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di cinzia Ligas

Scrivere è sempre un'attività piena di rischi comunicativi. La cura che un buon web editor deve mettere nella redazione dei suoi testi deve tenere conto anche dell'uso dei modi e dei tempi verbali, non solo dal punto di vista della "consecutio temporum".

Occorre fare attenzione ai tempi verbali utilizzati nella redazione dei testi quando attraverso il loro uso vogliamo inviare ulteriori messaggi ai nostri lettori. Adoperando la seguente tassonomia chiameremo tempi oggettivi passato prossimo, remoto e trapassato mentre chiameremo soggettivi i tempi presente e futuro.

Anche alcuni modi hanno una valenza particolare: infatti il condizionale e l’imperativo sono soggettivi, il gerundio e il participio oggettivi.

In altre parole, se si intende dare ad una notizia, ad una informazione un taglio obiettivo, affidabile e distaccato (e quindi generare una relazione tra emittente e navigante distaccata, informativa e sobria) sarà utile usare i tempi oggettivi, mentre, quando si intenderà raccontare un avvenimento in modo creativo, partecipativo (generando tale tipo di relazione tra Emittente e Navigante), l’uso dei tempi soggettivi è senza dubbio raccomandato.

Per esempio, la notizia tratta da repubblica.it del 30 marzo 2001 “La caccia ai rapitori di Caterina Provenzano, la bambina di otto mesi rapita ieri mattina dalla culla nella sua casa di Alcamo e liberata poco dopo le 22, è andata avanti per tutta la notte” usa tempi e modi oggettivi. Infatti notiamo un passato prossimo indicativo (è andata) e due participi passati (rapita e liberata). L’Emittente si limita a raccontare un avvenimento senza aggiungere alcuna partecipazione personale all’avvenimento.

Analizziamo invece una notizia sportiva apparsa su KWSport del 22 novembre 2000: “...Batistuta...Conoscerlo può essere un vantaggio, ma anche lui ti conosce. Forse per fermarlo bisognerebbe ...sparargli: io intanto mi accontenterei domenica di strappare un pari... Bisognerà allora alzare il livello della concentrazione”.

Qui vengono usati tempi soggettivi. Infatti si notano due condizionali presenti (accontenterei e bisognerebbe), un futuro semplice (bisognerà) e alcuni presenti indicativi (può, conosce). L’emittente parla in prima persona attraverso il locutore, è partecipativo, vuole fare infervorare il navigante, creare un rapporto complice.


fonte: Netsemiology




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