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di Cinzia Ligas

Ogni volta che si comunica si usano dei segni, composti da significati e da significanti.Un significante è, secondo la definizione del dizionario Garzanti, “l'elemento formale, fonico o grafico, che, insieme al significato, costituisce il segno linguistico”. Il significato è invece “il contenuto semantico di un segno linguistico”.

Per essere chiari sul concetto di significati e significanti, possiamo per esempio considerare che il significante “stop”(formato dai fonemi s,t,o,p) ha come significato che occorre fermarsi. Quindi, per esprimere un messaggio in modo chiaro, occorre usare un significante che abbia un significato intelligibile per l’interlocutore, in modo da evitare sia casi di codifica deviante che di decodifica aberrante.

Talvolta però accade che, volontariamente, l’emittente decida di non esprimere direttamente e chiaramente il proprio messaggio, ma preferisca che sia il navigante a dedurlo. I motivi sono i più vari: il desiderio da parte dell’emittente, specie se si tratta di un sito di informazione, a non esporsi direttamente rivelando dei retroscena, oppure voler fare intendere al navigante la sua opinione su una determinata vicenda pur senza presentarla in modo esplicito.Basta inserire un avverbio come “purtroppo”, “malauguratamente”, “fortunatamente” per dirla lunga su una vicenda, per il resto, narrata in modo obiettivo e neutrale.

In modo analogo, basterà inserire una notizia in un determinato contesto per darle una luce particolare: per esempio, la presenza di una notizia relativa alla maleducazione imperante nelle scuole italiane, una relativa ad un borseggio operato da una baby gang, accanto al dossier sul matricidio e fratricidio avvenuto in una località ligure, fa capire molto chiaramente il punto di vista del sito di informazione in questione: le notizie che appaiono vicine si presumono accomunate da una sorta di analogia, se non addirittura di causa /effetto.

È come se l’emittente dicesse: “ecco quali sono le estreme conseguenze a cui si va incontro se non si risolve il problema alla radice, cioè imponendo la disciplina nelle scuole, che sono troppo tolleranti e possono divenire una palestra di violenza e di delinquenza.”

Esistono poi le implicazioni. Ad esempio dire “il lupo è stato ammazzato” contiene due implicazioni: la prima è che il lupo è morto, la seconda è che qualcuno ha provocato la sua morte.Il gioco comunicativo indotto dall’uso del non detto può essere molto efficace, funzionale e stimolante per i due attanti, emittente e navigante. E’ però un gioco raffinato ed occorre essere esperti per ottenere dei buoni risultati.

Il rischio potrebbe essere quello di costruire una impalcatura comunicativa non abbastanza stabile, che non viene interpretata dal navigante nel modo corretto.Anche il non detto è quindi un codice comunicativo che deve essere interpretato e deve essere codificato e decodificato in modo esatto, così da evitare che il navigante deduca concetti che non erano quelli che l’emittente voleva mettere “implicitamente” in rilievo.


In collaborazione con: Netsemiology




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