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redazione ECplanet

Un appello dall'Angola

A un mese di distanza dalla morte della pediatra italiana Maria Bonino, il virus di Marburg continua a uccidere in Angola. Presenta, inoltre, una tipologia differente rispetto a quelle incontrate finora: colpisce soprattutto i bambini e ha un tasso di mortalità molto più alto del previsto. Sui 266 casi di infezione documentati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, 244 sono stati fatali. Una mortalità superiore al 90%o, mentre in passato la percentuale è variata dal 30 al 55% e non ha mai superato l'83.

Medici con l'Africa-Cuamm, l'organizzazione non governativa italiana a cui apparteneva la pediatra italiana uccisa dal virus il 23 marzo scorso, ha lanciato un appello. “Dopo la morte di Maria Bonino, la febbre di Marburg continua a fare vittime, serve molto materiale sanitario per contenere l'epidemia, ma gli aiuti finora sono pochi”, dice il direttore del Cuamm monsignor Luigi Mazzucato.

In Angola si trovano al momento 15 volontari Cuamm, 8 di loro sono a Uige, epicentro dell'epidemia. Molti dei medici e degli infermieri tornati in Italia per i controlli sono ripartiti per la provincia angolana, per dare supporto al contenimento dell'epidemia. “Come organismo siamo responsabili di queste persone, dobbiamo fare in modo che abbiano i mezzi sufficienti, oltre che per proteggere sé stessi anche per proteggere il personale locale degli ospedali e per dare l'aiuto necessario”, continua Mazzucato.

“In questi casi, c'è un uso di materiale anche solo di protezione, oltre che di farmaci, enorme. Guanti, mascherine, occhiali vanno infatti subito bruciati per evitare il diffondersi del virus. Chi ci conosce sa che siamo schivi nel chiedere aiuti, ma ora dobbiamo rispondere a questa emergenza gravissima, e le nostre risorse sono scarse”. Cuamm-medici con l'Africa è la prima ong italiana ad essere stata riconosciuta dal ministero degli Esteri, nel '72 ed è presente da 50 anni in Africa (www.cuamm.org). Questa notizia è stata divulgata dal periodico on line “vita.it”.




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