziati statunitensi dimostrano come avviene l'ingresso del virus nelle cellule. Lo studio, pubblicato online su “ScienceExpress”, apre la strada alla messa a punto di una possibile terapia contro la terribile febbre emorragica che fa registrare un'indice di mortalità pari al 90%. Il virus Ebola, contro il quale non esiste ancora alcuna cura e che si trasmette attraverso i fluidi corporei, provoca il collasso degli organi interni. Gli scienziati USA, per la prima volta, sono stati in grado di identificare e bloccare due enzimi cellulari di cui Ebola ha bisogno per riprodursi: una volta bloccati i due enzimi, denominati catepsi, spiegano i ricercatori, il virus perde gran parte del suo potere infettivo. Ebola appartiene alla famiglia dei filovirus e ha fatto la sua prima apparizione negli anni '70 in Africa. Periodicamente, insieme ad altre febbri emorragiche come quella di Marburg, il virus si ripresenta in quanto non è stato ancora individuato l'agente animale o vegetale portatore sano della malattia.

7 luglio 2005: allevatori cinesi sotto accusa per aver somministrano regolarmente un forte antibiotico con ilrisultato che il temuto virus H5N1 dell'influenza aviaria ha sviluppato resistenza aalla famiglia di farmaci antivirali dell'amantadina. Il 18 giugno, il “Washington Post” aveva scritto che i contadini cinesi, incoraggiati dal governo, avrebbero somministrato abitudinariamente amantadina ai polli. La Food and Agriculture Organization (FAO) e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno dunque interrogato il governo cinese, che ha negato di aver fatto pressione in proposito, pur non escludendo che gli allevatori possano aver usato il farmaco. Il coordinatore cinese del network di sorveglianza della FAO sull'influenza aviaria, Fusheng Guo, ha dichiarato alla rivista “Nature” che il farmaco è stato usato diffusamente per combattere la famiglia di virus H9 nei polli. Ma quando non c'erano ancora preoccupazioni relative all'H5N1.

E-mail: Alessio Mannucci




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (09-09-2005:13:35)  EDIT ARTICLE Nr. 19540  


Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione


Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 1.1742)