COPERTINA
NO ALLE IMPRONTE DIGITALI ! - 41180 -4-4
 <<SCIENZA>>   TECNOLOGIA   ASTRONOMIA   SALUTE   ECOLOGIA   VARIE   POSTA 
  Archeologia   |   Batteri   |   Botanica   |   Comunicazione   |   Epidemie   |   Fauna   |   Fisica   |   Geologia   |   Genomica   |   Insetti   |   Materiali   |   Pianeta sommerso   |   Ricerche   |   Scienza eretica   |   Storia   |   Ufologia   |   Volatili   |

Comunicazione

Diventa il Venditore N. 1NEW!
Il Venditore Eccellente
Dalla neo-lingua...
In-formazione
Enneagramma - DVD
Bellezza
Un Mondo Senza Povertà
Cercasi fisici ed ingegneri
La Scienza del Diventare Ricchi
Giornalismo OPEN SOURCE 2.0
La Pentacomunicazione
Stella polare
Sillogismi
Libero arbitrio
Sincronismo ed acausalità
La formazione di concetti
Incostanza
Il computo e il pensiero
Entropia e comunicazione
Pornopotere
Speranza
Il cerchio
Racconto
Rumore
Forum Boario
Pubblicità ripetute
La fine è il mio inizio
Il linguaggio del corpo
Comunicazione empatica
L'arte e la scienza...
Parole per Wincere !
Se Harry Potter fosse a capo...
Web estetica
Information overload
Cronache assassine (PART 3)
Pensiero nell'uomo e nel mondo
Costellazioni familiari
Cronache assassine (PART 2)
Scienza preoccupa i giovani
W3C e comunicazione efficace
Coscienza e incoscienza
Contesto e significato
Il cambiamento di paradigma
Big brother awards Italia 2006
Arte e scienza
TG scientifici in miniatura
Il linguaggio
Il rifiuto della scienza
Cronache assassine (PART I)
The final theory
Big brother awards Italia 2005
Big Brother Awards I
Neuro-politica
CNR e la lingua italiana
Autonomia Universitaria nella UE
Telerevolution
La quarta ondata
Noi, i media
Etica e giornalismo
Il ventriloquismo
Enrico Fermi, vita per la scienza
Internet e i segni-stimolo
Gli elementi ipermediali
Le teorie di Kary B. Mullis
Imparare a comunicare
Cultura scientifica ?
Il vocabolario dei giornalisti
Pace e Guerra
Il pensiero razionale di Feuerstein
L'attendibilità delle notizie
Le somiglianze
Fatti, non solo parole
C'è tempo e luogo
La memoria associativa
C'è modo e modo...
La memoria associativa
La concettualizzazione
Il mistero del linguaggio
Il silenzio è d'oro
Valenza linguistica
Repetita iuvant bis
Messaggio efficacie
Melodie dei movimenti
La figura retorica
L'ipertesto
Il valore del segno
Funzioni comunicative
Elogio della mail
Creare
Noi, i media
Noi, i media


di: Alessio Mannucci

Noi, i media, contro tecnocrati e imperialisti. La guerra di informazione diventa tecno-popolare

Dan Gillmor ha fatto il reporter dalla Silicon Valley per circa un decennio.

Come collaboratore del San Jose Mercury News, ha documentato la continua eviluzione della indutria hi-tech, esplorando soprattutto, sulle orme di McLuhan, i modi in cui gli sviluppi tecnologici modificano la mediazione e dunque la percezione della realtà, finendo per trasformare anche le persone. Nel suo nuovo libro, “We the Media: Grassroots Journalism by the People, for the People”, Gillmor racconta in particolare lil radicale impatto socio-economico dei nuovi media, internet su tutti, sul modo di fare informazione.

A partire dall'evento drammatico dell'11 settembre, trasformato cinicamente dai mass-media in un grandioso “spettacolo informativo”, piegato alla campagna imperialista dell'amministrazione Bush, è iniziato un processo di dispersione e moltiplicazione dell'informazione, soprattutto grazie a internet, in cui l'audience, stanca di essere solo un soggetto passivo, bombardato da messaggi troppo spesso distorti dagli interessi politico-economici delle èlite al potere, ha cominciato a scendere in campo direttamente, producendo essa stessa informazione alternativa, dettata più da sentimenti popolari che non da logiche oligarchiche e corporative.

Un commento popolare, in tempo reale, parallelo agli eventi stessi, che ha aggiunto una nuova dimensione al giornalismo post-moderno, liberandolo da una sovrastruttura che lo stava per affossare. L' “opinione pubblica”, liberatasi di ogni complesso di inferiorità, rendendosi soggetto attivo della società dell'informazione, stà apportando quel senso di verità genuina, senza compromessi, che può sgorgare solo dalla totale assenza di “conflitto di interessi”.

Una rivoluzione resa possibile dalla diffusione di tecnologie mobili a basso costo (foto-videocamere e computer portatili), unita all'impatto senza precedenti di un media, come Internet, che consente a chiunque di pubblicare liberamente in rete, in modo semplice e intuitivo, i propri contenuti informativi (è il caso dei blog e dell'open-publishing). “È un modello distruttivo”, dice Gilmor, “nel senso di rivoluzionario, come si intendeva una volta, che stà terrorizzando i padroni del grande business che gira intorno ai media convenzionali”.

La possibilità per chiunque di produrre informazione alternative, e dunque di diventare un vero e proprio reporter, capace di influenzare l'opinione pubblica, minaccia seriamente le fondamenta dell'attuale sistema dominato dai grandi gruppi di potere, che da sempre (almeno dall'invenzione della stampa di Gutenberg) fondano sul controllo e la manipolazione dell'informazione la loro “fabbrica del consenso”.

Tutto questo, stà inevitabilmente provocando una reazione, stiamo assistendo ad esempio ad un'estremizzazione delle immagini di violenza usate come arma principale dai media tradizionali per continuare a catturare audience. In questa logica rientrano le immagini, costruite a tavolino, delle torture di Abu Ghraib, oppure le varie “mostre di atrocità”, come decapitazioni ed esecuzioni, mostrate puntualmente da giornali e telegiornali.

Oppure i tentativi di rendere le leggi sul copyright ancora più restrittive e le campagne di criminalizzaione del libero scambio in rete (tramite i programmi peer-to-peer). Secondo Gilmor, non c'è modo di fermare questo processo di radicale decentralizzazione, provocato da una tecnologia ormai sfuggita di mano dal controllo dei suoi stessi creatori. Un processo destinato a sovvertire radicalmente i rapporti di forza della moderna “pseudo-democrazia”.

L'antica idea di “potere al popolo”, non è più un'utopia, ma una possibilità reale. Di sicuro, i tecnocrati non si arrenderanno tanto facilmente, faranno di tutto per ostacolarlo (anche con con la forza, come già avviene ad esempio in Cina).

Noi, i media, siamo pronti alla battaglia.

E-mail: Alessio Mannucci




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (26-08-2004:17:11)  EDIT ARTICLE Nr. 13915  


Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione


Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 0.3462)