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di: Zret

Nietzsche considerava la speranza il peggiore dei mali, perché essa continua a tenere gli uomini sulla corda, ad illuderli, quindi ad ingannarli. Inoltre la speranza proietta la vita in un futuro incerto, precario, chimerico, distogliendo gli uomini dal vivere qui ed ora in modo intenso.

Non è un caso se la speranza era contenuta nel vaso di Pandora, vaso da cui si sprigionarono tutti i mali che affliggono l'umanità da quando essa calpesta la Terra. Come dar torto al filosofo tedesco ? La speranza assomiglia a quei ganci cui sono appesi i quarti di bestiame nelle macellerie. È un sentimento cui ci aggrappiamo non per vivere, ma per sopravvivere. Ormai defunte le certezze metafisiche, è difficile trovare una persona che consideri la speranza “uno attender certo de la gloria futura, il qual produce grazia divina e precedente merto”. (Paradiso, Canto XXV). È inevitabile che in una vita non sorretta da una fede tetragona, la speranza trascolori in qualcosa di più indistinto, simile ad un effluvio che avvertiamo appena all'improvviso e che ridesta un ricordo piacevole.

Quante volte la speranza si confonde con l'illusione e l'illusione è un gioco, etimologicamente, quindi un tragico gioco, un inganno. Ci si pasce così di illusioni, ci si perde in futili reverie, insofferenti di questa “realtà” nuda, dura e gelida come un blocco di marmo. Ora la speranza è un velo che copre gli anni, il tempo trascorso e quello futuro come un sudario.

Come rinunciare alla speranza in una vita migliore ? Ci spera l'operaio che rincasa in auto mentre le luci livide dei lampioni galleggiano nelle pozzanghere di pioggia. Ci spera l'impiegato oppresso dall'inutile ripetizione delle cose, mentre per qualche istante scruta un quadrato di cielo azzurrognolo oltre la finestra. Ci spera il giovane curvo sui libri universitari e l'anziano al parco che passeggia da solo tra i viluppi rossi di raggi al tramonto...

Eppure ancora una volta per tentare di afferrare l'inafferrabile e comprendere qualcosa di questa compagna odiosamata della vita, bisogna dimenticare i significati, i valori semantici, le etimologie. Ascoltiamo: in greco speranza è hélpis, in inglese hope, in tedesco Hoffnung, in olandese hoop... Ecco: la quintessenza della speranza è in quell'aspirazione iniziale, in quel respiro, in quel soffio fresco come la brezza primaverile. La speranza, comunque la si intenda e la si viva, se è vera, è il respiro della vita. Se si smette di respirare, si smette di vivere.

Data articolo: gennaio 2008
Fonte: Zret




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