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di: Alessio Mannucci

PORNO SOCIAL NETWORK

“Pensiamo che il miglior approccio sia permettere alla gente di fare ciò che vuole, almeno finché non fa nulla di illegale e non viola le nostre condizioni d'uso”. Così Marc Andreessen ha voluto chiarire il ruolo di Ning, la propria piattaforma Web di social networking per consentire a chiunque lo sviluppo di reti sociali personalizzate e dinamiche. La nuova creatura del papà di Mosaic e di Netscape ha attirato le attenzioni di molti, i calcoli e persino le critiche, come quella di essere essenzialmente un “porno network”.

Andreessen ha risposto: “A causa della sua intrinseca flessibilità, alcuni hanno scelto di usare Ning per creare social network e caricarci contenuti per adulti, compreso il porno. Ma gli argomenti e i contenuti per adulti non sono che una piccola percentuale dell'attività complessiva. Disponiamo di metodi affidabili per poterlo quantificare e tutte le nostre rilevazioni hanno indicato che le varie casistiche rientrano in quella piccola percentuale”.

In sua difesa, Andreessen cita l'esperienza di AOL, che ha bilanciato la sua natura “family-friendly” con la popolarità dei contenuti pornografici puntando sul “parental control” e altri strumenti. “Ha funzionato benissimo - ha detto Andreesen - il modello, peraltro, è stato seguito anche da Yahoo ! e successivamente da Google”.

POCKET PORNO

Talvolta la seguono, altre volte la ignorano completamente. In ogni caso, la pornografia non scandalizza più, né fa arrossire o parlare i teenagers. Semplicemente, ci sono abituati, poiché, come sostiene l'autore di uno studio di imminente pubblicazione, Jason Carroll, sono nati nell'era del “pocket porno”, vale a dire del porno tascabile che circola su internet e sui telefonini, il porno a portata di mano (come nel caso di Alberto Stasi, il principale indiziato del delitto di Chiara Poggi, la sua fidanzata, che si portava dietro su una chiavetta Usb una selezione di immagini di bambini e ragazzi impegnati in atti sessuali fra loro e con adultipedo-ponografiche, ndr) che quasi finisce per annoiare e che è diventato, a detta dei ragazzini, «un modo come tanti di esprimere la sessualità».

Un modo di vederla molto diverso dalla generazione precedente, che invece giudica la pornografia come inopportuna: solo il 37% dei padri e il 20% delle madri è infatti d'accordo con il punto di vista dei figli. Jeffrey Arnett, direttore del Journal of Adolescent Research, spiega la percezione giovanile considerando il ruolo svolto negli ultimi dieci anni da Internet, che ha fatto circolare con maggior disinvoltura contenuti e immagini hard che prima venivano diffusi solo in circuiti particolari.

Le differenze di genere però esistono sempre e la pornografia conferma una matrice essenzialmente machista, come conferma l'autore della ricerca, specializzato in scienze sociali alla Brigham Young University. Secondo lo studio realizzato, su 813 studenti di college appartenenti a sei scuole differenti americane, i maschi continuano a visitare siti hard e ad accedere spesso e volentieri a materiali porno, mentre le femmine sono meno interessate all'argomento. L'86% dei ragazzi ha avuto accesso durante lo scorso anno a materiali pornografici e uno su cinque lo fa circa tutti i giorni. Solo il 31% delle ragazze, per contro, si è soffermata su immagini, riviste o siti hard, e un rosicchiato 3,2%lo fa settimanalmente o quotidianamente.

C'è da dire però che se le donne risultano essere in minoranza fruitrici, sono indubbiamente in grande maggioranza le protagoniste dei contenuti hard, che sono perlopiù prodotti da maschi e rivolti perlopiù ad un pubblico maschile. Lo studio evidenzia un cambiamento di percezione quando l'adolescente ha una relazione stabile e importante: in questo caso il livello di tolleranza verso i comportamenti del partner nei confronti del porno scende inesorabilmente.

Non mancano nell'analisi di Jason Carroll alcune raccomandazioni quasi paterne: i ragazzi devono stare attenti a non esagerare, poiché è frequente che gli utenti che consumano porno abbiano comportamenti più border line nella vita e rischiosi per la salute, come l'elevata promiscuità sessuale e l'abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti. E poi ci sono gli incontri pericolosi, specie sul web. E gli adolescenti, si sa, pur se smaliziati e disincantati, sono ancora piccoli e vulnerabili rispetto alle insidie del mondo adulto. Anche se non lo sembrano.

PORNOPOTERE

Il porno è entrato nella vita quotidiana di ognuno, anche di chi non lo consuma volontariamente. Basta guardare i video trasmessi da MTV o DJ TV a qualunque ora del giorno: donne giovani e seminude dai corpi scolpiti e sudati che si dimenano addosso a nerboruti rapper, mentre i testi delle canzoni raccontano senza mezzi termini ciò che il cantante vorrebbe fare, ha appena fatto o farà con le ragazze accaldate. Il mondo della musica e quello del porno sono perfettamente integrati.

È quanto sostiene la giornalista americana Pamela Paul nel saggio “Pornopotere” (Orme editori, 2007), che racconta “come l'industria del porno sta trasformando la nostra vita”. Il libro indaga in quanti e quali modi, e con che conseguenze, sia avvenuta la conquista del mondo da parte di un business multimiliardario che in pochi anni ha “pornificato” la società americana, e poi, di riflesso, la vecchia Europa, e infine il mondo intero. La Paul intervista centinaia di persone, tra cui moltissimi assidui consumatori di materiale pornografico, per capire come l’esposizione a dosi massicce di immagini hard influenzi le relazioni, l'immagine della donna, la sfera etica. Impariamo così che il “porno di massa” è ormai talmente ubiquo da annoiare in fretta, e che la soglia dell'illecito si sposta sempre più avanti, annullando i confini tra sesso e violenza. Inoltre, “grazie” ad Internet, l'esposizione a questo materiale avviene sempre prima, così, per un numero crescente di preadolescenti americani, l'hard è diventata l'unica forma di (dis)educazione sessuale.

La forza del porno è la sua pervasività e trasversalità, è un’industria che ne alimenta e ne arricchisce molte altre. Quella turistica (metà degli ospiti delle catene di alberghi ordina film per adulti a pagamento), la telefonia mobile (con i servizi per scaricare immagini, salvaschermi, giochini, filmati e perfino suonerie erotiche sul cellulare), il turismo sessuale, la pedopornografia, il commercio di esseri umani.

Nel frattempo, sta cambiando la relazione uomo-donna. I maschi che guardano molto porno hanno aspettative spesso surreali sulle donne che incontrano nella vita reale, mentre sempre più donne si sentono inadeguate perché non aderenti all’ideale femminile ritratto dalla pornografia: giovane, bella e molto disinibita. Ben lontano dall’essere un mezzo di liberazione, la pornografia sta costruendo attorno al genere femminile un nuovo tipo di gabbia.

Data articolo: gennaio 2008

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